UR, UNA DELLE PIÙ ANTICHE CITTÀ DELLA MESOPOTAMIA

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Il villaggio di Ur sorse nel periodo definito della Cultura dell’Ubaid, intorno al IV millennio a.C., in una posizione geografica molto vantaggiosa, vicino al Golfo Persico e nel punto di incontro tra i grandi fiumi mesopotamici del Tigri e dell’Eufrate. Il piccolo insediamento emerse come un importante centro commerciale della regione, con le sue reti commerciali che si collegavano fino all’India.

Se l’attuale posizione di Ur è resa da millenni di pacciamatura agricola proveniente dai grandi fiumi, i resti dell’antica Ur sono visibili grazie agli scavi archeologici intrapresi dal 1919 da Henry Reginald Holland Hall e, in seguito, dal 1922, una missione congiunta del British Museum e dell’Università di Pennsylvania, diretta da Leonard Woolley. Oggi gli impressionanti resti hanno subito ampi restauri, incluso la celebre Ziggurat di Ur, una magnifica struttura che dominava il paesaggio urbano dell’insediamento fiorente che ha ospitato il Santuario di Nanna .

A metà del III millennio a.C., gli Accadi riuscirono a creare un ambito culturalmente sincretico, riuscendo a fondere etnie e città-stato diverse; inoltre, i legami culturali con i Sumeri non furono gli unici: da questi gli Accadi mutuarono molti dei sistemi militari e delle dottrine religiose del popolo mesopotamico. La Ziggurat di Ur, eretta sotto il re Ur-Nammu, fu un chiaro sforzo propagandistico della III Dinastia di Ur (circa 2047-1750 a.C.) che cercò di emulare le gesta dei mitici re accadi Sargon il Grande e Naram-Sin.

La struttura piramidale ha una base di circa 64 metri di lunghezza per 45 metri di larghezza, per un altezza di quasi 100 metri; l’edificio fu completato durante il regno del figlio di Ur-Nammu, Shulgi, che prontamente si proclamò come sovrano divino, introducendo il culto del regnante. Al contrario delle nozioni conosciute che indicano come Codice di Hammurabi come il più antico insieme di leggi codificate, l’onore di questo “record” appartiene al Codice di Ur-Nammu, che è stato scritto intorno al  2100-2050 a.C. e che Shulgi ha effettivamente promulgato, compiendo un moderno passo avanti riformando il regno emergente in uno stato burocratico altamente centralizzato.

Durante tutti questi cambiamenti amministrativi, la capitale Ur divenne un vero e proprio bastione di cultura e di apprendimento nel sud della Mesopotamia. L’epoca coincide con l’ascesa del commercio e l’efficiente gestione urbana, insieme all’incoraggiamento delle attività artistiche e scientifiche. A questo proposito si può supporre, da testimonianze archeologiche, che i residenti di Ur avrebbero potuto godere di standard di vita migliori di molti abitanti urbani delle città mesopotamiche contemporanee. La prominenza culturale ha anche accompagnato il potere militare di Ur, rappresentato da un massiccio sistema difensivo che si estendeva quasi 200 chilometri.

Storicamente Ur perse di importanza con l’ascesa della Babilonia di Hammurabi, seguita dai regni Cassiti e poi Assiri. Durante il II millennio Ur fu ancora importante centro culturale anche se il suo status di capitale reale era eroso da successive ondate di poteri in altri territori della Mesopotamia. L’ultimo importante colpo di coda di Ur fu una serie di nuove costruzioni intrapresa sotto i di Nabucodonosor II (VI sec. a.C.) dell’Impero neo-babilonese. All’inizio del V secolo a.C., quando la città era parte dell’Impero achemenide, subì una drastica caduta e nello spazio di pochi decenni fu completamente abbandonata.

Fonti bibliche indicano come il luogo di nascita del patriarca Abramo: Genesi contiene il nome Ur Kasdim (approssimativamente tradotto come  Ur dei Caldei). Non intendo soffermarmi sulla polemica storica secondo la quale i Caldei vissero in Mesopotamia all’inizio del IX secolo a.C. o se la città fosse gradualmente caduta in disordine a causa di costanti flussi migratori di altre popolazioni della Mesopotamia o dalla terra di Canaan.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Encyclopaedia Britannica; University of Pennsilvania

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