UNA DOZZINA A TEATE!

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Una storia di amicizia lunga oltre trent’anni, una storia di amicizia che culminerà in una festa per ricordare il diploma di trent’anni or sono, una storia di amicizia che ha attraversato un infinitesimo della storia di Teate Marrucinorum, una storia di Teate Marrucinorum che i miei amici hanno voluto ascoltare dalle mia labbra e io, gliel’ho raccontata!

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Fonte Grande

Una domenica mattina di giugno, caldissima: si inizia presto, per essere domenica, alle 9, ma il sole è già forte! Una dozzina di persone si avventura per le strade di Chieti accompagnata dal sottoscritto per rivivere i momenti salienti della storia teatina, per conoscere meglio i monumenti archeologici della città, per ricordare le origini di Teate Marrucinorum e tramandarle, chissà, a figli e nipoti.

Appuntamento in Piazza S. Rocco, alla Civitella e dopo i saluti, giù verso le Terme. Il tragitto in discesa  è servito per dare informazioni basilari sulla Teate antica, sul passaggio del diverticolo urbano della Tiburtina, per la pausa caffè… Prima tappa d’obbligo a Fonte Grande e su come avvenisse il rifornimento delle nove cisterne delle Terme. Quindi le Terme romane di Teate,  con breve (forse…) excursus su cosa fossero i bagni pubblici nel periodo romano. La lussureggiante vegetazione impedisce la visione dalla parte anteriore del monumento ma è comunque possibile apprezzare, anche se da lontano, il magnifico mosaico recentemente restaurato, posto al centro dell’ambiente di rappresentanza dei bagni termali.

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Le Terme Romane avvolte in una lussureggiante vegetazione

Si riprende la passeggiata e si risale verso la città entrando da Porta Monacisca (presso Mater Domini) e da quel che ne resta! L’ombra tra le minute vie di Chieti offre un sollevante refrigerio all’afa che inizia a farsi sentire. L’atmosfera è gioviale, si ride si scherza, si ricordano i tempi della scuola, i compagni di classe, i professori, il passato, il presente e si immagina il futuro…

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Gli elementi residui dell’antica Porta Monacisca/S. Giovanni

Si giunge a Piazza Umberto I dove, con fervida immaginazione, riesco a far comprendere il posizionamento dell’ipogeo sotto i Palazzi di Provincia/ex Banca d’Italia/Teatro Marrucino, la possibile presenza di un foro sopra di esso, ma anche il tratto ancora visibile (a pochi…) del basolato di una delle vie che delimitavano i quartieri di Teate all’interno dei magazzzini del Teatro Marrucino! Dopo una sosta a Piazza Valignani in cui rammento della presenza di una necropoli tra la Cattedrale e la chiesa di S. Francesco, una Via Ulpia sventrata per permettere il prolungamento del Corso, si arriva ai Tempietti romani, monumento simbolo e vanto della città. I palazzinari degli anni del boom economico italiano hanno fatto scempi abnormi ma l’atmosfera che regna attorno al monumento è sempre particolare, nonostante abbondino le erbacce… Il fascino della collina di S. Paolo, della galleria romana, del c.d. IV Tempio, accendono immagini di una Teate di 2000 anni fa, pregna di vita e di romanitas…  Un Teate che oggi è fagocitata da palazzi e modernità varie!

Tempietti Romani
Tempietti Romani

Le ore più calde della mattina sgomitano per entrare nella nostra giornata, ma noi, indefessi, proseguiamo! Il nostro Gran Tour ci porta al Teatro romano, prima visto dalla parte anteriore con la simpatica presentazione delle fantasiose linee archietettoniche del teatro di prolungamento nel vuoto della valle: lo studioso De Chiara lo aveva identificato, infatti, come anfiteatro; quindi, dalla parte posteriore, con la grama sorpresa del solito colore verde onnipresente! Il notevole monumento, recentemente adoperato per un concerto di musica classica, è purtroppo sottratto al suo splendore dalla presenza di un orrorifico palazzo posto su parte della cavea, parte dell’orchestra e parte della scena dell’antico teatro…

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Lo splendido cancello avvolto nel verde del Teatro romano…

Risalendo per via Ravizza, incontrando le varie cisterne della Civitella, si arriva alla fine della nostra passeggiata. Tutti stanchi, provati dal caldo, soprattutto i bambini. E’ mezzogiorno, di fuoco, ma non possiamo tralasciare il monumento per spettacoli per eccellenza di Teate,  l’Anfiteatro! Maestoso, un piccolo Colosseo doveva essere, dotato di tutte le funzioni di un’arena di una città della provincia romana. Usato come necropoli nel Medioevo ma, in precedenza, anche per celare templi e un’acropoli degna delle più importanti città italiche della penisola! Un vero e proprio palinsesto monumentale…

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i resti dell’anfiteatro di Teate

Il prossimo appuntamento del nostro gruppo è per la Festa dei Musei, domenica prossima 3 luglio, in cui visiteremo i musei archeologici della nostra città, per proseguire il nostro rapporto diretto con Teate antica e il suo territorio…

 

Daniele Mancini

Foto di Miriam Desiderio.

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