IMPORTANTI SCOPERTE DAL SITO DI CARSULAE, UMBRIA

Per leggere questo articolo occorrono circa 2 minuti

Il sito archeologico di Carsulae, in Umbria, è uno dei migliori esempi di urbanistica romana: collegato grazie all’antica consolare Flaminia, che si estendeva dagli Appennini fino alla costa del Mare Adriatico, ha acquisito importanza alla fine del III a.C. quando è divenuta una prospera città agricola che, durante il regno di Augusto, è nota per le sue strutture rustico/turistiche che hanno attirato ricchi viaggiatori da tutta la penisola.

Finalmente, una parte significativa dell’eredità millenaria della città è stata oggetto di importanti scoperte, con la conclusione della sesta campagna di scavi nella zona. I recenti ritrovamenti riguardano il rinvenimento dei resti di un importante tempio romano, insieme alle rovine di una domus ricca di mosaici.

Gli archeologi Luca Donnini e Massimiliano Gasperini che hanno diretto, su concessione ministeriale, il team dell’Associazione Culturale Astra Onlus, hanno potuto identificare il podio del Capitolium, insieme alle fondamenta di un sacello sacro e una strada basolata, in prossimità della struttura. Inoltre, il rinvenimento di una discarica di epoca augustea, nel quartiere nord-orientale di Carsulae, ha dipinto un quadro di occupazione intensivo con un modello abitativo corrispondente a una città romana tra il tardo I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C.

ll progetto di scavo ha riguardato anche la parte meridionale dell’antica città romana, rivelando le fondamenta di una lussuosa domus. Sono i resti della prima abitazione rinvenuta nel sito di Carsulae, la prima, anche, con manufatti musivi a decorare i pavimenti della struttura. I ricercatori hanno identificato almeno cinque di questi pavimenti a mosaico, tutti risalenti all’età augustea, suggerendo così che siano stati impiantati durante la prima fase della domus.

Gli ambienti finora individuati si riferiscono a un grande atrio con una pavimentazione in opus scutulatum (una sorta di mosaico con frammenti di marmo nero o altri colori con innumerevoli inserti di altri tasselli di marmo e calcite bianchi di varie forme e dimensioni); inoltre, l’ala ovest mostra una pavimentazione con la rappresentazione di un portico e un mosaico con decorazioni geometriche a quadrati e rettangoli nella parte centrale; un cubicolo, invece, riporta un mosaico con decorazione geometrica con un semplice motivo bicromo a esagoni.

Inoltre sarebbe stata identificata una stanza aggiuntiva appartenente a una seconda domus. Quest’ultima, scavata solo in minima parte, misura circa 10 x 10 metri ed è decorata con un grande mosaico raffigurante un recinto murato con torri e merli lungo il bordo e una svastica nel campo centrale (foto di copertina).

Infine, gli archeologi hanno anche ripulito e restaurato, con successo, vari segmenti più piccoli delle superfici a mosaico, eseguendo anche un rilievo fotogrammetrico dell’intera area di scavo. Tali operazioni, volte alla manutenzione dell’opera musiva, permetterebbe loro di proseguire nel progetto di scavo dell’anno prossimo.

 

Rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: archaeologynewsnetwork.blogspot.it

Ciao! Lascia un commento. Grazie