VILLA DI AUGUSTO A SOMMA VESUVIANA IN 3D – da apollineproject.org

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animation_augustus_villa_nolaLa tradizione narra che la cosiddetta Villa di Augusto, nota anche come la Villa dionisiaca Somma Vesuviana, (nei pressi di Nola, in Campania) sia stato il luogo dove l’imperatore Augusto abbia esalato l’ultimo respiro nel 14 d.C. Se dal punto di vista degli storici questa leggenda potrebbe essere discutibile, non vi è alcun dubbio circa l’importanza archeologica del sito. La società Altair4 Multimedia Archeo3D Production ha realizzato l’ennesima ricostruzione digitale, quella della Villa di Augusto sulla base dei resti esistenti della enorme struttura. Il risultato finale è incredibilmente accattivante, la valorizzazione di una testimonianza di arte e architettura romana.

Una recente scoperta ha rafforzato l’ambito architettonico della Villa dionisiaca: i ricercatori dell’Apolline Project, un team nato da una collaborazione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e dell’Università di Tokyo, hanno rinvenuto una cisterna all’interno del complesso che vanta quasi 300 mq di superficie, con la sua imponente lunghezza di 30 m e 10 m di larghezza.

massive-water-cistern-villa-of-augustus_2Secondo l’archeologo Antonio De Simone, l’enorme struttura ipogea, coperta da una strada con diversi passaggi pedonali, è stata edificata per raccogliere le acque provenienti dalle montagne vicine. L’acqua raccolta è stata utilizzata anche per l’irrigazione dei terreni agricoli prossimi alla villa. Nonostante il mistero sulla sua proprietà, si segnala che la villa è stata risparmiata dall’ira dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., anche se sono stati rinvenuti campioni di depositi vulcanici all’interno del complesso. Questo ha permesso che la villa avesse una continuità di utilizzo, come grande casa colonica, anche grazie al supporto della cisterna funzionante. E’ stata definitivamente distrutta dalla funesta eruzione del Vesuvio del  472 d.C.

L’appellativo “dionisiaca” assegnato alla Villa di Somma Vesuviana è dovuto a causa del rinvenimento di una enorme quantità di statuaria finemente lavorata; spicca una reperto, una sontuosa statua in marmo di Dioniso rappresentato come un giovane ragazzo con un cucciolo di pantera in braccio: originariamente era collocata in una nicchia, dove è rimasta anche quando l’intero edificio è stato trasformato in una unità per la produzione agricola. Le fertili colline attorno alla villa e nei pressi del Vesuvio erano coperte da vigneti e il vino era la principale produzione agricola della zona: il dio pagano Dioniso / Bacco era il patrono del vino e di queste colline.

massive-water-cistern-villa-of-augustus_3I manufatti scultorei sono completati da un qualificato numero d affreschi: di notevole importanza, in un’aula absidata con arcata e fregio, la rappresentazione di Nereidi e Tritoni riempiono il catino. Da questa stanza si accede ad un’altra, ugualmente absidata e con pavimento a mosaico decorato con motivi geometrici e delfini che saltano fra le onde. A causa delle enormi dimensioni della domus e la sua data di fondazione riferibile al I secolo d.C., si è giunti alla congettura che questa villa sia la stessa descritta da Tacito come”apud urbem Nolam” nei suoi Annales.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info:  Apolline Project; il blog dello scavo

 

 

 

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