Le esplorazioni di Tebe: Howard Carter

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Le esplorazioni effettuate nella Valle dei Re non possono prescindere dal considerare un personaggio entrato nella mitologia dell’archeologia. Howard Carter.

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Veduta della Valle dei Re

Il ritorno di Maspero alla direzione del Service, nel 1899 dopo 13 anni, segnò un importante cambiamento dal punto di vista degli studi archeologici nella Valle dei Re. Il lavoro di Loret (si veda Le esplorazioni di Tebe: Victor Loret)  fu fondamentale, ma l’energia profusa da Maspero, grazie anche al giovane Carter, fu la via che condusse ai moderni criteri di esplorazione e conservazione della Valle stessa. Infatti, quando Carter fu assunto quale primo capo ispettore delle Antichità per l’Alto Egitto, egli era ancora molto giovane ma aveva acquisito già notevole esperienza per occupare quel posto.

Uno dei primi compiti assegnatigli da Maspero fu il restauro della tomba di Amenhotep II e delle mummie reali rinvenute in KV 35 che Loret inviò al museo di Giza. La tomba avrebbe certamente attirato attenzione e non solo da parte dei turisti.

La prima opportunità di Carter di liberare una tomba nella Valle, venne nel 1900 quando fu avvicinato da alcuni personaggi locali, Chinouda Macarios e Boutros Andraos, che affermarono di conoscere la dislocazione di tombe inesplorate. Il nuovo scavo fu aperto nei pressi della tomba di Tuthmosi III (KV 34) e fu supervisionato dall’allora capo degli ispettori di zona con cui fu raggiunto un accordo per effettuare i lavori. Durante l’inverno 1901/19022, Carter eseguì ulteriori lavori di scavo nella Valle e nella fattispecie, scavò l’ingresso della tomba di Ramses X, la KV 18, portando alla luce diverse porzioni dei depositi di fondazione. Nei dintorni rinvenne l’architrave di una porta in arenaria con l’iscrizione di uno scriba, un frammento disegnato con trono e nome di Hatshepsut, diversi ushbati ed ostroca.

Come la maggior parte dei suoi predecessori, Carter credeva che uno dei primi doveri degli egittologi fosse quello della conservazione. E così, per facilitare anche il turismo, si provvide ad effettuare lavori di manutenzione e restauro alle tombe di Amenhotep II (KV35), Ramses I (KV16), Ramses III (KV11), Ramses VI (KV9) e Ramses IX (KV6). Ma quando i finanziamenti ufficiali volsero al termine, Carter guardò altrove. La sua nuova sorgente di denaro la scoprì nell’avvocato americano di successo Theodore M. Davis, ma anche nell’industriale chimico Robert Mond, ai quali Carter chiese, per le stagioni del 1903 e del 1904, finanziamenti per il restauro della tomba di Sethi I, dove un pilastro crollò proprio nella camera funeraria.

L’attività di Carter come Capo degli ispettori della Valle fu ricordata anche per l’introduzione, in 6 tombe, della luce elettrica. Alla fine del 1904, il suo compito come ispettore nel sud terminò. Rispettando le direttive del governo egiziano, fu assunto quale Capo ispettore per il Basso Egitto e, per questo , si trasferì al Cairo. Il suo ritorno nella Valle avvenne sono nel 1915 in differenti circostanze.

Parlando di Carter non è possibile non menzionare la figura di Theodore M. Davis, avvocato e finanziere di Rhode Island, figura chiave nella storia delle esplorazioni archeologiche della Valle dei Re. Come accadde per Loret, la sua fama fu piuttosto ambigua anche a causa dei suoi scarni diari, incompleti e pieni di errori. Questo materiale fu invece integrato dal relativamente recente rinvenimento, presso una vecchia casa di missione, di manoscritti, fotografie, ulteriori diari e disegni realizzati, tra l’altro, anche da Edward Russell Ayrton nel 1905 e 1906, uno delle più importanti “braccia” di Davis.

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Foto degli scavi finanziati da Davis

Però l’interesse di Davis per l’archeologia fu suscitato da Carter che richiese i suoi denari per finanziare, appunto, i suoi progetti archeologici nella Valle. E infatti, nel gennaio 1902, il giovane ispettore Carter iniziò degli scavi con il denaro di Davis tra la KV 2 e la KV 7, ma non rinvenne nulla di interessante. Proseguì nell’area tra la KV 5 e la KV 3, ma il duro lavoro fu ripagato solo dal rinvenimento di un ostracon disegnato con una testa di faraone. I lavori continuarono alacremente, dalla KV 4 alla KV 21, ma gli uomini di Carter rinvennero, anche qui, solo una piccola tomba a cui assegnarono il numero di KV 45. Oltre al solito cumulo di detriti e rifiuti, vi erano i resti di due mummie della XXII dinastia nei loro sarcofagi, ma completamente deperiti dalle periodiche inondazioni. Sotto le macerie furono rinvenuti anche i resti degli originari occupanti della XVIII dinastia. Non fu una grande scoperta, ma fu sufficiente ad attirare Davis nell’esca di Carter. Questo diede modo a Carter di sviluppare le sue congetture sulla tomba di Tuthmosis IV. Congetture che divennero realtà a fine febbraio 1902 quando fu rinvenuto un frammento di fine calcite con inscritto il nome del faraone, sicuramente una parte proveniente dal corredo funebre reale. Ma la tomba di Tuthmosis IV doveva ancora attendere perché Carter trasferì i suoi sforzi nei pressi di KV 36 dove rinvenne dei frammenti di abbigliamento in pelle di ottima qualità. Ostraca, frammenti di ceramica di età ramesside, nonchè vetro e frammenti di un sarcofago in legno con il cartouches di Amenhotep III. Nella stagione successiva, sempre con i finanziamenti di Davis, mentre gli uomini di Carter provvedevano alla pulizia dell’ingresso della tomba di Mentuherkhepshef (KV 19), fu portato alla luce una tomba con un’unica camera corridoio contenente due mummie femminili denudate. Contemporaneamente la tomba di Tuthmosis IV (KV 43) fu completamente liberata e segnalata e Carter convinse i suoi sponsor ad intraprendere dei lavori nella misteriosa tomba denominata KV 20, probabilmente la tomba scavata da Ineni per Tuthmosis I ed in seguito usurpata da Hatshepsut. La pulizia di KV 20 richiese notevoli sforzi fisici e finanziari. Fu l’ultimo lavoro di Carter nella Valle prima di essere trasferito nel Nord.

A Luqsor, Carter fu sostituito da James Edward Quibell che riprese, sempre con Davis, dove il lavoro era rimasto sospeso. Eseguì operazioni in KV 4, la tomba di Yuya e Tjuyu, padre e madre di Tiye, la moglie principale di Amenhotep III. Ma per alcuni contrasti con Maspero stesso, Quibell fu sostituito da Arthur Weigall e da un promettente giovane archeologo, Edward Russell Ayrton (1882-1914), che profuse, nel lavoro, energie ed acume. Il primo successo che ebbe nella Valle fu la scoperta dell’ingresso della tomba oggi designata come KV B ed, inoltre, ostraca, ushbati di Ramses IV in calcite, faience, legno e numerosi reperti del periodo copto, incluso ceramica e papiri ma anche une delle più importante scoperte finanziate da Davis, una piccola coppa in faience con il nome di Tutankhamon. Inoltre Ayrton rinvenne, fra i detriti della tomba di Ramses III (KV 11), uno strano ostracon sul quale era riprodotto l’elefante siriano dalle piccole orecchie, ormai estinto. Nel 1907, in un’area nei pressi della KV 6, la tomba di Ramses IX, Ayrton rinvenne diverse anfore della XX dinastia e, più in basso, l’ingresso di una nuova tomba con resti di un sarcofago distrutto: la KV 55, immediatamente attribuita alla regina Tiye, decisione comunque rimasta controversa fino ad oggi (gli studi effettuati sul DNA della mummia, rivelano che questa fosse relativa a un soggetto maschile identificato come il padre di Tutankhamon: molti genetisti sono propensi ad associare i resti ad Akhenaton/Amenothep IV, altri a Smenkhara, ndr). Altri furono i successi di Davis ed Ayrton, dalla scoperta della piccola KV 54, ai lavori di sgombero nella KV 10, alla scoperta della KV 56 della XIX dinastia, alla sfarzosamente decorata tomba di Horemheb. Dopo queste esperienze, Ayrton lasciò l’Egitto per trasferirsi a Ceylon.

Carte studia la mummia di Tut
Carter studia la mummia di Tut

Molti anni di scavi finanziati da Davis non hanno prodotto sostanzialmente nulla di eccezionale. Carter, nonostante fosse legato al suo finanziatore, riuscì anche a discernere punti particolari nella Valle in cui poter effettuare nuove indagini. Come Belzoni, anche Carter comprese che, nonostante la Valle fosse stata abbondantemente esplorata, i risultati delle alluvioni celassero ancora molti segreti. Ed inoltre, Carter aveva in mente ancora un’ “idea meravigliosa”: trovare la tomba di un faraone poco importante e conosciuto, Tutankhamon.

Nell’ottobre del 1912, per conto del suo nuovo finanziatore, Lord Earl di Carnarvon, Carter acquistò un gruppo di tre braccialetti che sarebbero stati rinvenuti nei pressi della tomba di Amenothep III, nella Valle Occidentale. Carter e Carnarvon erano ansiosi di esplorare la tomba da cui provenivano quei gioielli e cercare di scoprire nuovi tesori. Nel dicembre 1917, con la Grande Guerra ancora in corso, Carter iniziò a lavorare nella Valle con una serie di piccoli sondaggi che durarono ben oltre la fine della guerra stessa. Ma a dispetto delle sue convinzioni circa ancora la presenza di evidenze archeologiche da scoprire, i risultati del suo lavoro erano abbastanza deprimenti. Anche Carnarvon si lamentava ed iniziava a credere che le parole di Carter fossero solo oggetto dei suoi sogni deliranti e logoratori della sua sanità fisica e mentale. Ma la Valle aveva ancora un area triangolare da esplorare e Carnarvon scommise per la sua ultima stagione.

Come è ben noto, il 4 novembre 1922, un semplice gradino tagliato nel calcare tebano fu rinvenuto dagli operai di Carter. Dopo questo, una serie intera di gradini fino all’ingresso con impresso un cartiglio con il nome del faraone Tutankhamon. Era lo tomba che aveva cercato da una vita intera. Ma la scoperta fu estremamente costosa: Carnarvon morì dopo sei mesi e Carter subì un collasso nervoso, ma ormai il volto dell’egittologia era cambiato per sempre! L’interesse e l’eccitamento che circondarono la scoperta della tomba, denominata KV 62, si accompagnarono ad una generale sorpresa. La scoperta fu senza pari nell’intera storia dell’esplorazione delle necropoli egiziane, soprattutto per il suo splendore. Con la scoperta si svilupparono decine di teorie sulla  morte del giovane faraone, figlio ed erede del faraone eretico Akhenaton. E grazie ai giornali, la eco della scoperta si divulgò nel mondo intero rinverdendo quel mix di mistero e ricerca che ha sempre denotato la Valle e innalzando quel sentimento nazionale egiziano fiero di possedere un così unico corpus di beni archeologici da conservare e proteggere!

 

Daniele Mancini

 

Per un approfondimento bibliografico:

CARTER, H., Report upon te Tomb of Sen-nef er, in Annales du Service des Antiquités de l’Egypte, II, IL CAIRO, 1901.

CARTER, H., Report on a Tomb Pit, in Annales du Service des Antiquités de l’Egypte, II, IL CAIRO, 1901.

CARTER, H., Report on thè robbery of thè Tomb of Amenothes II, in Annales du Service des Antiquités de l’Egypte, III, IL CAIRO, 1902.

CARTER, H., Report on General Work, in Annales du Service des Antiquités de l’Egypte, IV, IL CAIRO, 1903.

CARTER, H., Excavations at Biban el Moluk, in Annales du Service des Antiquités de l’Egypte, IV, IL CAIRO, 1903.

CARTER, H., (Manoscritti di), Carte di Howard Carter al Griffith Institute, Ashmolean Museum, OXFORD, 1905

CARTER, H., Report of work done in Upper Egypt, in Annales du Service des Antiquités de l’Egypte, VI, IL CAIRO, 1905.

CARTER, H., MACE, A., Tutankhamon, MILANO, 1973.

DAVIS, T. M., The Tomb of Hatshepsut, LONDRA, 1906

PETRIE, SIR W. F., A History of Egypt, LONDRA, 1924

PETRIE, SIR W. F., Seventy Years in Archeology, LONDRA, 1933

REEVES, N., WILKINSON, R.H., The Complete Valley of the Kings, LONDRA, 1996.

WEIGALL, A., The Treasury of Ancient Egypt, LONDRA, 1911

WEIGALL, A., Tutankhamen and other Essays, NEW YORK, 1924

SWScan0000200003 - Copia
Rimozione dei materiali dalla Tomba di Tut
Carter e Carnarvon, al momento dell'apertura della Tomba di Tut
Carter e Carnarvon, al momento dell’apertura della Tomba di Tut

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