TEMPIO ETRUSCO RINVENUTO SU MONTE GIOVI, FIRENZE

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Situato nella provincia di Firenze, Monte Giovi (o Monte di Giove) è un complesso montuoso composto da territori di media montagna e la vetta più alta raggiunge la quota di circa 992 metri s.l.m. L’area è spesso associata con la guerra di liberazione italiana durante la Seconda Guerra Mondiale ma il suo retaggio storico è millenario.

Infatti, i ricercatori dell’Università di Firenze hanno casualmente rinvenuto i resti di in un tempio etrusco e il suo santuario proprio su una delle vette del complesso montano: è probabile che il complesso religioso fosse adibito allo studio dei fulmini per scopi oracolari.

Affacciato sull’antica città etrusca di Vipsul Visul, oggi Fiesole, forse fondata tra il IX e l’VIII sec. a.C., la presenza della struttura, costituita da un perimetro rettangolare, è stata precedentemente confermata da fotografie aeree. Da rilevare che gli archeologi hanno rinvenuto alcuni antichi manufatti in ferro e bronzo, come punte di freccia e punte di giavellotto, già dagli anni ’70 del secolo scorso. I nuovi scavi, inoltre, hanno rivelato una quantità di altri affascinanti oggetti, facilmente databili grazie alla corrispondenza cronologica con il complesso religioso, incluso delle tombe dei sacerdoti.

Uno di questi oggetti è un lituo generalmente composto da un bastone augurale ricurvo usato dai sacerdoti per segnare i confini di un recinto sacro. Il lituus in questione, realizzato in ferro, è in realtà uno dei più antichi esemplari mai rinvenuti dagli archeologi.

Secondo Luca Cappuccini, capo dell’attuale progetto di scavo, il lituus rinvenuto è stato rotto e sepolto nel terreno al di sotto della zona pavimentata. Questo particolare induce a dedurre che il luogo fosse adibito ad auguraculum , un sorta di tempio celeste, un tempio senza copertura, un luogo deputato all’interpretazione della volontà degli dei. Gli Etruschi dividevano il cielo in sedici parti, ciascuna corrispondente a una divinità diversa. Per questo motivo, era importante per gli Etruschi osservare fenomeni naturali come i fulmini.

I ricercatori hanno ipotizzato che il tempio etrusco in cima a Monte Giovi fosse probabilmente dedicato a Tinia , il dio etrusco del cielo e il capo del pantheon, quindi equivalente al romano Giove e allo Zeus greco.

Secondo la mitologia etrusca, tutti i nove Grandi Dei erano in grado di scagliare fulmini, con Tinia che era eccezionalmente abile in in questo grazie alle sue tre specie di folgori, la prima, che lanciava da solo, serviva di ammonimento agli uomini; la seconda nuoceva sempre, anche se apparentemente sembrava fare del bene; la terza, devastava e sovvertiva le condizioni dell’individuo o dello stato.

Dei vivaci miti etruschi e delle struttura religiosa di questa cultura, esistono ancora molte lacune. La stessa cosa dicasi per l’origine degli Etruschi e le numerose teorie inventate per stabilirne l’origine. Uno  studio del 2013 sul DNA mitocondriale ha rivelato legami genetici tra la Toscana e l’Anatolia risalenti ad almeno 5.000 anni fa, suggerendo fortemente che la cultura etrusca si sviluppò localmente e non come una conseguenza immediata dell’immigrazione dalle coste del Mediterraneo orientale (si legga journals.plos.org).

Nel settembre 2016 (si legga qui, Iscrizione etrusca Uni-Tinia), uno sforzo collaborativo della  Mugello Valley Archaeological Project e della Southern Methodist University (SMU), cerca di mettere luce sull’antica religione etrusca: il team ha rinvenuto, infatti, una lastra di pietra di 2500 anni or sono proveniente da un tempio etrusco i cui resti sono stati scoperti presso il Sito archeologico di Poggio Colla, sempre in provincia di Firenze. L’oggetto riporta il nome di una dea etrusca molto importante, Uni, alludendo alla presenza di un culto della fertilità che avrebbe potuto prosperare tra il VII e il IV sec. a.C.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: The Archaeology News Network

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