CONCLUSA LA CAMPAGNA DI SCAVO DELL’IMPIANTO TERMALE DI IULIA ILICI AUGUSTA, ELCHE (SPAGNA)
Dopo diverse campagne di ricerca, l’Università di Alicante ha concluso la sua campagna di scavi archeologici presso le Terme Orientali del sito di La Alcudia (Elche). Il progetto è parte dell’iniziativa Virtual–ASTERO Heritage , guidata da Jaime Molina Vidal, docente di Storia Antica presso l’Università di Alicante (UA), insieme ai ricercatori Álvarez Tortosa, Marcos Rodríguez Barbieri e Manuel Castillo Cañadas. A
vviato nel 2017, questo ambizioso progetto ha documentato uno dei complessi termali più monumentali dell’antica colonia romana di Iulia Ilici Augusta e ha anche fornito informazioni significative sullo sviluppo urbano del sito e sull’occupazione preromana.
Il sito archeologico di La Alcudia conserva i resti della città romana di Ilici, colonia di notevole importanza nel sud-est della Penisola Iberica. Strategicamente situata tra Carthago Nova (Cartagena) e Valentia (Valencia), Ilici fu fondata in due fasi nella seconda metà del I secolo a.C.: la prima, decretata da Giulio Cesare e realizzata dopo la sua morte; la seconda, durante il regno dell’imperatore Augusto, che assegnò terre ai veterani delle guerre cantabriche.
Jaime Molina conferma che con le campagne di scavo è stato portato alla luce uno degli edifici pubblici più significativi della città: le Terme Orientali. Questo vasto complesso è tra i più grandi complessi termali romani scoperti nella regione valenciana dell’antica Hispania: riccamente decorate con pavimenti a mosaico, le terme testimoniano lo splendore e la prosperità della città durante il II secolo d.C. I risultati delle ricerche mostrano il rigore scientifico, l’impegno e la forte etica del servizio pubblico per comprendere, documentare, recuperare e proteggere un sito di immenso valore: le Terme Orientali di Ilici . Questo sforzo collettivo non solo ha generato conoscenze accademiche di prim’ordine, ma ha anche restituito alla società un pezzo essenziale della storia iberica.
Le Terme Orientali, che si estendono su una superficie di 1.300 metri quadrati, furono costruite durante un periodo di crescita economica e demografica della città. Il complesso comprende ambienti freddi (frigidarium) con una delle più grandi piscine (natatio) conservate in Hispania, nonché ambiente a temperatura tiepida (tepidarium), ambienti caldi (calidarium), una sauna (laconicum) e spogliatoi (apodyterium). Tra i suoi principali tesori vi sono due notevoli mosaici: uno che imita pannelli di marmo e un altro riccamente decorato con motivi vegetali: foglie di acanto, fiori e volute.
Durante il III e il IV secolo d.C., le terme subirono un progressivo deterioramento e abbandono, probabilmente a causa delle difficoltà socio-economiche e del calo demografico. Tuttavia, negli ultimi secoli dell’Impero Romano, furono eseguiti restauri parziali, che tuttavia ridussero sia le dimensioni che la funzionalità del complesso, che fu definitivamente abbandonato tra il V e il VI secolo d.C.
Oltre al complesso termale, il team archeologico ha scavato un significativo tratto di strada di 55 metri, completo di drenaggio, ingressi agli edifici e superfici pavimentate. Questa scoperta consente ai ricercatori di ricostruire parte della rete stradale di Ilici e di tracciarne l’evoluzione dal periodo iberico fino all’epoca visigota.
Una delle scoperte più notevoli è stata l’identificazione, sotto gli strati romani, di un quartiere iberico risalente al III secolo a.C. che indica le notevoli dimensioni dell’insediamento iberico prima della fondazione della colonia romana.
La campagna del 2025 segna la conclusione del ciclo di scavi finanziato dall’Università di Alicante, con il sostegno finanziario del Comune di Elche. Il futuro del progetto dipende ora da nuove autorizzazioni amministrative e dal continuo impegno istituzionale per la sua conservazione e il coinvolgimento del pubblico.
Per il momento, i resti visibili sono stati protetti consentendo al pubblico l’accesso al sito a livello della superficie in attesa della futura copertura protettiva, della pubblicazione scientifica e della trasformazione del sito in uno spazio museale aperto al pubblico.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Università di Alicante


