UN PALINSESTO DI NECROPOLI RINVENUTO A TURAN, ALBANIA

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Albania, ricco crocevia di culture, terra di incontro tra oriente e occidente: le recenti indagini archeologiche portano alla luce importanti resti di civiltà che hanno vissuto questa terra, arricchendo le culture di ogni periodo storico.

Grazie a intensi scavi archeologici, infatti, è stata rinvenuta una delle più grandi necropoli dell’antichità, con  migliaia di tombe, ricche di corredi funerari, databili a partire da a 5000 anni fino al Medio Evo..

In un ricco bacino agricolo vicino alla città di Korca, nel sud-est dell’Albania, i lavori di costruzione di un gasdotto hanno offerto agli archeologi una visione nuova della storia antica in un paese che fino a qualche decennio fa è stato al riparo delle grandi indagini a causa dell’isolazionista regime politico.

Gli scavi, nei pressi del villaggio di Turan, terminati dopo 18 mesi di lavori, hanno portato alla luce tracce di un raro insediamento neolitico delimitato da buchi di palo nel terreno che, probabilmente, sostenevano le strutture in legno di piccole capanne. Questo sito accompagna gli oltre 20 siti neolitici che sono stati trovati in Albania, risalenti all’incirca tra il VII millennio e il III millennio a.C.,  i primi insediamenti agricoli in Europa.

Turan, 180 chilometri a sud-est della capitale Tirana, è la più importante di circa 30 siti già portati alla luce durante la posa del gasdotto denominato Trans Adriatic Pipeline (TAP) che porterà gas naturale dall’Azerbaijan attraverso la Turchia, la Grecia e l’Albania, attraversando il Mare Adriatico fino al sud dell’Italia.

Secondo Iran Pojani, archeologo del team di Turan e docente alla Facoltà di Storia e Lettere dell’Università di Tirana, la posa dell’oleodotto ha fornito l’opportunità e il finanziamento per scavare un’area abitata insolitamente grande di quell’epoca.

Sopra le capanne del Neolitico, il suo team di archeologi, che ha scavato una superficie di 4.000 metri quadrati, ha anche trovato tre diverse necropoli risalenti all’Età del Ferro, alla tarda età romana e al Medioevo.

Nessuna traccia di insediamenti, nel territorio circostante, che si sono serviti di queste necropoli  è stata ancora localizzata, ma Pojani ritiene che è facile comprendere perché importanti gruppi umani, attraverso i secoli, abbia scelto di viverci: ancora oggi questa è una prospera zona agricola.

I manufatti dei corredi funerari comprendono anelli, bracciali, orecchini, perle di vetro e ambra, monete d’oro, molti vasi ceramici, tra cui brocche vinarie databili tra XI e X secolo a.C. provenienti dalla vicina Grecia, cofanetti in legno e abiti medievali lavorati con filamenti d’argento, oltre che lance, pugnali, coltelli e spade.

Soddisfatti anche i vertici TAP che grazie al loro gasdotto lasceranno un segno tangibile non riferibile al solo momentaneo passaggio di gas, ma un patrimonio culturale che sarà tramandato alle future generazioni.

Benvenute Grandi Opere!

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

per ulteriori info: Associated Press

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