UN VASO GRECO ANIMATO!

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Le moderne tecniche di animazione, ormai, permettono di conoscere nei dettagli le peculiari caratteristiche di qualsiasi oggetto di studio, dalle parti del corpo umano, alle sofisticate ricostruzioni ingegneristiche, ai dinosauri estinti 65 milioni di anni fa, alle ricostruzioni degli splendidi manufatti dell’antichità, come un vaso greco a figure nere di tipo lekanis…

La parola greca per identificare l’equipaggiamento militare, o meglio, lo scudo del soldato di fanteria pesante, è oplon, anche noto come “scudo cavo” o “scudo argivo”, termine da cui deriva il termine oplita, la versione greca del “uomo corazzato”.

Gli antichi opliti erano in primo luogo dei cittadini e da questi ci si aspettava che, una volta arruolati prendessero, parte alle battaglie per salvaguardare i propri interessi, le libertà acquisite e le proprie case.

Il cittadino soldato greco, ben armato e addestrato, è stato sostituito dalla falange tattica macedone nel tardo IV secolo a.C., dopo che gli opliti avevano dominato i campi di battaglia del Mediterraneo per i quasi tre secoli precedenti.

La cultura greca, ovviamente, non è conosciuta solo per lo sviluppo delle arti della guerra ma, principalmente, per l’arte estesa a ogni tipologia del sapere umano. Lo sviluppo delle tecniche di decorazione dei manufatti ceramici è uno di quei settori giunti famosi fino a noi, raggiungendo interessanti connubi anche con l’arte della guerra.

Andiano con ordine…

L’eredità artistica proveniente dalle culture minoiche, micenee e orientalizzanti, si è sviluppata nel cosiddetto tardo periodo arcaico (dal 620 al 480 a.C.) con la tecnica di decorazione delle “figure nere“.

Sebbene siano stati prodotti per la prima volta a Corinto, poi con esempi raffinati realizzati in Laconia e in Magna Grecia, i ceramisti e i pittori dell’Attica eccelsero nella tecnica decorativa delle figure nere, dominando il mercato mediterraneo per quasi i due secoli successivi.

Non tutte le figure sono state dipinte con il colore nero: con il tempo sono state adottate alcune convenzioni di colore, come il bianco per la carne femminile e il rosso porpora per i vestiti e gli accessori. Un maggiore interesse per i dettagli, come i muscoli e i capelli, sono stati ottenuti adoperando uno strumento affilato e sottile, come uno stilo.

Altra fondamentale peculiarità della ceramica a figure nere sono le posture delle figure, che identificano questi manufatti come lo zenit della pittura su vaso greco. Le figure ricevono, dunque, grazie alla maestria degli artisti, grazia e equilibrio e spesso vengono illustrate nei momenti che precedono il movimento o durante il riposo dopo lo sforzo.

La Panoply Vase Animation Project ha realizzato un progetto, con l’ausilio di numerose collaborazioni con altre istituzioni, di comporre animazioni affascinanti che si avvalgono esclusivamente delle figure nere delle ceramiche greche, facendo muovere personaggi e miti della cultura greca antica.

Le decorazioni con figure nere, con le loro anatomie ‘raffinate’, hanno abilmente rappresentato anche gli opliti greci, quei cittadini-soldati che hanno innalzato la gloria dell’Ellade, rappresentate dai maestri antichi sugli splendidi vasi, animate dai moderni maestri in questo splendido video.

In questo vaso di tipo lekanis, una coppa bassa da toilette per contenere unguentari e piccoli oggetti, con piede ad anello e due anse orizzontali, di produzione databile tra il 550 e il 525 a.C., di produzione di Eretria, conservato all’Ure Museum of Greek Archaeology, dell’Università di Reading, nel Berkshire, in Inghilterra, l’affascinante arte greca della guerra è rappresentata nella sua umana tragedia.

Daniele Mancini

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