IL PIU’ ANTICO PANE PRIMA DELL’AGRICOLTURA

Per leggere questo articolo occorrono circa 4 minuti

Le notizie sul più antico vino italico e sul più antico olio italico hanno suscitato notevole interesse. Oggi riporto la grandiosa notizia della scoperta del più antico pane

Guidato da Tobias Richter, docente presso l’Università di Copenaghen, il Progetto Shubayqa, finanziato dall’Independent Research Fund Denmark e coadiuvato dal Dipartimento di Antichità della Giordania, un team di ricercatori, nel nord-est dell paese, ha rinvenuto i resti carbonizzati del pane più antico del mondo.

Cotto dai cacciatori-raccoglitori più di 14.400 anni or sono, è la prima prova concreta della produzione di pane e precede l’avvento dell’agricoltura da almeno 4000 anni!

Pubblicata di recente sulla rivista PNAS della National Academy of Sciences, la scoperta è stata realizzata da un team congiunto di ricercatori dell’Università di Copenaghen, dell’University College di Londra e dell’Università di Cambridge. La focaccia preistorica era tra i resti di cibo carbonizzato trovati in un sito di cacciatori-raccoglitori natufiani o natufuti di 14.400 anni chiamato Shubayqa 1, situato nel deserto nero della Giordania.

Mentre si ritiene che l’agricoltura si sia sviluppata in tempi diversi in diverse regioni del mondo, la transizione dalla caccia e la raccolta all’insediamento prettamente agricolo è avvenuta circa 10.000 anni or sono. Questo è coinciso con la coltivazione delle otto colture fondamentali presenti nel Neolitico del Vicino Oriente, grano di farro, grano di monococco, orzo mondato, piselli, lenticchie, veccia amara, ceci e lino.

Quest ultima scoperta, tuttavia, indica che la produzione di pane da cereali selvatici potrebbe aver incoraggiato questi gruppi umani preistorici a dedicarsi all’agricoltura , inaugurando così la cosiddetta Rivoluzione Neolitica o la Prima Rivoluzione Agricola. 

In un resoconto sui risultati ottenuti, Amaia Arranz Otaegui, archeobotanica dell’Università di Copenaghen, sostiene che la presenza di centinaia di alimenti carbonizzati rinvenuti nei focolari di Shubayqa 1 è una scoperta eccezionale e ha fornito la possibilità di caratterizzare le pratiche alimentari di 14.000 anni fa. I 24 resti analizzati in questo studio mostrano che gli antenati selvatici dei cereali domestici quali orzo, monococco e avena, erano stati macinati, setacciati e impastati prima della cottura.

I resti sono molto simili a focacce non lievitate identificate in diversi siti neolitici in Europa e in Turchia. da questi risultati si deduce  che i prodotti simili al pane sono stati prodotti molto prima dello sviluppo dell’agricoltura. Il passo successivo è valutare se la produzione e il consumo di pane abbia influenzato l’emergere della coltivazione e della domesticazione delle piante.

Situato nella parte nord-orientale della Giordania, Shubayqa 1 è stato originariamente scoperto negli anni ’90 dall’archeologa britannica Alison Betts. Il sito preistorico ospita due edifici relativamente ben conservati, ognuno dei quali ospita i resti di un grande braciere circolare in pietra.

Tra il 2012 e il 2015, il team di archeologi dell’università di Copenhagen ha condotto quattro missioni di scavo nel sito, scoprendo resti di cibo carbonizzato, resti di resti di ossa di animali, frammenti di strumenti di pietra, come le macine e pietre scheggiate.

Facendo luce sulle scoperte più recenti, Dorian Fuller, docente presso dell’Istituto di archeologia dell’University College di Londra ha aggiunto che il pane “neolitico” comportava una lavorazione intensiva che includeva la decorticazione, la macinazione dei cereali, l’impastatura e la cottura. Il fatto che sia stato prodotto prima dei metodi di allevamento suggerisce che era considerato speciale e il desiderio di produrre questo cibo speciale ha probabilmente contribuito alla decisione di iniziare a coltivare cereali. Tutte queste deduzioni si basano su nuovi sviluppi metodologici di ricerca che permettono di identificare i resti di pane da frammenti carbonizzati molto piccoli.

Il cibo carbonizzato è stato accuratamente studiato da Lara Gonzalez Carratero, dottoranda presso l’Istituto di Archeologia dell’UCL. Con l’aiuto di un microscopio elettronico a scansione, Gonzalez Carratero è riuscita a identificare anche le minuscole particelle e microstrutture in ognuno dei resti di cibo. La studiosa ha notato che l’identificazione di “pane” o altri prodotti a base di cereali in archeologia non è semplice. Per questo studio è stato stabilito un nuovo criterio per identificare il pane non lievitato, l’impasto e i prodotti simili agli impasti cotti di cereali nei registri archeologici.

Gli studiosi affermano che i cacciatori-raccoglitori natufiani sono di particolare interesse perché hanno vissuto un periodo di transizione in cui le persone sono diventate più sedentarie e la loro dieta ha cominciato a cambiare. Le lame di selce e le macine trovate nei siti di Natufiani del Vicino Oriente hanno a lungo portato gli archeologi a sospettare che le persone avessero iniziato a sfruttare le piante in un modo diverso e forse più efficace. Ma il pane non lievitato trovato a Shubayqa 1 è la prima prova di pane recuperato finora e mostra che la cottura sia stata adoperata prima di coltivare le piante in modo organico e intensivo.

Recentemente, l’Università di Copenaghen ha ricevuto una nuova sovvenzione per continuare la ricerca sulla produzione di cibo e sulle pratiche agricole neolitiche. Allo stesso tempo, il gruppo di archeologi della UCL è concentrato sulla ricerca e sul recupero del primo pane e di altri resti di cibo dai siti neolitici in Turchia e in Iraq.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: University College London

 

Ciao! Lascia un commento. Grazie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: