giovedì, 18 Luglio 2024
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DA UN RAMO SCOMPARSO DEL NILO, LA VIA FLUVIALE DI TRASPORTO DEI MATERIALI DELLE PIRAMIDI!

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Un nuovo studio rileva che un ramo del Nilo, non più esistente,  contribuì alla costruzione di 31 delle famose piramidi egiziane, comprese le piramidi della Piana di Giza .

I ricercatori hanno individuato che questo ramo, chiamato “Ahramat” (in arabo, “piramide”), lungo circa 65 chilometri, si avvicinava ai siti di molte piramidi, rendendo più facile il trasporto dei materiali.

Il team ha utilizzato immagini satellitari, carotaggi del suolo e test geofisici per trovare e mappare i resti del ramo dell’Ahrmat.

Ghoneim e colleghi hanno pubblicato uno studio sulla rivista Communications Earth & Environment in cui affermano che l’enormità di questo ramo e la sua vicinanza ai complessi piramidali, oltre al fatto che le strade rialzate delle piramidi terminano sulla riva del fiume, implicano che questo ramo fosse attivo e operativo durante la fase di costruzione di queste piramidi  .

Il team ha scoperto che il ramo dell’Ahrmat si è spostato verso est col passare del tempo: all’inizio, era posizionato più a ovest durante l’Antico Regno (dal 2649 al 2150 a.C. circa) e poi spostato a est durante il Medio Regno (dal 2030 al 1640 a.C. circa).

Alla fine il ramo si è seccato ma non esiste una data esatta ma, secondo i rice4rcatori, con l’intensificarsi delle condizioni di siccità nella regione, il livello dell’acqua del ramo dell’Ahramat è sceso, provocandone il prosciugamento. Ad oggi, il ramo perduto è celato sotto terreni agricoli e deserto che fiancheggiano la riva occidentale del Nilo.

Hader Sheisha, docente di storia naturale all’Università di Bergen in Norvegia, ritiene che questi risultati mostrano chiaramente che la rete idrologica del Nilo era indispensabile per costruire le piramidi e lo studio fornisce una spiegazione alle fantasiose ipotesi dei trasporti.

La Sheisha è stata l’autrice principale di uno studio del 2022 pubblicato sulla rivista PNAS che avrebbe individuato come un ramo del Nilo si avvicinava alla Grande Piramide di Giza, rendendo più facile il trasporto di merci e materiali. Sheisha ha anche osservato che studi precedenti suggerivano che le merci venissero portate nei siti piramidali attraverso i rami dei fiumi che da allora si sono prosciugati e ritiene che il nuovo studio possa essere considerato come un contributo a queste ipotesi precedenti.

 

Anche Zahi Hawass, ex ministro delle antichità egiziane e famose archeologo e divulgatore, ritiene che i ritrovamenti non sono sorprendenti. Un antico papiro che contiene il diario di bordo di un uomo di nome Merer rileva che, mentre la Grande Piramide veniva costruita, gli operai vi portavano materiali attraverso un porto vicino. Inoltre, gli scavi condotti a Giza hanno indentificato le tracce di un porto fluviale.

Nick Marriner, direttore della ricerca presso il Centre national de la recherche scientifique (CNRS), ritiene che la ricerca dimostra che, quando sono state costruite le piramidi, la geografia e i paesaggi fluviali della pianura alluvionale del Nilo differiva in modo significativo da quelle di oggi e ricostruire come, quando e dove si sono evoluti questi ex canali del Nilo può aiutare a comprendere come gli Antichi Egizi sfruttavano l’ambiente naturale e i cicli delle piene del Nilo, per trasportare materiali da costruzione al sito per la costruzione delle piramidi.

Niente di alieno, dunque…

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

(Foto di copertina di Daniele Mancini)

 

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