NUOVI STUDI SUI DOLMEN DI ANTEQUERA

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Il gruppo di ricerca ATLAS dell’Università di Siviglia ha pubblicato un nuovo studio su analisi ad alta risoluzione realizzate su una delle sezioni più importanti della Peña de los Enamorados, una formazione naturale inclusa nel sito dei Dolmen di Antequera, dal 2016 dichiarato Patrimonio dell’Umanità dal Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO).

In particolare, i ricercatori hanno studiato la grotta nota come Abrigo de Matacabras che contiene pitture rupestri in stile schematico. Questa piccola grotta ha una relazione visiva e simbolica di prim’ordine con il Dolmen di Menga, stabilendo relazioni paesaggistiche che sono forse uniche nella preistoria europea.

L’Abrigo de Matacabras è situato nel settore settentrionale della Peña de los Enamorados che, per la sua forma, ricorda una donna addormentata.

Per questa indagine è stato utilizzato un metodo archeologico multidisciplinare di ultima generazione che comprende una ricostruzione fotogrammetrica dell’intera grotta, l’analisi dei suoi motivi grafici mediante l’elaborazione digitale delle immagini e la colorimetria, la datazione uranio-torio degli strati rocciosi che inglobano le pitture rupestri, l’analisi archeometrica delle ceramiche rinvenute nella grotta e nel sito limitrofo di Piedras Blancas I, situato ai piedi della Peña, mediante analisi di attivazione dei neutroni e diffrazione dei raggi X, nonché un’analisi stilistica completa dei motivi.

I risultati ottenuti e incrociati tra loro indicano la cronologia neolitica della grotta, probabilmente, almeno, all’inizio del IV millennio a.C. e la sua importanza come luogo di riferimento per la popolazione del periodo in quella regione, spiegando l’originale e anomalo orientamento del Dolmen di Menga, orientato in direzione nord-est dovuto, probabilmente, alla volontà di allinearlo con il monumento naturale di La Peña de los Enamorados.

Secondo Leonardo García Sanjuán, professore di Preistoria all’Università di Siviglia, i dati ottenuti consentono, per la prima volta, di considerare l’Abrigo de Matacabras dal punto di vista della sua futura conservazione e di diagnosticare qualsiasi elemento possa minacciare o danneggiare i motivi decorativi.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Università di SivigliaJournal of Archaeological Science 

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