L’ACROPOLI DI ATENE IN 3D

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L’Acropoli è una delle cittadelle più antiche e ancora esistenti, sopravvissuta fin dail periodo più arcaico. Simbolo della potenza di Atene, la storia di questo alto sperone roccioso, di 150 metri di altitudine e circa 3 ettari di superficie,  risale incredibilmente al 3500 a.C..

Iniziata come fortificazione strategica per il controllo dell’insediamento circostante, il sito dell’Acropoli ricevette sia una completa trasformazione politica e religiosa solo dal periodo classico, nel V secolo a.C., con la sua impressionante serie di templi e monumenti, il Partenone, i Propileia, l’Eretteo che racchiudono tutte le caratteristiche esemplificative dell’architettura greca antica.

In una ideale timeline di oltre 5.000 anni, l’Acropoli potrebbe essere mostrata in un affascinante tour archeologico, storico, artistico.

Le animazioni qui raccolte mostrano esattamente, con la loro brillante descrizione degli eventi chiave che hanno interessato il sito, come si sono evoluti i monumenti greci nel corso dei secoli.

Il primo video, realizzato dalla ancientathens3d.com, combina le funzionalità time-lapse con l’animazione a partire dal 3500 a.C. quando i primi gruppi umani si stabilirono,  nel sito dell’Acropoli, sfruttando la sopraelevazione come indiscutibile potenzialità difensiva.

La prima imponente struttura, in ordine cronologico, posta sull’Acropoli, probabilmente apparteneva a un megaron miceneo (palazzo) costruito nell’Età del Bronzo, circa 1200 a.C.. Ben presto questo imponente complesso fu protetto da una possente struttura muraria di circa 760 m di lunghezza, 10 m di altezza e uno spessore medio di 4-6 m. Dal punto di vista strutturale, questa gigantesca opera difensiva vantava due cortine murarie costituire da grossi blocchi di pietra che erano uniti da un conglomerato di terra di rimpimento noto come emplekton .

Nel VI secolo a.C. l’eminenza dell’Acropoli era divenuta notevole grazie alle azioni  più o meno disperate di numerosi despoti e ribelli che tendevano a prendere possesso del sito dominante per il controllo militare e politico della zona circostante. Uno dei primi esempi riguarderebbe Kylon, un ex campione olimpico, e la sua fallita Rivolta kyloniana.

Recenti scoperte (primavera 2016) hanno messo in luce le conseguenze brutali di questa ribellione, con rinvenimenti di fosse comuni di condannati a morte con scheletri incatenati.

Risale al 560 a.C.  il primo tempio dedicato ad Atena Poliàs costruito in cima all’Acropoli. Conosciuto anche come Hekatompedon (“lungo 100 piedi”), l’edificio, in pietra calcarea dallo stile dorico, ostentava caratteristiche piuttosto intriganti, tra cui il celebre frontone occidentale che conteneva due leoni che sbranavano un toro al centro, Ercole che sconfigge Tritone (mostro metà serpente e metà uomo) sulla sinistra e il “demone a tre teste” a destra.. Nel 520 a.C., l’Hekatompedon fu accompagnato da un altro tempio, noto come Arkhaios Neōs, l’Antico Tempio di Atena.

Il V secolo a.C. ha portato enormi cambiamenti per l’Acropoli alimentati dall’invasione persiana, dal conseguente incendio di Atene e dall’ambizioso programma di costruzione periclano.

Nella successiva animazione sono messi in evidenza i grandi cambiamenti del periodo classico ma anche le innovazioni portate dei Romani che, qualche secolo dopo, giocarono la loro parte nel rinnovamento e nella costruzione di molte sezioni dell’Acropoli, confermandosi “eredi culturali” dei Greci.

Uno dei nuovi edifici è il Tempio di Roma e a Augusto, una costruzione relativamente piccola a pianta circolare costruito intorno al 26 d.C. Più tardi, nel 161 d.C., l’aristocratico “greco” e senatore romano, Erode Attico, commissionò la costruzione di un Odeon e nel 363 d.C., fu l’imperatore romano Giuliano l’Apostata a sostenere la completa ristrutturazione del Partenone.

La seconda animazione, elaborata dallo sforzo collaborativo del Ministero della Cultura Ellenica e dell’Organizzazione della Cultura Ellenica, con la regia di Costa Gavras, realizzato per le Olimpiadi del 2004, si concentra principalmente sul Partenone.

Dedicato alla dea Atena Parthenos, la dea greca della saggezza, del coraggio e della guerra, l’imponente Partenone è la manifestazione simbolica del potere apicale di Atene.

L’enorme impresa costruttiva sotto qualsiasi punto di vista, concepita in cima all’Acropoli, fu approssimativamente completata nel 438 a.C. e vantava dimensioni di circa 70 metri per 30. Con ogni probabilità, il Partenone è stato effettivamente eretto sul precedente Hekatompedon.

La costruzione del Partenone ha rifletturo la positività degli Ateniesi alla fine del V secolo a.C. La potenza ateniese raggiunse il suo apice durante questo periodo, decenni dopo aver sconfitto i Persiani a Maratona, durante la prima invasione persiana, nel 490 a.C., e sopravvissuto all’incendio di Atene causato dai Persiani durante la secondo guerra persiana, nel 480 a.C..

Il sontuoso progetto del Partenone è stato, dunque, un risultato strutturato grazie agli elevati livelli di fiducia nelle proprie forze e grazie a un inaspettato boom economico. Inoltre, il denaro che ha finanziato l’enorme progetto è venuto principalmente dai tributi richiesti alle città-stato alleate sotto la protezione di Atene, piuttosto che dagli stessi residenti di Atene!

Se l’edificio principale era simbolo della gloria della città-stato, il progetto non nascondeva la praticità di essere una sorta di tesauròs a disposizione della città e della democrazia. Tucidide, uno storico e militare ateniese del V secolo a.C., scrisse che Pericle, considerato uno dei più grandi statisti greci, commissionò l’ambizioso programma di ristrutturazione dell’Acropoli, inclusa la statua di crisoelefantina di  Athena Parthénos, considerata una sorta di “riserva d’oro” della Lega di Delo. Secondo molte fonti, l’oro di questa statua, derivata dalla fusione di ben 40 talenti d’oro, circa 1.040 kg, avrebbe potuto essere utilizzata qualora la città o la Lega ne avesse avuto bisogno.

Il Partenone è spesso considerato come il più grande esempio superstite dello stile architettonico dorico: la semplicità della forma e del piano dell’edificio, grazie allo straordinario lavoro dell’architetto Iktinos,  mostra dei stravolgimenti ottici straordinari e unici: la sottile corrispondenza tra la curvatura dello stilobate, l’assottigliarsi dei muri del naos e l’entasis delle colonne. Lo stilobate, piattaforma sulla quale si reggono le colonne, curva leggermente in su per compensare la visione data dalla curvatura dell’occhio, che fa apparire le lunghe superfici in piano come concave. Straordinario!

 

Daniele Mancini

Per ulteriori informazioni:

  • John Boardman (a cura di), Storia Oxford. L’arte classica, Oxford 1993

Altre informazioni: Odysseus.CultureUNESCO 

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