UNIPG E SAPIENZA RIPORTANO ALLA LUCE EDIFICI E TEMPLI DEL 3000 A.C. – da bacheca.unipg.it

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I resti degli antichi templi – Foto Università degli Studi di Perugia

La città-stato sumera di Lagash, nell’attuale  Sud-Est Iraq, vantava uno dei più antichi insediamenti dell’antico Vicino-Oriente . Archeologi italiani hanno trovato ulteriore prova della ricchezza e influenza del regno nel sito dell’antica Nigin, che ha costituito una delle tre principali città dello Stato di Lagash. I ricercatori italiani dell‘Università La Sapienza di Roma e dell’Università degli Studi di Perugia hanno scoperto una serie di strutture presso il sito Tel Zurghul (Nigin, appunto) nel loro progetto di collaborazione dello scavo archeologico.

La prima missione del 2015 aveva già rivelato che il sito in questione si rifà a circa il 5000 a.C. (cd. periodo della Cultura di Ubaid), corrispondente all’epoca preistorica in Mesopotamia. La popolazione quindi ha continuato a svilupparsi, dando luogo ad un insediamento ben organizzato che si è formata dal 4000 a.C. (Tardo Periodo di Uruk).

Il sito – Foto Università degli Studi di Perugia

Il centro di questo insediamento ha rivelato un tempio dedicato alla dea Nanshe durante il secondo scavo condotto nel 2016. Nella mitologia sumera Nanshe era la figlia di Enki ed è stato raffigurata come un dea della profezia, della fertilità, dell’acqua e della pesca. A tal proposito, un incredibile numero di iscrizioni cuneiformi rinvenute in diversi siti attorno a Lagash (compresi Tel Zurghul) ha fornito convincenti evidenze di rappresentazioni di Nanshe.

Inoltre, gli archeologi hanno trovato anche una serie di strutture nella sezione designata come zona A,  ai piedi di una collina che conduce al centro del villaggio. L’edificio principale, risalente intorno al 3000 a.C., era stato costruito con mattoni crudi ed era costituito da almeno tre stanze separate. Queste camere erano state probabilmente utilizzate per lo stoccaggio, come ipotizzato dalla scoperta di vasi ben conservati e finemente dipinti.

Placca in argilla – Foto Università degli Studi di Perugia

Infine, il ritrovamento più interessante riguarda una  placca di argilla che raffigura un essere mitologico con il corpo di un toro e la testa di un uomo. Questa entità è a volte indicata come Lamassu, anche se il termine stesso è fonte di confusione con le sue varie iterazioni trovate nella cultura mesopotamica (compreso Accadi e Assiri). Nella mitologia sumera all’essere divino con la sua natura apotropaico è stato affidato il compito di aprire le porte del cielo.

 

Rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori informazioni: Bacheca UniPG

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