sabato, 6 Giugno 2026
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BASI DI STATUE VOTIVE RINVENUTE NEL “RISCOPERTO” SANTUARIO DI APOLLO A FRANGISSA, CIPRO

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Gli archeologi dell’Università di Francoforte che stanno scavando nel Santuario di Apollo a Frangissa, vicino al villaggio di Pera Orinis a Cipro, hanno riportato alla luce più di 20 basi di statue votive conservate nella loro posizione originale, segnando una delle scoperte più significative degli ultimi anni relative al periodo arcaico dell’isola.

La scoperta è particolarmente importante perché le basi non sembrano essere state individuate durante gli scavi originali del santuario condotti dall’archeologo tedesco Max Ohnefalsch-Richter nel 1885. Il materiale appena portato alla luce rivela una sezione finora sconosciuta della fase arcaica del santuario e offre una rara visione della disposizione delle offerte rituali all’interno del complesso sacro.

I ritrovamenti sono emersi durante la quinta campagna di scavi nel santuario rurale, diretta da Matthias Recke dell’Università di Francoforte, con il lavoro sul campo coordinato da Philipp Kobusch dell’Università di Rostock. Il progetto è finanziato dalla Fondazione Amricha di Lipsia e da Argo di Francoforte.

Diverse basi in pietra calcarea conservavano ancora i piedi delle statue che un tempo si ergevano su esse, mentre sono stati recuperati anche frammenti e piedi di statuette in terracotta. Gli archeologi affermano che la scoperta fornisce la prima prova a Cipro che le statuette votive in terracotta venivano esposte non solo a terra o in nicchie scavate nella roccia, ma anche su basi in pietra calcarea realizzate appositamente.

Il Santuario di Apollo fu scavato per la prima volta alla fine del XIX secolo, ma il lavoro di Ohnefalsch-Richter non fu mai pubblicato integralmente e l’esatta ubicazione del sito andò perduta. Le moderne indagini archeologiche hanno successivamente permesso di rilocalizzare il santuario e di riesaminare gli scavi precedenti utilizzando metodi archeologici contemporanei.

Al momento della sua scoperta, il santuario si distinse per la straordinaria concentrazione di offerte votive, con basi di statue disposte a stretto contatto in tutto il sito. Molte di queste basi, tuttavia, furono in seguito rimosse e riutilizzate come materiale di riempimento.

Gli scavi di quest’anno sono pertanto considerati particolarmente significativi perché le basi appena scoperte sembravano essere rimaste intatte fin dall’antichità. In alcune aree, gli archeologi hanno trovato basi impilate una sull’altra in modo tale da permettere a entrambe le offerte di rimanere visibili, fornendo la prima chiara prova di come le dediche si siano gradualmente accumulate nel tempo all’interno del santuario.

Un’attenta analisi stratigrafica ha inoltre rivelato che, in epoca antica, gli strati di offerte più antichi venivano intenzionalmente sepolti sotto depositi di livellamento per creare una superficie piana prima che una nuova serie di basi venisse installata al di sopra di essi. I ricercatori hanno identificato più di 100 frammenti della fase successiva di basi all’interno del materiale di riempimento degli scavi originali del XIX secolo.

Gli archeologi stanno ora indagando se questa riorganizzazione su larga scala del santuario, risalente probabilmente alla fine del periodo arcaico, sia stata causata da un evento distruttivo o semplicemente dalla necessità di creare più spazio per ulteriori offerte.

Le basi recentemente scoperte e i frammenti di statue ad esse associati forniscono la prima traccia archeologica definitiva della fase arcaica del santuario, che fino ad ora era stata solo ipotizzata attraverso ritrovamenti scultorei isolati. Gli archeologi hanno inoltre identificato per la prima volta dall’inizio delle indagini moderne depositi indisturbati di ceramica arcaica, migliorando significativamente la comprensione della lunga storia del santuario.

Secondo il Dipartimento delle Antichità di Cipro, gli scavi in ​​corso stanno offrendo nuove e preziose prove sullo sviluppo dei santuari ciprioti e sulle pratiche rituali e sociali che li hanno plasmati dal periodo arcaico a quello ellenistico.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: AMRICHA

 

CIPRO

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