SINGOLARE SEPOLTURA NEL CIRCO DI CARTAGINE

Per leggere questo articolo occorrono circa 2 minuti

Il Circo di Cartagine in un mosaico

Singolare rinvenimento nel Circo di Cartagine, nell’odierna Tunisia: un team di archeologi tedeschi ha rinvenuto  una sepoltura nel cuore della cavea degli spettatori, databile al VI secolo a.C., con una scelta del veramente sorprendente.

La singolarità del rinvenimento è dovuta anche alla tipologia della sepoltura, in anfora (enchytrismòs, ndr), comuni nell’Africa settentrionale soprattutto per i neonati. I vasi generalmente adoperati sono sempre stati troppo piccoli per contenere corpi umani adulti, ma l’anfora del Circo di Cartagine sembra essere abbastanza grande per contenere i resti di un adulto, anche se i pochi frammenti ossei rinvenuti sono ancora in fase di studio. Inoltre, tombaroli dell’antichità hanno depredato una parte sostanziosa del corredo funerario, lasciando le ossa e qualche conchiglia.

Una curiosità che forse non avrà soluzione è comprendere se il defunto sia stato inumato di notte, nella pausa giornaliera tra le gare, o quando il circo abbia smesso effettivamente di funzionare. La seconda ipotesi sembra la più probabile: l’editto dell’Imperatore Onorio del 404 d.C. ha posto fine ai giochi in genere ma alcuni impianti, come lo stesso Colosseo, hanno funzionato almeno fino al primo quarto del VI secolo d.C. per poi divenire sedi delle prime necropoli all’interno delle mura cittadine.

Il rinvenimento di alcuni dadi da gioco all’interno del Circo, in uno strato databile VI secolo d.C., confermano che l’edificio pubblico di Cartagine fosse almeno utilizzato ancora per alcune tipologie di folte riunioni pubbliche. Ad oggi solo una piccola parte del circo è stata scavata e gli archeologi sospettano che potrebbero rinvenire ulteriori sepolture. Tra le altre, un’ipotesi suggestive avanzata dagli archeologi circa la scoperta dell’unica sepoltura  in anfora nella cavea degli spettatori, farebbe propendere per la decisione dei familiari del defunto di farlo riposare in un luogo in cui avrebbe preferito continuare a vivere e a divertirsi…

La scoperta è stata realizzata da una equipe di archeologi tedeschi condotta da Ralf Bockmann, del Deutsches Archäologisches Institut (DAI), sezione romana, che nel 2016 ha portato alla luce l’ impianto idraulico del Circo di Cartagine destinato a reffreddare i cavalli durante le corse di carri.

Bockmann precisa che i dadi da gioco e le scommesse sono state attività legali molto popolari durante legare. Al pubblico è permesso scommettere dagli allibratori presenti con le loro bancarelle nel circo stesso o nelle vicinanze. Oltre ai dadi sono state rinvenute strane “compresse in piombo” con cui gli scommettitori fraudolenti hanno cercato di influenzare le gare (per provocare incidenti, ad esempio ) e vincere somme ingenti. Alcune di queste compresse sono state rinvenute negli anni ’80 vicino alle porte di partenza del circo.

Secondo gli archeologi non ci sono prove di corse di carri dopo il primo quarto del VI secolo d.C. ma sembra che il sito sia rimasto attivo grazie a  rinvenimenti di sepolture all’interno della pista, rendendo l’edificio pubblico un nuovo luogo di incontro per persone che avrebbero reso omaggio ai propri defunti.

Oltre allo scavo della cavea, altre due trincee sono state realizzate all’interno del circo. Una è servita a indagare la presenza di precedenti edifici al circo stesso. Tra questi è stata riscontrata la presenza di  una necropoli con mausolei risalenti al primo periodo romano della città. con un’latra trincea sono stati rinvenuti originali edifici punici.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: DAI

 

Ciao! Lascia un commento. Grazie