TOP 10 DELLE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE 2016 – da archaeology.org

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La rivista ARCHAEOLOGY, una pubblicazione dell’Archaeological Institute of America ha pubblicato una speciale classifica, la Top 10 delle scoperte archeologiche del 2016. Riviviamole insieme!

 


Analizziamole in dettaglio.

  1. Tavoletta di legno di I secolo d.C. riporta il primo riferimento noto dell’antica LondiniumLa più grande e importante collezione di tavolette cerate è riuscita a fornire uno scorcio interessante nella vita della Londra romana. Più di 400 tavolette di legno sono state rinvenute dagli archeologi dal Museum of London Archaeology (MOLA) durante gli scavi presso il sito della nuova sede europea della società Bloomberg. Raramente sopravvivono tavolette in legno per la scrittura ma le particolari condizioni di conservazione nel fango e senza ossigeno, presso il fiume Walbrook, hanno prodotto questa eccezionale scoperta. Anche se le iscrizioni reali in cera sono scomparse, uno scriba eccessivamente aggressivo ha inciso la sua scrittura anche sul legno, sotto la cera. Tra le tavolette è presente il più antico documento scritto a mano della Gran Bretagna e il primo riferimento noto di Londinium. Alcuni testi sembrano essere documenti legali e contratti, mentre altri sono semplice corrispondenza. Leggi anche Tavolette.
  2. Angkor, città diffusa! I ricercatori della Cambogia nordoccidentale hanno realizzato il più grande progetto archeologico a scansione laser in volo, mai realizzato fino ad oggi. Hanno usato il sistema LIDAR per rilevare 900 miglia quadrate della regione di Angkor, rivelando secolari città che un tempo appartenevano al vasto impero Khmer. Centri provinciali del Regno risultano avere molte caratteristiche in comune con Angkor, la metropoli che circonda l’iconico tempio di Angkor Wat:  una scacchiera di isolati all’interno di un fossato centrale, enormi cisterne, canali utilizzati per la gestione delle acque, tumuli misteriosi con argini “a spirale” costruiti in terra e un tempio dell’XI e XII secolo.
  3. Atene e il cambiamento politico. Archeologi  presso il cantiere della necropoli di Phaleron Delta, presso Atene, hanno scoperto i resti di 80 uomini incatenati insieme ai loro polsi, deposti in una fossa comune. I più recenti studi osteologici hanno stabilito che la maggior parte degli uomini avevano tra i 20 e i 30 anni, anche se quattro erano molto più giovani, e che tutti erano stati uccisi con un colpo fatale alla testa. La scoperta di due piccoli vasi sepolti con loro ha permesso agli archeologi di datare la tomba al tardo-medio VII secolo a.C., suggerendo agli studiosi che gli uomini siano stati giustiziati nel corso di uno dei tentativi per ottenere il primato politico in un periodo tumultuoso della storia ateniese, il passaggio tra monarchia e tirannia. 
  4. Il vestito più antico, da Tarkhan, Egitto. E’ quasi impossibile immaginare che un capo di abbigliamento, indossato migliaia di anni fa, sia sopravvissuto fino ai giorni nostri. Ma il “vestito Tarkhan“, dal nome della città in Egitto dove è stato trovato nel 1913, ha resistito e ora è stato datato con precisione utilizzando la più recente tecnologia al radiocarbonio. I ricercatori hanno stabilito che la datazione è identificabile tra il 3482 e il 3103 a.C., rendendolo l’indumento più antico del mondo.
  5. Il primo uomo delle caverne. Al quinto di miglio all’interno della Bruniquel Cave in Francia sud-occidentale, un ambiente conserva diverse enigmatiche strutture a forma di anello realizzate con le stalagmiti rotte. La datazione al radiocarbonio di un osso di orso bruciato trovato al centro di un anello ha suggerito una datazione a circa 47 mila anni fa. Ma, quest’anno, l’utilizzo della datazione radiometrica all’uranio-torio, che si è concentrato sulle punte di stalagmiti rotte e i depositi accumulati su di loro, confermano che le rotture sono state realizzate  intorno 176.000 anni fa! I ricercatori hanno concluso che, poiché gli uomini di Neanderthal erano gli unici esseri umani che vivevano nella zona, siano stati loro ad aver assemblato il circolo. Le strutture forniscono anche la prova di collaborazione di gruppi diversi ma la ragione per cui sono stati costruiti rimane un mistero.
  6. Una importante donna peruviana. Un team di archeologi peruviani ha trovato chiari elementi che anche le donne detenevano posizioni di prestigio nelle primissime fasi della civiltà. Presso il sito di Aspero uno scheletro femminile è stato trovato decorato con conchiglie del genere Spondylus provenienti da centinaia di miglia di distanza, nel lontano nord del Perù. La donna, di circa 45 anni, aveva accessori di abbigliamento in osso intagliato dalla forma di uccelli e scimmie amazzoniche, anche essi dei chiari status symbol. Più sorprendente è l’età della sepoltura, 4600 anni fa corrispondente agli albori della civiltà in cui pesca e agricoltura hanno prosperato sulle coste del Perù.
  7. La guerra Turf di 10.000 anni fa. I resti di 27 individui di 10.000 anni or sono, rinvenuti presso la sponda sud-ovest del  Lago Turkana in Kenia, suggeriscono che le ossa di 21 adulti e sei bambini mostrano lesioni molto probabilmente derivante da frecce e colpi di clava. Le armi trovate nel sito sono state realizzate in ossidiana di lontana provenienza, indicando che gli aggressori non erano locali. All’Università di Cambridge ritengono che questi inequivocabili segni di battaglia mostrano tribù sempre più pronte a combattere per la conquista e che la formazione di gruppi culturalmente diversi giustificherebbe la guerra.
  8. L’arte rupestre e quella dei Conquistadores. Un team guidato da membri del British Museum ha scoperto che una delle grotte di Mona, una piccola isola a ovest di Puerto Rico, contiene graffiti lasciati dagli spagnoli del XVI secolo al fianco delle pitture rupestri di XII secolo di membri della tribù Taino. La squadra di archeologi ha registrato più di 30 iscrizioni storiche, tra croci, frasi latine della Bibbia e anche le firme di persone, come ad esempio quella di un ufficiale reale di nome Francisco Alegre. Gli archeologi confermano che le iscrizioni europee sono state collocate vicino ai graffiti, non sovrapponendosi e lasciando l’impressione che gli spagnoli erano attenti a non deturpare l’arte rupestre Taino.
  9. L’uomo di Antikythera. Il naufragio di Antikythera (circa 65 a.C.) è il più grande, più ricco e forse più famoso relitto del mondo antico. Scoperto nel 1900 al largo dell’isola greca di Antikythera, il sito ha restituito centinaia di reperti. Tuttavia una nuova importante scoperta è stata fatta in estate 2016, quando un team internazionale ha recuperato uno scheletro umano molto probabilmente appartenenti ad un giovane maschio. I resti di almeno altri quattro individui sono stati precedentemente rinvenuti nel sito, ma quelli  recentemente scoperti sono i primi ad essere stati sottoposti all’analisi del DNA. Leggi anche Antikythera.
  10. Le streghe di Salem. Sono oltre 1.000 i documenti ufficiali sopravvissuti e comprovanti i processi alle streghe di Salem tenutisi tra il 1692 e 1693. Alcuni di questi si riferiscono a 19 impiccagioni che evidenziavano il noto periodo di isteria e paranoia. Negli ultimi cinque anni un gruppo di ricerca ha esaminato i documenti e grazie alle moderne tecnologie ha anche individuato il luogo delle impiccagioni. Con l’ausilio di un sistema GIS i ricercatori hanno concluso che il Proctor’s Ledge sia il ​​punto dell’esecuzione. Il team della Salem State University ha condotto anche condotto test geofisici  ma non ha trovato resti umani o la prova di una forca presso il sito.

 

Tradotto ed rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: archaeology.org

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