IL TEMPIO DI GIOVE CAPITOLINO, A ROMA – ARTICOLO #200

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Un nuovo traguardo: l’articolo numero 200 di questo blog! Nel centesimo articolo vi avevo presentato uno dei miei racconti su Teate, Dieci gladiatori a Teate, che ho appositamente inserito, insieme ad altre storia sull’antica Chieti, in una serie chiamata Teate si racconta.

Per festeggiare il n. 200, oggi vi mostro un accattivante video, realizzato dalla Altair4 multimedia, sul Tempio di Giove Capitolino a Roma.

La Altair4 multimedia è una società di produzione multimediale indipendente con una trentennale esperienza nel campo della ricerca e divulgazione in ambito culturale; si impone grazie all’ideazione e alla realizzazione di innovativi prodotti multimediali con caratteristiche inedite e sorprendenti.

Il Tempio di Giove Capitolino o Giove Ottimo Massimo o Aedes Iovis Optimi Maximi Capitolini è uno dei primi templi “romani” e la prima struttura dell’edificio sacro più importante di Roma è un adattamento di un tempio di matrice architettonica etrusca, solitamente denominato tuscanico, secondo la felice tradizione fondata dall’architetto romano Vitruvio.

I tratti distintivi dei templi romano/tuscanici sono l’alto podio, un profondo pronao sostenute da colonne in un largo intercolumnio, una o più celle sacre dedicate alle divinità dietro il pronao, un tetto a doppio spiovente con frontoni e spessi cornicioni aggettanti. La parte sopraelevata del tempio è solitamente lignea, con colonne in stile tuscanico-dorico, con tetto ricoperto da tegole in terracotta, tenute ferme da coppi terminanti con le grandi e caratteristiche antefisse dipinte. Rivestimenti, opere plastiche, il trave principale e i frontoni sono di terracotta vivacemente dipinta.

La facciata del tempio è rivolta verso l’altare e il temenos, il recinto sacro, anch’esso dedicato a una o più divinità, di fondamentale importanza per i riti religiosi etrusco-romani.

Oltre a Giove, il tempio è dedicato alla Triade Capitolina composta anche da Giunone e Minerva (le tre divinità corrispondono agli etruschi Tinia, Uni e Mnivria), posto sul colle Capitolino e consacrato, secondo la tradizione, nel 509 a.C., anno comunemente indicato come l’inizio della Repubblica romana.

Edificio possente (62,25 mt x 53,30 di superficie), ha una concezione di tempio come edificio monumentale e non come solo recinto sacro (templum) della primitiva tradizione italica; costruzione bassa ma, come indicato, estesa, suddiviso in triplice cella e con il muro posteriore continuo su tutta la larghezza dell’edificio. Questo tempio, costruito in epoca ancora arcaica, dimostra chiaramente che raramente la relazione tra Grecia e Roma sia semplicemente quella tra maestra e allieva!

Con lo sviluppo delle tecniche costruttive romane, con la progressiva sostituzione degli alzati in legno con materiali litici tra cui il laterizio, il travertino o l’opera cementizia rivestita in modo incerto o regolare, con l’adattamento di proporzioni e di particolari superficiali al nuovo gusto italo-ellenistico,  anche il Tempio di Giove subisce le opportune modifiche: distrutto da un incendio nell’83 a.C., è ricostruito e dedicato nel 69 a.C. dal console Quinto Lutazio Catulo (il costruttore del Tabularium). La pianta rimane la stessa ma le proporzioni differenti, meno slanciate di altri coevi, sono aggiunti numerosi particolari classici, fra cui le colonne di marmo che Silla ha tolto dal Tempio incompleto di Zeus Olimpio ad Atene.

Denario del 78 a.C. con la riproduzione del tempio. Le monete, spesso, hanno aiutato a comprendere come fossero i monumenti della Roma più antica

Con l’avvento di Augusto inizia un nuovo periodo nella storia dell’architettura classica e anche il Tempio capitolino subisce i restauri dell’imperatore. Svetonio, nel De vita Caesarum, Augustus, 30, narra che l’imperatore dona al tempio oltre sedicimila libbre d’oro, con pietre preziose e perle per un valore di cinquanta milioni di sesterzi!

Le sorti del tempio, nei secoli successivi, sono segnate dal Cristianesimo e dalle orde vandale di Genserico che riducono a rovina la struttura.

Dell’antico tempio oggi abbiamo resti molto scarsi: ne rimangono tre angoli e ampie parti delle sostruzioni in blocchi di opera litica quadrata. Alcune decorazioni del tempio originario sono state rinvenute nel 2014, permettendo di ricostruire l’aspetto del tempio nella sua seconda fase decorativa.

Buona visione!

 

Daniele Mancini

 

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