PINK FLOYD AT POMPEII!

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L’inizio del brano Echoes part 1

Qualche giorno fa David Gilmour, storico componente dei Pink Floyd, ha tenuto due concerti evento all’Anfiteatro di Pompei. Affiancare i nomi Pink Floyd, Anfiteatro e Pompei non può non farci ricordare il film – documentario Pink Floy Live at Pompeii diretto da Adrian Maben sul concerto tenuto dalla band inglese all’interno dello storico monumento campano, dal 4 al 7 ottobre del 1971.

Il regista, che concepì l’idea durante una vacanza in Italia, ottenne tutti i permessi dalla locale Soprintendenza per effettuare le registrazioni di alcuni bravi dal vivo. Questo comportò l’arrivo, in Italia, dell’attrezzatura completa da concerto della band assieme a un impianto per la registrazione a 24 tracce che garantisse la stessa qualità sonora dei loro lavori in studio. Purtroppo si constatò che l’elettricità per supportare l’intera strumentazione non era sufficiente e si provvide a trasportare la corrente elettrica direttamente dal Municipio locale, attraverso un lunghissimo cavo che percorreva le strade e le campagne della cittadina campana. Leggende metropolitane raccontano che gli scaltri abitanti del luogo non persero occasione per collegare improvvisati impianti alle proprie abitazioni abusive poste lungo il percorso!

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La Band alla Solfatara

Alcune scene furno girate con la band che si aggirava fra i vapori della Solfatara di Pozzuoli; quindi, nell’Anfiteatro Romano la band eseguì dal vivo tre brani: la prima metà ed il finale di Echoes, One of These Days, e A Saucerful of Secrets. Altre scene ritraggono importanti reperti esposti al Museo Archeologico di Napoli, come il celebre Memento Mori, un émblema musivo raffigurante in chiave allegorica la caducità della vita.

Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione     home → visite tematiche → galleria di immagini → memento mori Vai su di un livello Oggetto archeologico Memento mori Emblema musivo raffigurante in chiave allegorica la caducità della vita, cd. Memento mori. Conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e rappresentato nel docu film dei Pink Floyd
Emblema musivo raffigurante in chiave allegorica la caducità della vita, cd. Memento mori. Conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e rappresentato nel docu film dei Pink Floyd

Personalmente adoro i Pink Floyd, adoro questo concerto, adoro questo docu-film, adoro Pompei. Un connubio che accetto in ogni sua sfaccettatura, a dimostrazione come la cultura possa interagire senza compromettere l’integrità delle arti che si incontrano. Il recente concerto di David Gilmour ha voluto riprodurre quella magica atmosfera del 1971, rimasta comunque unica e inimitabile!

 

Daniele Mancini

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