lunedì, 9 Febbraio 2026
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DA UN NUOVO STUDIO, LA POPOLAZIONE MAYA AL SUO APICE FU DI 16 MILIONI DI INDIVIDUI

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Una nuova ricerca rivela che la popolazione Maya, durante il periodo di massimo splendore della civiltà, circa 1.400 anni fa, potrebbe essere stata molto più numerosa di quanto si pensasse in precedenza. Lo studio suggerisce, inoltre, che gli insediamenti Maya di quel periodo fossero molto più complessi e interconnessi di quanto studi precedenti avessero suggerito.

Uno studio del 2018, pubblicato sulla rivista Science, stimava che tra il 600 e il 900 d.C., noto come Periodo Classico Tardo, esistessero 11 milioni di individui Maya. In una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Archaeological Science: Reports, alcuni degli autori dello studio del 2018 hanno rivisto la stima a 16 milioni!

Entrambi gli studi hanno stimato la dimensione della popolazione Maya utilizzando dati provenienti da LiDAR (Light Detection and Ranging), ottenuti tramite un velivolo dotato di un dispositivo che emette impulsi laser verso il suolo per creare mappe 3D di un’area. Le rovine degli edifici su queste mappe possono fornire indizi sulla densità di popolazione, che i ricercatori possono estrapolare per ottenere un conteggio abbastanza verosimile della popolazione.

Secondo Francisco Estrada-Belli, docente presso il Middle American Research Institute della Tulane University, in Louisiana, e autore principale del nuovo studio, si attendeva un modesto aumento nelle stime della popolazione dall’analisi LiDAR del  20818, ma vedere un balzo del 45% è stato davvero sorprendente: i nuovi dati confermano quanto fossero densamente popolate e socialmente organizzate le pianure Maya al loro apice.

Le pianure Maya sono, oggi, distese di foreste che comprendono parti degli attuali Guatemala, Belize e Messico. Nello specifico, i ricercatori hanno creato mappe LiDAR per 95.000 chilometri quadrati di territorio nel dipartimento di Petén in Guatemala, nel Belize occidentale e negli stati messicani di Campeche e Quintana Roo.

La civiltà Maya raggiunse l’apice tra il 250 e il 900 d.C., periodo in cui prosperarono numerose città in Mesoamerica e i ricercatori hanno a lungo pensato che, a parte questi centri urbani, la civiltà fosse limitata a insediamenti sparsi, intervallati da terreni agricoli nelle vaste foreste pluviali tropicali della regione.

Tuttavia, la nuova ricerca dimostra che gli insediamenti Maya erano molto più complessi e interconnessi di quanto si pensasse in precedenza.

I ricercatori sono certi che questi risultati basati sulla tecnologia LiDAR forniscano il quadro più chiaro finora degli antichi modelli di insediamento Maya, dimostrando che la società Maya era altamente strutturata, sia nei centri urbani che nelle aree rurali, e molto più avanzata in termini di risorse e organizzazione sociale di quanto si pensasse in precedenza.

I ricercatori hanno riscontrato gli stessi modelli costruttivi nelle aree urbane e rurali, con una piazza pubblica centrale controllata dall’élite e aree residenziali e campi agricoli distribuiti attorno a queste piazze. Quasi tutti gli edifici individuati con il lidar si trovavano entro un raggio di 5 km da una piazza, suggerendo, secondo lo studio, che la popolazione rurale, che generalmente non apparteneva all’élite, avesse accesso alla maggior parte degli aspetti della vita civica e religiosa.

I risultati metterebbero, dunque, in discussione l’ipotesi consolidata secondo cui gli insediamenti rurali Maya fossero isolati e indipendenti dalle città e, pertanto, scollegati dai centri amministrativi e cerimoniali. La ricerca ha, inoltre, mostrato che le pianure settentrionali dei Maya erano più urbanizzate e densamente popolate di quanto precedentemente ritenuto, spiegando l’aumento delle dimensioni stimate della popolazione.

Le pianure Maya centrali settentrionali erano, infatti, tutt’altro che prevalentemente rurali e le proporzioni relative tra zone urbane e rurali sono sorprendentemente simili tra le regioni meridionali e settentrionali, mettendo in discussione le precedenti valutazioni.

Tuttavia, le pianure settentrionali dei Maya avevano un’ampia infrastruttura agricola, probabilmente gestita da élite che gestivano la produzione e la distribuzione del cibo. Le nuove stime demografiche sollevano nuovi interrogativi sulla caduta della civiltà tra l’800 e il 1000 d.C., poiché una popolazione più numerosa potrebbe aver esacerbato i disordini politici e i problemi ambientali.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Tulane University

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