L’ALBA DI UN NUOVO STUDIO… – prima parte

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Finalmente!! Finalmente ho deciso di iniziare a lavorare per completare il mio percorso di studi. Ebbene si, la mia tesi di laurea magistrale inizia a prendere forma, come il vaso della foto, dopo tanti anni di studi e sacrifici di ogni genere.

L’argomento è stato a lungo dibattuto ma alla fine ho deciso di scegliere di completare lo studio su uno scavo condotto dal sottoscritto e i materiali rinvenuti in esso, uno scavo realizzato nella mia città, a Chieti, quella Teate Marrucinorum di cui vi ho raccontato tante volte in tante storie, in tanti monumenti, finanche in appassionanti visite guidate.

Quello che inizio oggi non vuole essere un diario di studi o un mero racconto di quello che andrò a realizzare, né avrà una cadenza fissa: desidero unicamente rendere partecipi i lettori del blog di un’esperienza unica, raccontare loro della bellezza del patrimonio storico artistico del nostro territorio e dei metodi di studio particolari che solo costose campagne di scavo o le tesi di laurea si possono permettere.

I primi dieci giorni sono trascorsi a recuperare il materiale rinvenuto, rimettere in ordine le relazioni preliminari che costituiranno la traccia della tesi, a esaminare i primi “coccetti” per confermare i dati scaturiti dalle analisi preliminari realizzate in un primo momento. Il mio compito, infatti, consiste nel riunire tutto e fornire una spiegazione scientifica dello studio.

Ah, dimenticavo… Il contesto è quello della cisterna romana posta in Piazza Templi romani, tra il monumento stesso e il “noto” Palazzo Verlengia, quasi al centro della strada, circa 180 cm al di sotto del manto di asfalto.

E’ una cisterna dimenticata dagli studi autorevoli più recenti ma che, grazie a un gruppo di amici speleologi, gli amici del CARS, è tornata alla luce con i suoi interessanti reperti e che un Alberto Angela qualsiasi definirebbe “tesori”! Sono tesori del periodo tardo antico della nostra Teate, in cui le fonti scritte scarseggiano ma che le fonti archeologiche confermano sia stata una città vitale e prospera nei limiti del periodo della parabola discendente dell’Impero romano.

Con i prossimi articoli andremo nel cuore del lavoro di ricerca e cercherò di sviscerare, al meglio della comune comprensione, quanto rinvenuto e scoperto.

 

Daniele Mancini

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