Tecnologia 3D applicata alle teorie evolutive – da archaeology.org

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(Courtesy University of Bournemouth)
(Courtesy University of Bournemouth)

Secondo una ricerca condotta dagli archeologi dell’Università di Bournemouth (nel Dorset, Inghilterra meridionale, ndr)  i nostri antenati umani possono aver avuto una andatura eretta prima di quanto si pensasse in precedenza.

Il sedimentologo Matthew Bennett ha utilizzato un software sviluppato per analizzare le impronte utilizzate sulla CSI-scene (scene del crimine, ndr) per creare e analizzare le immagini 3D delle impronte di ominidi di 3,6 milioni di anni conservate in Laetoli, in Tanzania, scoperte nel 1970.

Gli archeologi, finora, erano stati in grado solo di fare calchi dettagliati delle impronte di un individuo e studiarle. The Independent riporta che il software ha aiutato il team di ricerca a districare il resto delle impronte sovrapposte e  fornire una conoscenza delle dimensioni e dell’andatura dei nostri antichi antenati.

Il team ora pensa che le impronte siano state lasciate da quattro persone che stavano camminando in coppia ad un ritmo di circa due miglia all’ora su un terreno ricoperto da materiali piroclastici prodotti da un’eruzione vulcanica. La coppia di testa, si è dedotto, possa essere composta da un maschio e una femmina, seguita da una coppia di maschi.  “La comprensione di una serie di impronte ci fornisce nuove informazioni su una specie e le variazioni all’interno della sua popolazione”, ha detto Bennett.

Precedente studi hanno evidenziato solo la presenza di tre individui a piedi che attraversavano quel terreno ricoperto da materiali piroclastici prodotti durante un'eruzione vulcanica, quasi 3,7 milioni di anni fa
Precedente studi hanno evidenziato solo la presenza di tre individui a piedi che attraversavano quel terreno ricoperto da materiali piroclastici prodotti da un’eruzione vulcanica, quasi 3,7 milioni di anni fa

 

Per maggiorni informazioni, cliccare qui: England’s Oldest Footprints.

 

Questo articolo è stato pubblicato su Archaeology.org

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