NUOVI AFFASCINANTI AFFRESCHI DA POMPEI

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Nelle scorse settimane Pompei è balzata frequentemente tra le notizie delle cronache di giornali e televisioni per numerose scoperte realizzate: si leggano qui alcuni degli importanti rinvenimenti sepolti dalla secolare coltre di cenere e lapilli mortale, dallo scheletro dell’infante al corpo del cavallo da corsa, dalle abitazioni con il balcone ai resti dell’uomo in fuga schiacciato dall’enorme blocco architettonico.

Questa volta siamo ancora fortunati testimoni di un’altra meravigliosa scoperta: alcuni affascinanti affreschi, già individuati per la prima volta 270 anni or sono, quando è stata riscoperta Pompei, sono stati definitivamente disseppelliti 

Il progetto di scavo, incentrato nella Regio V, la sezione nord-orientale del parco archeologico che conserva ancora la sua giusta dose di misteri a causa della relativa inattività archeologica negli ultimi 50 anni, si è trasformato in una vera fucina di scoperte per l’attuale gruppo di ricercatori: gli affreschi sono venuti alla luce all’interno della ribattezzata Casa dei Delfini, pochi giorni dopo i rinvenimenti delle residenze con balconi sopra citate.

Con le caratteristiche di una tipica domus , la Casa dei Delfini probabilmente apparteneva a una famiglia di ceto medio dell’antica Pompei. Il nome, come in molte altre abitazioni, è ispirato a molti dei suoi affreschi a tema marino; inoltre,  la domus vanta anche un egregio numero di raffigurazioni di uccelli e animali, tra cui un pavone, una pernice, un pappagallo, un cervo e anche alcune creature mitologiche.

E’ interessante rivelare che, mentre molti dei dipinti mostrano il caratteristico “rosso pompeiano”, alcune delle tonalità rossastre potrebbero essere state derivate dalla tinta gialla originale che ha reagito con gli elementi gassosi rilasciati dalla catastrofica eruzione del Vesuvio.

Infine, da un’analisi preliminare delle opere, è possibile ascrivere gli affreschi al cosiddetto IV stile pompeiano (a volte sembrerebbe sconcertante definire uno stile sulla base di un semplice motivo decorativo…) in cui gli artisti dell’epoca hanno prediletto forme e ornamenti dinamici, in modo particolare elementi vegetali di andamento curvilineo (volute, viticci, fiori, ghirlande) e animali (cigni, delfini, grifoni e altri), quasi con un ritorno al II stile tardo. E’ possibile, dunque, collocare gli affreschi agli ultimi decenni di vita della città.

 

Daniele Mancini

Fonti, varie notizie ANSA

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