OSTIA ANTICA E PORTUS IN 3D

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Come di consueto, invito i lettori a ripercorrere, attraverso le ricostruzioni 3D, le vie di antichi luoghi per immergersi nelle antiche realtà: oggi Ostia Antica (il nome Ostia deriva dal latino os, bocca).

E’ stata la principale città portuale dell’antica Roma, con la sua posizione geografica a circa 26 chilometri dalla “città eterna”. Oggi, il sito archeologico, a circa 5 chilometri dal mare a causa dell’interramento subito dal Tevere, è ancora sede di una quantità spaventosa di antichi esempi architettonici romani ben conservati, inclusi raffinati affreschi e splendidi mosaici.

Il team della Altair4 Multimedia ha pazientemente ricostruito digitalmente l’antica città portuale di Ostia Antica: eccone il risultato.

Un altro video di ricostruzione realizzato da Colonia Ostiensis, cattura interessanti dettagli di questa antica città portuale, che ha probabilmente raggiunto la sua popolazione di picco di circa 100.000 abitanti durante il II secolo d.C., nella fase apicale dell’impero romano.

Secondo alcune leggende, riportate da autori come Livio e Cicerone, Ostia potrebbe essere stata la prima colonia di Roma, un avamposto che ha assicurato i territori di recente conquista. La tradizione si riferisce al modo in cui il quarto re di Roma, Ancus Marcius, ha stabilito questo avamposto nel VII secolo a.C., dopo aver distrutto Ficana, un antico insediamento che si trovava a soli 15 chilometri da Roma (che aveva anche il suo porto lungo il Tevere).

La storia di Ostia, comunque, risale, probabilmente, a un periodo precedente all’avanzata romana, quando già nel X secolo a.C. l’area ospitava un piccolo villaggio nella prima Età del Ferro.

La testimonianza archeologica del più antico insediamento di Ostia corrisponde a un castrum eretto e sviluppato tra il 396 e il 267 a.C. Forse costruito come difesa contro i pirati locali, il complesso misurava oltre 24.000 metri quadrati. Era circondato da mura fatte di grandi blocchi di tufo e intersecato da due strade principali.

Nel III secolo a.C., Ostia è stata trasformata in una base navale, tanto che divenne la sede di uno dei comandi principali della flotta romana, il cui comandante era conosciuta come il quaestor Ostiensis. Con l’avvento delle guerre puniche Ostia è emersa come uno dei porti militari strategici dei Romani.

Nel II secolo a.C., specialmente dopo la sottomissione di Cartagine, la città costiera è tornata a essere un importante porto commerciale. Questa decisione economica è stata influenzata dall’incremento della popolazione, alimentata dai successi militari romani dell’epoca. Ostia è divenuta, dunque, il principale punto di ingresso per il grano d’oltremare importato dalla Sicilia, dalla Sardegna e dal Nord Africa. E’ nata la figura del questore soprintendente del commercio di importazione di grano.

Ostia è stata anche teatro di feroci combattimenti tra le forze di Gaio Mario e Silla, nella guerra civile romana dell’87 a.C., quando i soldati mariani hanno assediato la città portuale e alla fine l’hanno saccheggiata. Dopo 18 anni, i pirati sono riusciti a saccheggiare nuovamente la città (69 aC), distruggendo gran parte della flotta di guerra consolare. Il tempestivo intervento di Pompeo Magno,  insignito di ampi poteri per condurre una guerra grazie alla promulgazione della Lex Gabinia detta anche Lex de piratis persequendi, ha scongiurato un ulteriore e debellato definitivamente i pirati.

La stabilità portata avanti da Pompeo ha forse inaugurato l’avvento di nuovi progetti di costruzione, compresa una nuova cinta muraria per proteggere la città. Nonostante lo status di colonia, la città è stata governata da Roma almeno fino al 63 a.C. Tuttavia con le nuove mura, l’insediamento è stato finalmente dotato di un proprio governo. Questo gesto simbolico è stato accompagnato dalla costruzione pubbliche necessarie affinché divenisse uno dei più importanti municipia del nascente impero.

Agrippa, fedele collaboratore e genero di Ottaviano Augusto, è riuscito a modellare le fortune “civiche” della città costiera, costruendo, nel 12 a.C., un teatro che poteva ospitare 3.000 persone. Inoltre, a Ostia doveva essere stato conferito uno status speciale, data la predominanza del marmo utilizzato per la struttura, che era considerato un materiale da costruzione eccezionale.

Appena dopo è stato realizzato un nuovo Foro con il più classico dei monumenti dei fora romani: il Capitolium. Alla fine del I secolo d.C., durante il regno di Vespasiano, le mura di Ostia sono state trasformate in un acquedotto funzionante che portava l’acqua nel principale centro urbano. La profusione di così tanti progetti pubblici alla fine ha ispirato, simbolicamente, il cambiamento dell’ufficio militare del quaestor Ostiensis in procura annonae, il potente magistrato delegato all’approvvigionamento di grano.

Intorno alla metà del I secolo d.C., l’imperatore Claudio ha commissionato la costruzione di un porto a poche miglia a nord della città principale. Costruito per integrare il porto di Ostia, questo progetto ha trasformato l’intera area in un fiorente distretto portuale, che è stato completato da un’isola artificiale chiamata Isola Sacra. Il nuovo porto, noto come Portus, aveva il suo faro e un enorme bacino, completamente scavato, che rendeva più facile per le navi più grandi essere riparate o approvvigionate.

L’enorme potenziale commerciale delle nuove strutture ha trasformato Portus nel principale porto di Roma affidandone il comando a un procuratore imperiale: il  Procurator Portus Utriusque, ossia appartenente a “entrambi i porti”, di Ostia e Portus.

Il boom edilizio e la grande prosperità di Ostia hanno continuato fino alla prima parte del III secolo d.C.: mercanzie di ogni tipo da ogni angolo dell’impero, ma anche un’importante importazione di schiavi provenienti da terre lontane e vaste, spesso prigionieri di guerra. Secondo varie stime, quasi 20.000 individui sui 100.000 abitanti nel periodo di massima espansione erano schiavi che lavoravano, non solo nelle famiglie, ma anche nelle strutture portuali e di deposito. Questi schiavi erano tenuti da uomini liberi della classe media di cittadinanza romana o immigrati liberati, provenienti da varie regioni come il Nord Africa, la Gallia, la Spagna e persino l’Egitto e la Siria, che svolgevano il ruolo di commercianti e affaristi.

Sfortunatamente per Ostia, ai tempi di Costantino, Portus e i suoi quartieri sono stati resi indipendenti e ribattezzati Civitas Flavia Constantiniana. Se questa nuova area urbana è riuscita a crescere commercialmente a spese della vecchia città portuale, Ostia è stata gradualmente trasformata in una zona residenziale di lusso con la costruzione di molte domus di proprietà di ricchi mercanti della vicina Portus.

La lenta decadenza di Ostia era già iniziata, in netto contrasto con la vivacità commerciale di Portus, al punto che persino gli invasori Goti e Alani, nel 410 d.C., hanno depredato Portus ma hanno lasciato Ostia illesa: la città, senza l’acquedotto ormai non più funzionante, aveva quasi completamente smesso di funzionare, tagliando così la “linea di vita” dell’insediamento.

Nel 537 d.C., il grande generale romano orientale Belisario riuscì a riprendersi le due cittadine costiere dai Goti, usando impropriamente l’antico teatro di Agrippa come fortezza improvvisata.

 

Daniele Mancini

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