SCOPERTA LA CITTA’ DEI PROFUGHI TROIANI, TENEA, PELOPONNESO

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Un team di archeologi del Ministero della Cultura greca ha portato alla luce importanti porzioni dell’antica città greca di Tenea, nella provincia greca della Corinzia, i cui antichi residenti hanno sempre affermato di essere i “deportati” dalla mitica Guerra di Troia. I lacerti di strutture architettoniche rinvenute sono databili il 300 a.C. e il 400 d.C.

Gli scavi a Tenea sono stati effettuati, dal 2016, da una squadra di archeologi greci guidata da Elena Korka, un’archeologa della General Directorate of Antiquities and Cultural Heritage della Grecia

Gli edifici della città e parte di una necropoli contenente le sepolture di due uomini, cinque donne (una delle quali è stata deposta con un bambino) e due bambini, sono i manufatti architettonici portati alla luce. Le sepolture contengono una varietà di corredi tombali che comprendono diversi monili in osso, in bronzo e in oro, oltre a vasellame e diverse monete. Nella necropoli è stato rinvenuto ance un un anello di ferro con l’immagine del dio Serapide , una divinità venerata sia in Grecia che in Egitto, e Cerbero, il cane greco a tre teste che sorvegliava Ade.

Gli studiosi storici e archeologici conoscevano la posizione topografica di Tenea almeno dal XIX secolo, nei pressi del moderno villaggio di Chiliomodi, ma poche sono state le indagini archeologiche e scientifiche realizzate nel sito.

L’antico storico e geografo greco Pausania, che visse tra il 110 e il 180 d.C., nel suo Helládos Perieghesis ha scritto che i residenti di Tenea credevano di essere i discendenti dei troiani  che sono stati fatti prigionieri durante la Guerra di Troia. Quel conflitto, se effettivamente avvenuto, si è tenuto 1000 anni prima di Pausania e questi ha sostenuto, nella sua Periegesi, che la popolazione di Tenea ha continuato a onorare Apollo più di qualsiasi altra divinità! I recenti scavi, però, non hanno rivelato resti risalenti a 3.000 anni fa…

In seguito, secondo Strabone, libro XVII, Volume 3, i suoi cittadini siano andati a fondare Siracusa (733 a.C.), in Sicilia,

Gli archeologi hanno cercato di datare, il più accuratamente possibile, tutte le strutture e i manufatti che hanno trovato sul sito e hanno usato queste date per cercare di comprendere come la città sia cambiata nel tempo.

Roma ha occupato gran parte della Grecia nel 146 a.C. e Tenea ha fatto parte dell’impero romano per centinaia di anni a seguire. L’analisi dei resti archeologici suggerisce che Tenea ha avuto una crescita economica importante durante il pricipato dell’imperatore romano Settimio Severo (193-211 d.C.), che è riuscito a salire al potere dopo aver vinto una sanguinosa guerra civile.

La prosperità di Tenea, tuttavia, non è durata a lungo. Durante il tardo IV secolo d.C., il numero di manufatti datanti sembra diminuire e Tenea sembra aver sofferto dopo che il re goto Alarico ha invaso il Peloponneso (l’area della Grecia in cui si trova Tenea) tra il 396 e il 397 d.C. I ricercatori confermano che la decadenze è inesorabilmente continuata e la città è stata abbandonata durante il VI secolo d.C.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info Ministero della Cultura greca

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