INDIVIDUATE LE PROVENIENZE DELL’ANTICO RAME EGIZIANO

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Due nuovi studi pubblicati sul Journal of Archaeological Science offrono i primi esaustivi risultati sullo studio di manufatti in rame egiziano del Periodo Protodinastico (fine del IV millennio a.C. – inizi III millennio a.C.) e dell’Antico Regno (pieno III millennio a.C.), analizzando la provenienza dell’oro rosso egiziano.

Gli studi costituiscono un importante passo avanti nelle attuali conoscenze sulla provenienza del rame utilizzato e le conseguenti influenze economiche, sociali e culturali dei commerci di metallo  nell’Antico Egitto.

I progressi nelle analisi scientifiche hanno permesso agli archeologi di ricostruire, dunque, il commercio preistorico dei metalli nel Mediterraneo in modo molto dettagliato. Tuttavia, vi era una notevole divergenza, in Egitto, terra di una delle civiltà antiche più importanti, a causa delle difficoltà di accesso ai manufatti metallici egizi per l’analisi.

Due team di ricercatori hanno superato questo ostacolo utilizzando le collezioni di oggetti egiziani in Europa, incoraggiando ulteriori ricerche nel campo e fornendo il primo risultato di come gli egiziani abbiano acquisito i loro metalli.

rameIl primo studio di Frederik W. Rademakers, Georges Verly, Luc Delvaux e Patrick Degryse, basato su reperti provenienti dal Royal Museums of Art and History (RMAH) di Bruxelles, suggerisce una dipendenza predominante dal minerale relativamente locale, proveniente dal deserto orientale e dalla penisola del Sinai.

Lo studio è stato condotto sull’isotopo di piombo e con diverse analisi chimiche su un totale di 40 campioni di metallo e sette campioni di minerale risalenti ai periodi Predinastico, Protodinastico e dell’Antico Regno. I risultati suggeriscono sviluppi significativi nella tecnologia di fusione che potrebbe essere stata adattata a diversi tipi di minerale.

Rademakers, che ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra e dell’Ambiente presso l’Istituto KU Leuven in Belgio, ritiene che questi risultati sono basati su un segmento molto particolare dell’antica economia dei metalli in Egitto, i manufatti realizzati per i corredi funerari, rivelandone solo la punta dell’iceberg. Secondo Rademakers, l’organizzazione di base delle prime reti di approvvigionamento, che dipendono chiaramente da diverse zone di estrazione e produzione e lo sviluppo della tecnologia di produzione del rame sono rivelati solo parzialmente dalla ricerca ancora in corso.

L’archeometallurgista Georges Verly, del RMAH di Bruxelles, ha aggiunto che sono stati integrati i risultati degli scavi archeologici relativi ai manufatti analizzati con diversi studi che hanno utilizzato moderne tecnologie di analisi dei metalli, con il proposito di comprendere come questi oggetti siano stati realizzati con rame arsenicale e utilizzati all’interno dei loro particolari contesti, in cui le leghe hanno rappresentato uno specifico punto di interesse per questi primi periodi culturali.

Il secondo studio è stato realizzato da quattro istituzioni ceche, guidato dai dottorandi Jirí Kmosek,dell’Università di Pardubice e Martin Odler, della Charles University di Praga:  ha indagato alcuni manufatti egizi a base di rame provenienti dal Museo Egizio dell’Università di Lipsia in Germania, trovato nei siti di Abusir, Abydos e Giza.

I 22 reperti mostrano una tecnologia di produzione simile, indipendentemente dalle località di provenienza, ma con diverse origini del metallo: tra questi, un oggetto di Abusir realizzato in un metallo ad alto contenuto di nichel, compatibile con minerali e manufatti provenienti dall’Anatolia dell’età del bronzo, nell’attuale Turchia.

Kmosek ritiene che gli isotopi di piombo mostrato chiaramente la provenienza del minerale e i risultati ottenuti confermano che i metalli speciali circolavano dal e nel Vicino Oriente antico prima di quanto si pensasse in precedenza.

Dunque, nonostante il contesto simile dei manufatti legati a corredi funerari, queste nuove ricerche esemplificano il grande potenziale degli studi ottenuti attraverso dati analitici, utili a gettare nuova luce su diversi argomenti di sviluppo della società egiziana antica e per incoraggiare la ricerca futura. Secondo gli studiosi è opportuno mantenere database accurati, condivisi e costantemente aggiornati, per il progresso della ricerca sulla provenienza e l’origine dei commerci dei metalli.

Questi studi costituiscono, infine, importanti passi in avanti nella comprensione delle prime strategie di acquisizione di materie prime e sulla metallurgia egiziana in generale ma potrebbe fornire, anche, un enorme beneficio agli studi grazie al numero sempre maggiore di dati disponibili.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info:

Journal of Archaeological Science 1Journal of Archaeological Science 2

 

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