ONU APPOGGIA RITORNO MARMI DEL PARTENONE AD ATENE

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Il 13 dicembre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU) ha adottato, all’unanimità, su iniziativa greca, una risoluzione (la
A/RES/73/130) su “Il ritorno o la restituzione dei beni culturali ai paesi di origine“.

La risoluzione in questione, che comprende anche il ritorno dei marmi del Partenone, è stata ampiamente sostenuta da tutte le commissioni degli Stati membri, 105 dei quali hanno introdotto congiuntamente il progetto di risoluzione. 

In particolare, la risoluzione sottolinea la responsabilità degli Stati membri di combattere il traffico illecito di beni culturali durante i periodi di pace e di guerra, alla luce anche dei recenti conflitti in Medio Oriente che hanno portato e continuano a portare alla distruzione, al saccheggio, al furto e al traffico illecito di beni culturali di inestimabile valore per lo stato depredato, traffici le cui transazioni avvengono, in particolare, attraverso internet.

La risoluzione condanna le azioni illegali summenzionate e prende atto della connessione tra traffico di beni culturali e finanziamento del terrorismo; invita gli Stati a salvaguardare la proprietà culturale, non solo adottando misure di protezione adeguate, ma anche restituendo beni culturali rubati o commercializzati illecitamente ai paesi di origine

Metopa del frontone est, Centauro contro Lapite – Foto di Daniele Mancini

Questa è stata un’importante iniziativa della Grecia che ha anche guidato i negoziati in questione. La risoluzione è stata costantemente riproposta e approvata dall’Assemblea generale dell’ONU ogni tre anni e il paese ellenico ha introdotto sistematicamente il progetto di risoluzione da votare per rispondere all’esigenza di salvaguardare il patrimonio culturale mondiale.

Non è affatto la prima volta che la Grecia chiede di restituire i celeberrimi fregi in marmo del Partenone che risalgono all’età di Pericle (V secolo a.C.) e che si trovano in mano inglese dal 1810. A quei tempi la Grecia era sotto la dominazione ottomana e l’allora ambasciatore britannico presso l’impero ottomano, Thomas Bruce VII conte di Elgin, appassionato di arte classica, chiese al sultano il permesso di portare in patria alcune statue e decorazioni di suo gradimento. Il conte staccò una parte del fregio e diverse statue del frontone, che furono trasferite a Londra: da allora quella collezione è nota nel mondo anglosassone come “The Elgin marbles”, i marmi di Elgin, esposti al British Museum!

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