“QUESTA E’ SPARTA!” – prima parte

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Indovinate di cosa vi parlerò? SPARTA! Ho preso in prestito la celebre frase del Re Leonida cinematografico per scrivervi di una delle potenze militari della storia antica.

Buona lettura.


Sparta è una città della Laconia, nel Peloponneso, in Grecia. Nell’antichità fu una potente città-stato con una famosa tradizione marziale. Gli scrittori antichi talvolta la denominarono Lacedemone e la sua gente come Lacedemoni.

Sparta raggiunse il culmine della sua potenza nel 404 a.C. dopo la sua vittoria contro Atene, nella Seconda guerra del Peloponneso. Durante questo periodo di supremazia, Sparta fu famosa per non avere una cinta difensiva e la usa popolazione preferirono difenderla con gli uomini piuttosto che con la malta! Tuttavia, nel giro di pochi decenni, dopo una sconfitta contro i Tebani nella Battaglia di Leuttra (371 a.C.), la città si ridusse a una città di livello inferiore, uno stato dal quale mai si riprese.

La forza e il coraggio dei guerrieri di Sparta ha ispirato il mondo occidentale per millenni e, anche nel ventunesimo secolo, fumetti, film e videogiochi hanno mutuato usi e costumi spartani. Ma la storia reale della città è più complessa e diversa dalla mitologia e dai racconti popolari. Il compito degli studiosi, di ordinare ciò che è reale sugli Spartani da quello che è il mito, è stato reso difficile perché molti degli antichi resoconti sono stati scritti da non-Spartani: per questo motivo devono essere presi con le opportune precauzioni.

Rhyton (vaso per bevande) a testa di toro

Se la città di Sparta non è stata edificata prima del I millennio a.C., le recenti scoperte archeologiche mostrano che il sito della “prima” Sparta è stato importante da almeno 3.500 anni fa. Nel 2015, un complesso palazzo di 10 locali, contenente antichi dischi iscritti in un sistema che gli archeologi chiamano “lineare B“, è stato scoperto a soli 12 km da dove è stata costruita la città di Sparta. Nei palazzi sono stati rinvenuti affreschi, un vaso cultuale a testa di toro e diverse spade in bronzo.

Il palazzo è stato distrutto da un incendio nel XIV secolo a.C.: la presenza dell’edificio indica che sarebbe esistita un’antica città nei pressi del palazzo, spostata in altro sito circa 1500 anni dopo. Non è chiaro quante persone vivessero ancora nella zona. Recenti ricerche  hanno suggerito che una mortale siccità abbia afflitto la Grecia per nei tre secoli precedenti la distruzione del palazzo.

Gli archeologi hanno confermato, con ragionevole certezza, che durante la prima Età del ferro, poco dopo l’anno 1000 a.C., quattro villaggi, Cinosura, Limne, Mesoa e Pitane, si sono uniti per formare la nuova Sparta, proprio dove oggi ammiriamo i resti dell’acropoli. La nuova posizione della città è nella fertile valle dell’Eurota, che offre abbondanza di risorse ai suoni abitanti. Il nome Sparta deriva da un verbo che significa “seminare”!

Nonstante Sparta fosse impegnata a consolidare il suo predominio territoriale in Laconia, in questa fase iniziale i cittadini della città sviluppano interessanti capacità artistiche. Sparta è stata riconosciuta per la sua poesia, la sua ceramica, le sue merci che sono arrivate in luoghi lontani come Cyrene (in Libia) e l’isola di Samos, non lontano dalla costa della Turchia moderna.

Frammento papiraceo delle poesie di Alcmane

La poesia è stata una tappa fondamentale per la Sparta più antica: esistono testimonianze dell’attività poetica di Sparta già nel VII sec. a.C., molto prima di qualsiasi altra città-stato. Se la maggior parte di questa produzione poetica sopravvive in forma frammentaria, riflettendo lo sviluppo dei valori marziali per i quali Sparta sarebbe diventata famosa, esiste anche un lavoro che descrive una società interessata all’arte, piuttosto che semplicemente alla guerra.

Alcmane, un poeta spartano del VII secolo a.C. scrive nel suo poema, denominato Partenio del Louvre, scoperto in un papiro del I sec. d.C. conservato nel museo parigini:

Vi è una punizione divina:

è felice chi, saggio,

trascorre il giorno

senza pianto. Io canto

la luce di Agido. Vedo lei

come il sole, che Agido

invoca, perché risplenda

a noi. Né di lodarla

né di biasimarla mi consente

la nobile corega. Ella sembra

spiccare, come se tra le mandrie

ponesse qualcuno un cavallo robusto,

vincitore di gare, dallo zoccolo risonante,

dei sogni alati.

–CONTINUA–

 

Daniele Mancini

Bibliografia varia: 

Nigel Kennell, Spartans: A New History, Hoboken 2009

Chester Starr, Sparta, Edinburgh University Press 2002)

Gloria Ferrari, Alcman and The Cosmos of Sparta , Chicago Universiy Press 2008

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