TOMBA A CAMERA DI IV SECOLO A.C. SCOPERTA A ROMA

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Lo ripeto per l’ennesima volta: le scoperte più straordinarie avvengono per pura fortuna. Questo è stato il caso di una tomba a camera di IV secolo a.C. venuta alla luce qualche settimana fa durante i lavori per la costruzione di un acquedotto, in un sobborgo di Roma, quando un forse provvido movimento nel terreno con alcuni mezzi ha accidentalmente aperto un buco nel lato della camera.

L’architetto Francesco Prosperetti, Soprintendente speciale per Archeologia, Paesaggio e Belle Arti di Roma ha confidato che se la ruspa avesse scavato solo qualche centimetro più a sinistra, la tomba non sarebbe stata ritrovata.

La tomba ha contenuto i resti mortali di quattro individui, tre uomini e una donna, e un interessante corredo funerario.

Gli archeologi l’hanno denominata “Tomba dell’Atleta” per la presenza di due strigili di bronzo, lo strumento utilizzato dagli antichi atleti greci e romani per asportare il sudore dalla pelle dopo un allenamento. In realtà, gli scheletri maschili nella tomba appartengono a uomini anziani (tutti e tre avevano tra i 35 e i 45 anni, considerati anziani per quei tempi…) che, probabilmente, lo sono stati nel loro passato giovanile.

Fabio Turchetta, l’archeologo che ha seguito le opere dell’acquedotto, conferma che tutte le principali opere pubbliche che scavano il sottosuolo italiano richiedono la presenza di un archeologo e nell’anno di lavoro al seguito del cantiere la sua ricerca è stata decisamente sterile, fino a questa tomba.

La tomba è databile tra il 335 e il 312 a.C. grazie al rinvenimento di una moneta in bronzo trovata accanto a uno degli scheletri. Su un lato è raffigurata la testa di Minerva, il rovescio mostra la testa di un cavallo con l’iscrizione “Romano”.

Scavato in un banco di poroso tufo, la roccia vulcanica tipica della zona, gli archeologi la identificano come una tomba di famiglia rimasta intatta e mai violata. L’archeologo Stefano Musco, direttore scientifico dello scavo, sottolinea che la qualità della ceramica in vernice nera rinvenuta accanto agli scheletri, una varietà di coppe e piatti contenenti i resti delle offerte in cibo, pollo, coniglio, agnello o capretto, ha suggerito che i proprietari della tomba fossero di una classe sociale privilegiata.

Alcuni giorni fa, gli archeologi hanno iniziato a rimuovere i resti ossei degli occupanti, incluso tutti i manufatti che saranno inviati a un laboratorio per la precipua ricerca scientifica, tra cui test del DNA sugli scheletri per determinare la connessione familiare.

Alessandra Celant, paleo-botanica dell’Università La Sapienza di Roma, ha accuratamente raccolto gli antichi campioni di polline e di piante presenti nella tomba necessari a ricostruire, potenzialmente, la flora e il paesaggio della zona, nonché i rituali funerari.

La tomba, inoltre, è stata rilevata con uno scanner laser e, una volta svuotata, sarà completamente e nuovamente sigillata.

Luca Lanzalone, presidente della multiutility ACEA del settore energetico, afferma con soddisfazione che è stato emozionante partecipare a una scoperta così importante e nonostante la scoperta della tomba abbia brevemente interrotto la costruzione, il progetto è proseguito su un tratto diverso del gasdotto perché importanti opere pubbliche e la salvaguardia del nostro patrimonio possono andare di pari passo!

Sagge Parole…

 

Daniele Mancini

Per ulteriori info: ANSA LAZIO

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