LA RICCHEZZA DI ROMA DALL’ARGENTO DELL’HISPANIA

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Abbiamo fatto un punto su come Annibale abbia tentato di sconfiggere Roma, riuscendovi in parte, ma poi subendone l’onta della vendetta. Tracce di quegli scontri sono visibili anche sulle monete dell’epoca, fonti archeologiche importantissime e sempre degne di essere prese in considerazione. L’analisi geochimica, infatti, ha trovato tracce di argento d’Hispania nelle monete romane del 211 a.C., nel culmine della Seconda guerra punica, quando la florida penisola iberica è stata motivo del contendere delle due potenze del Mediterraneo.

Annibale, che ha guidato i suoi elefanti da guerra sulle Alpi in un audace ma, in definitiva, fallito attacco a Roma, ha continuato a difendere la penisola iberica, che è stata sempre sotto controllo di Cartagine. La brama dei Romani li ha condotti soprattutto alle miniere d’argento spagnole, parzialmente scavate e sfruttate già dai cartaginesi.

La conquista di queste miniere è riscontrabile attraverso la natura delle monete dei Romani prodotte durante e dopo la Seconda guerra punica, secondo una ricerca presentata alla Goldschmidt Conference di Parigi sulla geochimica.

Denario romano in argento, coniato tra il 108 e il 107 a.C. utilizzando l’argento spagnolo

I ricercatori in Germania e in Danimarca hanno analizzato la composizione chimica di 70 monete romane d’argento risalenti a partire dal 310 a.C. a 101 a.C., coniate prima e dopo la sanguinosa guerra punica. Secondo Katrin Westner dell’Institute for Archaeological Sciences alla Goethe University di Francoforte sul Meno, in Germania, prima della guerra si rileva che le monete romane in argento provengono dalle medesime fonti delle monete emesse dalle città greche in Italia e in Sicilia. In altre parole, le sigle di isotopi delle monete corrispondono a quelle di minerali d’argento e di prodotti metallurgici provenienti dalla regione dell’Egeo.

Le tracce di piombo nelle monete, invece, hanno mostrato una caratteristica peculiare proveniente dalla Spagna meridionale dopo circa il 209 a.C., indicando che i minerali d’argento siano stati estratti dalle miniere appena acquisite. La sconfitta di Cartagine ha portato, infatti, a enormi risarcimenti bellici a Roma che, oltre alle grandi quantità di bottino, assume la proprietà delle ricche miniere d’argento spagnole.

La ricchezza delle miniere e i bottini di guerra hanno pesantemente alimentato l’espansione di Roma, ponendo le basi del suo impero sul Mediterraneo. L’economia di Roma si è significativamente trasformata, permettendogli di diventare l’unica superpotenza del suo tempo. Le narrazioni di Livio e Polibio sull’ascesa di Roma sono confermate dalla prova del lavoro scientifico della Goethe University effettuato sui coni monetali, confermando la pesante e definitiva sconfitta di Annibale e la conseguente ascesa di Roma.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Goldschmidt Abstracts

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