L’HERAION DI OLIMPIA IN UNA NUOVA VISIONE! da archaeology.org

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Negli ultimi dieci anni l’archeologo Phil Sapirstein, che insegna alla University of Nebraska-Lincoln, si è occupato dello studio tecnologico dei monumenti antichi sparsi nel bacino del Mediterraneo adoperando apparecchiature tecnologicamente avanzate per creare modelli 3D. Uno dei suoi principali obiettivi è stato l’origine degli stili architettonici, in particolare dello stile dorico a partire dal periodo arcaico.

Sapirstein ha iniziato a lavorare con il software di modellazione 3-D ma era conscio che la tecnologia che adoperava risultava impraticabile, se non impossibile da usare, per la maggior parte degli archeologi. Un laser scanner è molto costoso anche perché è necessario sapere come usarlo e come elaborare i modelli, investendo enormi risorse in tempo e denari. Sapirstein voleva trovare un metodo alternativo e per questo è tornato in uno dei templi che è iniziato tutto.

Foto di Sapirstein. Modello 3D del tempio di Hera.
Foto di Sapirstein. Modello 3D del tempio di Hera.

Il Tempio di Hera a Olimpia, o Heraion, risale a circa il 600 a.C. ed è uno dei più antichi templi dorici sopravvissuto all’evolverse degli stili architettonici. Nella sua Helládos Perieghesis (Periegesi della Grecia), lo scrittore e geografo Pausania, vissuto nel II sec. a.C., descrive eventi leggendari e caratteristiche stilistiche dell’Heraion. Questi scritti hanno condotto Wilhelm Dorpfeld (un archeologo tedesco che ha lavorato tra fine del XIX e a inizio del ventesimo secolo tre le rovine greche) a datare l’edificio originale al 1096 a.C.! Tuttavia non risultano evidenze archeologiche di attività rituali a Olimpia risalenti all’XI secolo a.C. o di  grandi strutture permanenti relative a questo remoto periodo. Anche quando le Olimpiadi ebbero il loro storico inizio nella data tradizionale del 776 a.C., non c’erano consistenti edifici nel sito di Olimpia.

Foto di Sapirstein. Punto di vista elevazione del lato sud del peristilio del Heraion
Foto di Sapirstein. Punto di vista elevazione del lato sud del peristilio del Heraion

Situato nella parte nord della valle Altis, nel recinto sacro di Olimpia, l’Heraion è probabilmente il primo edificio monumentale in pietra del sito, segno di grandi disponibilità economiche ed espansioni degli investimenti greci nelle strutture monumentali. Dörpfeld ha scavato trincee sotto il tempio e ha trovato due strutture che ha interpretato come precedenti. Ma gli studiosi di oggi non credono che sano state edificate strutture precedenti e che ciò che Dorpfeld aveva effettivamente scoperto erano le fondazioni dell’Heraion. L’Heraion è  molto ben conservato e non ha subito significative alterazioni col tempo. Il tempio è anche il primo esempio di edificio templare dorico e periptero, cioè con il colonnato che circonda il tempio. Secondo Sapirstein, l’idea ormai consolidata che l’ordine dorico si sarebbe sviluppato dalle precedenti strutture in legno gradualmente sostituito con la pietra, non deriva da prove archeologiche ma dalle teorie di Dorpfeld. Questi era un sostenitore convinto di quella idea sviluppata nella metà del XIX secondo la quale l’Heraion, come altri edifici templari, non si sarebbe evoluti in pietra se non fossero stati concepiti e realizzato in legno!

Foto di Sapirstein. Una panoramica del modello 3D prodotto per il tempio
Foto di Sapirstein. Una panoramica del modello 3D prodotto per il tempio

Vitruvio e il suo De Architectura hanno ovviamente ispirato gli storici dell’architettura: i suoi dieci libri scritti alla fine del I secolo a.C. descrivono come alcuni elementi architettonici della trabeazione litica dorica si era evoluto da prototipi in legno, come avevano fatto gli elementi decorativi, come mutules, guttae e triglifi: la teoria delle origini di legno di ordine dorico è diventata, quindi, prevalente! Inoltre, poiché le dimensioni delle colonne dell’Heraion variano (alcuni sono costituiti da rocchi distinti impilati uno sopra l’altro, mentre altri sono monolitici) e molti dei suoi capitali sono di stili differenti e appartengono a diversi periodi di tempo, Dorpfeld ha teorizzato che le colonne originali in legno sono state sostituite con quelle in pietra.

Ispirato da una lungo interesse per l’Heraion, dopo aver ampiamente riesaminata la pubblicazione del Dorpfeld sul tempio di quasi un secolo fa e con il successo dei suoi modelli 3D già realizzati, Sapirstein ha deciso che era il momento di sviluppare il suo progetto, con la tesi che il modello delle colonne trasformate da legno a pietra era in piuttosto dubbia e con il sostegno della tecnologia tecnologia a sostegno di questa nuova idea. Sapirstein non ha voluto approcciarsi con i metodi tradizionali di rilievo e trascorrere i prossimi due decenni disegnando ciascuno dei frammenti di pietra ancora esistenti del tempio. Sapeva anche che la scansione laser era probabilmente fuori questione perché non gli avrebbe fornito avrebbe il tipo di dati necessari per “ri-studiare” il tempio. Ha deciso di optare per la tecnologia della fotogrammetria, diventata una potente alternativa, anche se non era ancora stata tentata in un sito di grandi dimensioni e con un livello di dettaglio di cui avevo bisogno.

La fotogrammetria, la scienza di usare fotografie per effettuare misurazioni, ha le sue radici nel XIX secolo. In quel periodo, un architetto prussiano, Albrecht Meydenbauer, realizzò telecamere speciali che gli permisero di realizzare immagini misurate per osservare la città di Parigi e le chiese gotiche tedesche, mai stati rilevate in modo così accurato. Oggi, grazie alla potenza dei moderni computer a basso costo, con la loro ampia memoria e capacità di immagazzinamento,  è stato possibile utilizzare la fotogrammetria  intensiva per l’Heraion di Olimpia: Sapirstein ha utilizzato 4.350 immagini scattate da diversi punti di osservazione per creare il modello 3D. Senza un laser scanner ma solo con solo con una macchina fotografica digitale di buona qualità con più o meno un millimetro di precisione, cinque giorni per rilevare fotograficamente l’intero Heraion, alcuni software e un po’ di tempo per il controllo per degli errori, la fotogrammetria è risultata altamente efficace, a basso costo e visivamente accattivante!

Foto di Sapirstein. Uno screenshot dal software di fotogrammetria che mostra parte del colonnato
Foto di Sapirstein. Uno screenshot dal software di fotogrammetria che mostra parte del colonnato

I modelli 3D prodotti da fotogrammetria rendono possibili ricostruzioni virtuali di edifici che non possono essere ricostruiti o perché troppo delicati o perché con  troppi elementi mancanti. Dell’Heraion esistono oltre 100 frammenti litici e rocchi di colonne dei quali, probabilmente, non si sarebbe riuscita a realizzare mai una precisa anastilosi. Con i modelli 3D, invece, è possibile posizionare, virtualmente, questi elementi nelle loro posizioni corrette. E’ possibile anche aggiungere elementi scomparsi. La tecnologia consente agli studiosi di testare ipotetici collocamenti di frammenti e di correggerli, operazione estremamente difficile da realizzare con un blocco di pietra che pesa parecchie tonnellate.

Ma mentre la fotogrammetria è stato preziosa nella creazione dei modelli digitali 3D, come avrebbero potuto avvalorare la teoria di Sapirstein che le colonne originali dell’Heraion non erano state realizzate in legno ma solo in pietra?

Uno dei principali elementi di prova per sostenere l’idea che l’ordine dorico si sia evoluto dalle originali forme in legno, sono i tagli a forma di mezzaluna nello stilobate, la base sulla quale le colonne si poggiano: si ritiene che questi tagli siano stati utilizzati per facilitare il sollevamento delle colonne di legno piuttosto che di quelle in pietra. Questa teoria, indiscussa da più di 80 anni, è rimasta celata sui rilievi dei primi scavi dell’Heraion. Durante la pulizia dell’area dello stilobate dove sei delle colonne sono mancanti, Sapirstein ha intuito che i tagli in realtà non hanno dovuto avere a che fare con lo spostamento di colonne di legno: questi elementi a forma di mezzaluna potrebbe effettivamente essere stati associati con il sollevamento dei fusti monolitici delle colonne in pietra e non necessariamente in legno, teorizzando che nessun elemento del peristilio sarebbe mai stato in legno.

Foto di Sapirstein. Il lavoro fotogrammetrico
Foto di Sapirstein. Il lavoro fotogrammetrico

I tempi e la tecnologia hanno sempre influenzato e sempre influenzeranno l’interpretazione dei resti archeologici. Quando Pausania visitò Olimpia più di 700 anni dopo che il tempio fu costruito, vide quello che egli descrive come “pilastro della quercia“: era un originale colonna posta all’interno dell’edificio? Stava descrivendo una riparazione effettuata durante il periodo romano? O era una colonna di legno conservata come uno dei resti preziosi del luogo sacro? Pausania, purtroppo, non scrive altro! Invece, quando Dorpfeld stava lavorando sull’Heraion, c’era poco interesse presso la comunità scientifica e la comprensione di architettura greca. Pochi edifici erano stati scavati o addirittura identificato con una precisa datazione perché non esisteva una precisa metodologia di datazione per mezzo della stratigrafia o delle sequenze di ceramica o di confronto con altri monumento o di qualsiasi altro sistema. Dorpfeld, quindi, elaborò una teoria che, al momento e per più di un secolo, ha dettato una regola rimasta indiscussa fino alle teorie di  Sapirstein. Lo studioso è convinto che i suoi studi forniscono un ripensamento in modo fondamentale degli studi sullo sviluppo dell’ordine dorico e in passato i resti sono stati interpretati per adattarsi alla teoria di Dorpfeld piuttosto che viceversa.

La comunità scientifica attende ulteriori prove!

 

Articolo tradotte ed elaborato da Daniele Mancini

 

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