PALAZZO ACHEMENIDE SCOPERTO IN TURCHIA

Per leggere questo articolo occorrono circa 1 minuti

La dinastia achemenide è stata una casa reale di origine persiana, dominante nell’area iranica e in seguito creatrice di un vasto impero multietnico esteso dall’Anatolia e dall’Egitto attraverso l’Asia occidentale fino ai confini dell’India settentrionale e dell’Asia centrale, dalla metà del VI secolo a.C. all’invasione macedone di Alessandro Magno nel 331 a.C., culminata con l’assassinio di Dario III nel 330 a.C.

La presenza imperiale in Anatolia potrebbe essere confermata dalle scoperte dei ricercatori del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Istanbul che hanno scavato resti di un palazzo persiano sulla collina di Oluz, nel distretto di Goynucek, nel nord della Turchia.

Il sito vanta una vasta area urbanizzata di oltre sette ettari ed è ancora soggetto a scavi archeologici sin dalle campagne del 1997. Secondo Sevket Donmez, il capo dell’attuale progetto di scavo, nel V secolo a.C., il centro era governato da un ramo minore della famiglia imperiale persiana achemenide. L’incredibile scoperta delle rovine palazzo del governo, insieme ad altre strutture significative, hanno permesso di conoscere un periodo molto significativo dell’Età del Ferro anatolico. Strade, abitazioni, un tempio e un palazzo con un ampio ambiente colonnato di rappresentanza, una stanza del trono sono le evidenze emerse nel corso della fase iniziale della campagna 2018.

Donmez ha aggiunto come il sito faccia anche riferimento a culture più antiche della moderna Età del Ferro, come quella dei potenti e enigmatici Ittiti.

Il team di ricercatori e archeologi ha, finora, rinvenuto anche diverse basi di colonne e i primi indizi di un preciso nuovo grande ambiente che potrebbe essere rivelato nelle prossime campagne di scavo. Tra i manufatti, è stata recuperata una statuetta fittile raffigurante un toro appartenente al periodo. Secondo gli archeologi dell’Università di Istanbul potrebbero esserci i resti del centro sacro ittita di Shanovhitta al di sotto della città persiana.

Alcune evidenze archeologiche indicano come anche i resti della città persiana siano di tradizione sacra, confermando la sua edificazione proprio su un tradizionale centro sacro di una precedente cultura. Gli archeologi di Donmez sono molto soddisfatti delle scoperte realizzate, non aspettandosi nulla di tutto ciò, ritenendo la collina d Oluz un crocevia storico dell’archeologia medio-anatolica e anatolica, un centro significativo nell’aggiornamento e nella modifica della storia religiosa della regione dopo il celebre sito di  Gobeklitepe.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: dailysabah.com

 

Ciao! Lascia un commento. Grazie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: