SCOPERTO ACQUEDOTTO DURANTE LAVORI METRO C, ROMA – da @romaarcheologia

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La Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma ha comunicato di aver rinvenuto i resti di una acquedotto romano  fine IV secolo a.C. Durante i lavori di realizzazione della “famigerata” nuova linea della Metro C, è stata realizzata questa “scoperta sensazionale di enorme importanza”!

Gli archeologi si sono imbattuti nei primi resti a fine 2016 e solo domenica scorsa è stato fatto l’annuncio ufficiale; mercoledì, invece, il team ha presentato, in una conferenza ospitata dall’Università La Sapienza di Roma, i risultati delle analisi della struttura insieme a quella di altri recenti reperti rinvenuti. Simona Morretta, che ha guidato il team di archeologi, ha detto che il tratto di 32 metri era probabilmente parte dell’acquedotto dell’Aqua Appia, il più antico acquedotto romano che risale al 312 a.C. Il manufatto rinvenuto misura circa due metri in altezza ed è composta da blocchi di uguali dimensioni disposti in cinque file; si trova, inoltre, a circa  18 metri al di sotto Piazza Celimontana, a sud-est del Colosseo, nel centro storico.

Secondo Moretta è stato possibile scendere a quel livello grazie alle paratie in cemento utilizzate per i lavori della metro; l’opportunità di raggiungere in sicurezza questa profondità ha permesso di scoprire e documentare una sequenza eccezione di stratigrafia e strutture dall’età del ferro (tombe e oggetti databili X sec. a.C.) all’età moderna (fondazioni di abitazioni del XIX sec.). Già in antichità il manufatto rinvenuto è rimasto sepolto, forse volontariamente, sotto un compatto strato di terra, consentendo al team di comprendere che quel tratto sia caduto in disuso come acquedotto, ma che i romani del I sec. a.C. usavano come fogna.

Un attento esame della terra rimossa ha rivelato resti di avanzi di cibo, offrendo una panoramica di cosa i romani usualmente si cibavano e degli animali tenuti come animali domestici o in piccoli allevamenti, dai cinghiali ai cigni, fagiani, e grandi pesci di mare. Dalla Soprintendenza precisano che ora il lavoro sarà smembrato e in parte trasferito in diversi settori in luoghi ancora non identificati.
L’acquedotto è stato parzialmente smantellato e restaurato, pronto per essere messo in mostra al pubblico in un luogo ancora non precisato, dal momento che la sua attuale posizione è troppo distante e in ambienti sotterranei per consentire un accesso ai visitatori. Gli annosi lavori per la linea C della metropolitana della capitale sono stati più volte ritardati, sia per mancanza di fondi, ma anche per i continui rinvenimenti delle secolari rovine.

La stazione San Giovanni della linea C della metropolitana ospiterà un Museo della Metropolitana già dall’apertura della struttura e mostrerà alcuni dei reperti archeologici che sono stati rinvenuti.

 

Daniele Mancini

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