IL VANGELO DI GIUDA, UNA SVEGLIA PER IL MONDO CRISTIANO!

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Per le feste pasquali, eccovi il mio regalo, il Vangelo di Giuda:  la sua scoperta non è recente (1978) e la sua pubblicazione è datata 2006, grazie alla National Geographic Society. La sua storia è controversa e, ovviamente, le frange cattoliche l’hanno abiurato in modo estremo! La sua scoperta non è stato solo un evento archeologico ma la base per infliggere un duro colpo al sistema dei canoni testamentari che Ireneo di Lione, nel 180 d.C., ha creato ad hoc per il mondo religioso di allora!

Di questo Vangelo apocrifo” rimasero disponibili, per secoli, solo brevi citazioni indirette scritte da alcuni Padri della Chiesa. In particolare il testo viene citato per la prima volta, attestandone l’esistenza, proprio da Ireneo nella sua opera Adversus haereses (“Contro le eresie”), scritta attorno al 180: “[…secondo i Cainiti] solo Giuda il traditore conosceva la Verità come nessun altro e per questo ha realizzato il mistero del tradimento, in seguito al quale tutto, in terra e in cielo, rimase sconvolto. Essi hanno dunque prodotto una storia fondata su dette basi e l’hanno chiamata Vangelo di Giuda”.

Per 2.000 anni Giuda è stato insultato per aver tradito Gesù e oggi quello che è denominato “Vangelo di Giuda”, ampiamente tradotto in tutte le lingue, consente di raccontare la sua versione della storia. E’ una storia molto diversa dai quattro vangeli del Nuovo Testamento e ritrae Giuda come il discepolo favorito, dotato di particolari conoscenze da Gesù stesso! “Sarai maledetto dalle altre generazioni e andrai a governare sopra di loro”, così Gesù si riferisce a Giuda in una delle righe del documento.

Il testo, uno dei tanti documenti antichi trovati nel deserto egiziano nel 1970, è stata preservata e tradotto da un team di studiosi ed è stato reso pubblico grazie al contributo della National Geographic Society e ha sempre suscitato discussioni tra religiose e laici sul significato e la veridicità del manoscritto. Il testo, in lingua copta, è stato datato a circa l’anno 300 d.C. ed è una copia di una versione greca precedente e, oltre alle citazioni di Ireneo e di qualche altro Padre della chiesa, il documento è stato ritenuto perduto fino alla sua scoperta.

Una parte di studiosi conferma che coloro che fecero circolare i vangeli apocrifi non pensarono di essere eretici. Altri studiosi più tradizionalisti ammettono che il tradimento di Giuda per denaro sia stato influenzato da Satana. Oggi sappiamo, inoltre, che il cristianesimo nel mondo antico sia stato molto più vario di quanto lo sia ora, con una serie di vangeli circolanti in aggiunta ai quattro canonici raccolti nel Nuovo Testamento. Alla fine,un punto di vista ha prevalso e gli altri sono stati dichiarati eretici, soprattutto quelli di matrice gnostica in cui si credeva che la salvezza dipendesse dalla conoscenza segreta che Gesù ha impartito, in particolare, a Giuda!

Religiosi copti non ritengono che questo nuovo documento influisca notevolmente sulla convinzione centrale che considera Giuda come un traditore, ma esiste una vecchia scuola di pensiero che afferma che non si dovrebbe perseguitare Giuda perché il suo ruolo è stato quello di completare le profezie.

In un passaggio chiave Gesù dice a Giuda: “Tu li supererai tutti perché sacrificherai l’uomo che mi riveste…”: ciò indica che Giuda avrebbe aiutato a liberare l’io spirituale del Cristo per sbarazzarsi del suo corpo fisico. Aggiunge Gesù: “Allontanati dagli altri e io ti svelerò i misteri del regno”, investendolo di uno speciale potere. E inoltre: “Alza in alto i tuoi occhi e guarda la nube e la luce all’interno di essa e le stelle che la circondano. La stella che mostra il cammino è la tua stella”. Il testo si conclude con Giuda che consegna Gesù ai sommi sacerdoti, non facendo menzione alcuna su crocifissione e resurrezione: secondo gli studiosi, Giuda Iscariota ha definitivamente compreso il vero significato degli insegnamenti di Gesù.

L’autore del testo non è nominato in nessuna delle pagine superstiti. Il Codice Tchacos (di cui il Vangelo di Giuda è una parte insieme alla Prima Apocalisse di Giacomo, alla Lettera di Pietro a Filippo e  un frammento dell’Allogeno) dal 1978, è stato tenuto in una cassetta di sicurezza per diversi anni e ha cominciato a deteriorarsi prima che i restauratori iniziassero a lavorare su di esso. In questi anni più di 1.000 pezzi sono stati riassemblati ma tanti ancora sono ancora da sistemare nella posizione esatta. Oltre alla datazione al radiocarbonio (indicata tra il 220 e il 340 d.C., con un margine d’errore di circa 50 anni), il manoscritto è stato autenticato anche attraverso l’analisi dell’inchiostro, l’immagine multispettrale, il contenuto, lo stile linguistico e lo stile della scrittura a mano.

 

Daniele Mancini

 

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