LA DURA VITA DEGLI IMPERATORI ROMANI

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L’antica Roma è stata un posto veramente pericoloso per essere un imperatore! Durante il periodo del Principato romani di oltre 500 anni, circa il 20 percento degli 82 imperatori di Roma sono stati assassinati mentre erano al potere. Quindi, cosa ha portato alle loro cadute?

Secondo un nuovo studio, pubblicato nel numero di ottobre della rivista Economics Letters, si potrebbe dare colpa alla pioggia!

Secondo gli autori, diretti da Cornelius Christian, assistente professore di economia alla Brock University in Ontario, Canada, quando le piogge erano basse, le truppe nell’esercito romano avrebbero patito la fame a causa della mancanza di acqua necessaria per irrigare le coltivazioni dei locali agricoltori locali. Questo fattore avrebbe spinto i legionari oltre il limite di potenziali ammutinamenti che, a loro volta, avrebbero deteriorato il compito di sostegno per l’imperatore, rendendolo più incline all’essere assassinato.

Christian, che si considera uno storico economico, ha realizzato la sua teoria utilizzando i dati sul clima antico tratti da uno studio del 2011 sulla variabilità del clima. In questo studio di dendrocronologia, i ricercatori hanno analizzato migliaia di anelli di alberi fossili di Francia e Germania e calcolato quanto pioveva (in millimetri) ogni primavera negli ultimi 2500 anni. Le aree di competenza dello studio erano vicine al limes romano, dove, ovviamente, si trovava la maggior concentrazione di truppe militari.

Christian ha raccolto anche i dati sugli ammutinamenti militari e sugli assassini degli imperatori romani dalle varie fonti storiche. Confrontando le varie informazioni, Christian, inserendo i dati in un particolare logaritmo, ha dedotto che le precipitazioni inferiori e, quindi, minori raccolti agricoli, coincidevano con maggiori eventi di “imperatoricidi”!

Come spesso accade, molti fattori possono portare all’assassinio dell’imperatore/despota. Ad esempio, l’imperatore Commodo, unico figlio naturale di Marco Aurelio, non è stato mai “scelto” dal Senato (a cui era rimasto il compito formale di confermare la successione imperiale). La reazione violenta di Commodo, soggetto a oltre una ventina di congiure per essere eliminato, ha visto anche la ribellione del suo esercito che nel 192 d.C. ha assassinato il suo Princeps.

In questo caso nessuna siccità ha provocato l’infausto evento ma Christian non intende nemmeno affermare che le precipitazioni siano state l’unica spiegazione per l’eliminazione di un imperatore: sono, però, uno dei tanti fattori che possono aver forzato l’incedere degli eventi, contribuendo a farli accadere.

Lo studio fa parte di un campo in rapida crescita di ricerche che esaminano come le società antiche siano state colpite dagli eventi climatici. Sulle pagine di questo blog abbiamo già messo in evidenza come  Joseph Manning, della Yale University, abbia pubblicato uno studio, sulla rivista Naturesu come l’attività vulcanica possa aver condizionato l’attività agricola egiziane e condannato la Dinastia Tolemaica in Egitto.

Manning è scettico sui risultati dello studio di Christian: anche se pone un buon fondamento tra la correlazione tra gli assassini degli imperatori e le scarse precipitazioni, i ricercatori dovrebbero  approfondire le ricerche per sostenere questa idea, non basandosi, dunque, sul mero lavoro statistico.

In altre parole, la correlazione non equivale alla causalità ma, secondo Manning, vale la pena di approfondire questa elaborata tesi con preciso studio delle fonti e determinare, effettivamente,  se i dati climatici si possano sovrapporre con le date degli assassini, dall’inizio dell’impero, nel 27 a.C., fino alla sua caduta, nel 476 d.C.

Jonathan Conant, professore associato di storia alla Brown University, ritiene molto plausibile l’ipotesi elaborata ma ribadisce che la mancanza di precipitazioni possano aver avuto un ruolo importante unitamente agli altri fattori storici classici. La maggior parte degli omicidi degli imperatori romani è avvenuta nel III secolo d.C. In quel tempo, l’Impero romano aveva inflazione massiccia, una serie di epidemie lo colpirono e numerose guerre sui vari fronti la costringevano a enormi spese per l’esercito: tutti elementi che hanno messo a dura prova la stabilità dell’impero, portandolo alla inesorabile caduta.

Personalmente, ritengo che gli stravolgimenti climatici abbiano sempre creato enormi problemi, nell’antichità come nel presente. Confido in un approfondimento degli studi per confermare o confutare le suggestive ipotesi.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

 

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