Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno dal punto di vista del nostro… fisico!

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Oggi la nostra amica “fisico” Maria Assunta Maccarone, racconta del suo viaggio in Giordania. Buona lettura!


Per le vacanze pasquali 2008, io e la mia amica Paola, la stessa di tanti viaggi, decidiamo di partire per la Giordania, un Paese molto affascinante… La prima parte del viaggio è interessante, ma, da sempre sono incantata dal mito di Petra e non vedo l’ora di arrivarci!

Il giorno prima, dopo la nottata passata nelle tende beduine, visitiamo il Wadi Rum, altro luogo mitico scolpito nella natura. All’alba, con le jeep e le guide, iniziamo l’esplorazione di questo luogo che sembra infinito e dove gli occhi si riempiono dei colori caldi delle rocce, della sabbia, della natura e dell’azzurro assoluto del cielo.

La guida ci mostra  molte varietà di piante, arbusti e fiori, perfino specie rare, e l’anemone rosso, fiore simbolo della Giordania. Animali che purtroppo non abbiamo visto come la volpe rossa, l’orice, un’antilope de deserto (osservata, invece, durante il viaggio in Namibia, chissà se è lo stesso!), lupi grigi, stambecchi popolano questi luoghi. Gli unici animali incontrati nel tour del deserto caro a Lawrence D’Arabia sono dromedari e capre!

Attraversiamo spazi sconfinati fino a raggiungere gigantesche rocce, ci arrampichiamo nei piccoli canyon e la guida ci mostra pitture rupestri ed incisioni lasciati dai Nabatei che si insidiarono in qui alcuni secoli prima di Cristo. Il terreno è abbastanza roccioso, ma di tanto in tanto non mancano dune di sabbia finissima rossa a tal punto da sembrare finta! Naturalmente non si può resistere alla tentazione di rotolarsi nella sabbia!

Penso che sia uno dei paesaggi più belli che io abbia mai visto e sicuramente il più bel deserto visitato..sarà perchè il rosso è il mio colore preferito? Nel pomeriggio partiamo per Petra e l’emozione è tanta ancor prima di raggiungerla! La strada è molto trafficata ed impieghiamo più del previsto per raggiungere l’alberghetto dove, dopo una doccia, una cenetta fugace a base di prelibatezze del cibo giordano, dormiamo prima del grande evento!

Nottata quasi insonne. Le aspettative sono elevatissime: Petra non mi tradirà, ne sono certa!!! La mattina sveglia all’alba per raggiungere il sito poco distante, ma soprattutto per goderci appieno il posto prima che il sole a picco ci metta “fuori uso” e che il sito si popoli di centinaia di turisti. Finalmente entriamo dai cancelli e decine di persone chiedono se vogliamo farci portare da carrozzelle, asinelli, cavalli e pony. Naturalmente noi vogliamo camminare!

Nel primo tragitto si incominciano ad intravvedere da lontano costruzioni scavate nella roccia: sono tombe. La prima è la “tomba dell’obelisco“. Seguendo il sentiero incontriamo varie persone e ci dicono che sono i figli degli antichi Nabatei che vissero da sempre nella città di Petra. Infatti ci sono “case” abitate con bambini, persone anziane, animali e gli adulti che attualmente vivono soprattutto di turismo.

I colori delle rocce man mano cambiano, si trasformano ed avvolgono ogni volta di colori nuovi il paesaggio: è la roccia arenaria policroma. Seguiamo la via dove tutte le carrozzelle si dirigono ed arriviamo a percorrere il Siq, stretto passaggio tra rocce alte fino a 200 m e larghe in alcuni parti non più di 2 m. Notiamo ai lati delle pareti alcune statue scolpite e canaletti con tubi di terracotta per la raccolta dell’acqua piovana, ma l’arenaria è diventata liscia per la corrosione degli agenti atmosferici. La luce in alcuni punti quasi scompare e ci prepara alla sorpresa della magnifica vista de “Il Tesoro“! Ad un tratto, dopo poco più di un Km, si intravede nella fessura il tempio rosa…quanta gente!! Alzo lo sguardo e non riesco a spostare gli occhi, tanta la bellezza. Sembra un tempio greco: elegante, armonico e raffinato! Naturalmente mi arrampico e cerco si entrare a vedere cosa c’è dentro. Niente solo stanze scavate nella roccia… ma i colori, i colori sono indescrivibili!

Intanto il sole si alza nel cielo e la temperatura sale fino a raggiungere quaranta gradi: è solo la fine di marzo, non oso immaginare quanti gradi possa raggiungere in piena estate! Dopo una breve sosta ci incamminiamo ed ai lati della strada osserviamo tombe di diversa fattura e di diversi colori. Alcune sono sfumate, sembrano dipinte ed invece la natura ha provveduto al diversificare gli strati di arenaria nel corso dei secoli! Magnifico! Ecco ora mi sembra di attraversare una città dell’antica Roma: dapprima un teatro romano e poi una via, la principale della città, abbastanza larga, costruita su un’antica strada nabatea dopo che i Romani conquistarono Petra. Ai lati un colonnato di arenaria rivestito di marmo e portici che davano accesso alle botteghe. All’inizio della strada con le colonne doveva esserci una fontana per la raccolta dell’acqua piovana è indicata, ma ormai “sparita” tra le rovine come pure il Palazzo reale di cui restano pochi ruderi…peccato, doveva essere uno spettacolo! Poco resta anche della Porta di Traiano

Incrociamo qui alcuni compagni di viaggio che in groppa ad un somarello ci sorpassano ed intraprendono la salita verso “il Monastero“. La salita è davvero ardua sia per le scale, la gente, lo strapiombio da un lato, i somarelli che a gran fatica arrancano con il loro fardello di persone, il sole alto nel cielo…mi fermo, mi riposo in alcune zone di ombra. Io e la mia amica non ci scoraggiamo e riprendiamo la salita…sappiamo cosa ci aspetta.

Ecco all’improvviso, visto di lato, il tempio che volevamo tanto vedere! Inizialmente non mi rendo conto. Mi allontano, e mi accorgo che è scavato nella roccia e che la facciata sembra appoggiata! Godiamo a lungo del panorama. Dalla collina si esplora una vasta zona quasi desertica. Ecco che Paola mi chiama per scattare alcune foto e…ci accorgiamo che un uomo è salito proprio in cima alla parte più alta del tempio! E’ un pazzo! Tutti lo fotografano, ma nessuno si preoccupa del pericolo…forse lo fa tutti i giorni? Mah! Intanto beviamo un tè alla menta eccezionale, il migliore che io abbia mai bevuto in tutti i miei viaggi in terre arabe, forse il caldo… forse la fatica… ma in un batter d’occhio ci sentiamo rigenerate e già pronte per affrontare la discesa.

Durante il tragitto di ritorno incontriamo gli altri del gruppo in sosta in una sorta di bar dove ci avviciniamo, ma ancor prima di sederci uno strano personaggio si avvicina e chiede di fare una foto con me! Lui è un nabateo che vive a Petra e mi racconta della sua vita e ad un certo punto mi chiede se sono sposata e come mai non ancora…”Perchè non ci sposiamo?” Sorrido e vado oltre, ma lui ci accompagna fino all’uscita. Ormai è quasi notte. Sono ore che girovaghiamo per Petra. Stanche, ma felici e soprattutto cariche di energia per la splendida vista che si è presentata ai nostri occhi durante tutto il giorno, per i colori, per la roccia intrisa di storia, di natura e di cultura. L’aspettativa era tanta e non restiamo deluse! E’ davvero una meraviglia!


Grazie Maria Assunta, sempre emozionante leggerti, sempre trasportati delle tue sensazioni, sognare ad occhi aperti con le tue parole. Grazie.

 

Maria Assunta Maccarone – Daniele Mancini

 

Le foto sono di Maria Assunta Maccarone

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