IL PANTHEON DEI GRECI, DEE E DEI – quinta parte

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Altre tre divinità nella rassegna dedicata agli Dei dell’Olimpo. Per la tre parti, clicca qui.

Buona lettura.


15) Ares. L’entità divina che incarnava la guerra e il caos nel suo pieno splendore tra gli dei dell’Olimpo greco apparteneva ad Ares, figlio di Zeus e di Era. In sostanza, al contrario del tatto e della riservatezza di Atena, Ares rappresentava il desiderio di battaglia “senza vincoli”, che lo rendeva piuttosto un personaggio antagonista in alcuni episodi della mitologia greca.

In uno dei racconti mitologici si racconta come Ercole/Eracle riuscì a disonorare l’antico dio greco della guerra sconfiggendolo durante la ricerca del Giardino delle Esperidi. In un altro episodio, l’ira di Ares fu sconfitta dai giganti Aloadi che assediarono l’Olimpo e alla fine dovette essere salvato da Hermes.

Ancora, in uno dei più racconti più coinvolgenti, la sua relazione illecita con Afrodite, la moglie di Efesto, secondo Esiodo, avrebbe generato Phobos e Deimos, personificazioni di paura e terrore, che accompagnarono il loro padre in diverse battaglie.

Anche e molte leggende del dio della guerra non apprezzavano esattamente le azioni della divinità, il nome di Ares fu invocato dai Greci prima di vere battaglie. Ad esempio, gli Spartani erano noti per aver fatto sacrifici a Enyalius, forse una divinità minore considerata il figlio di Ares ed Enyo (la dea greca della guerra e della distruzione) o l’incarnazione dello stesso Ares.

Efesto dona a Teti la corazza che ha forgiato per Achille. Kylix, 490-480 a.C.

16) Efesto. Un’altra divinità delle “seconde generazioni” degli dei greci olimpici, è Efesto. Figlio di Era (in molte narrazioni si diceva che non avesse padre, mentre in alcune versioni suo padre sembra sia proprio Zeus ), è spesso considerato anomalo, rispetto ai suoi coetanei divini e, per questo, anche allontanato dall’Olimpo apparentemente a causa del suo aspetto e di una gamba deformata.

Completamente caduto in disgrazia, il dio “zoppo” è approdato sull’isola di Lemnos, mostrando la sua intrinseca durezza, Efesto è riuscito a diventare un maestro artigiano realizzando, nel suo laboratorio “segreto”, sul vulcano dell’isola, un fucina divina. Così nella mitologia greca, Efesto incarnava gli aspetti del fuoco, della metallurgia e dell’artigianato.

Ancora nella mitologia, Efesto è riuscito persino a vendicarsi della sua inconsapevole madre intrappolandola in un magico trono dorato. Acconsentì a liberare Era a patto di farsi accettare dalle altre divinità, divenendo il primo degli dei greci a tornare dall’esilio forzato all’Olimpo.

La scena della Ritorno di Efesto è stato un motivo popolare di vasi attici, dove il dio è raffigurato guidato da Dioniso, il dio del vino e feste. In seguito, divenne il maestro fabbro degli Dei olimpici e ricevette in dono lo scettro e l’egida di Zeus , l’elmo di Hermes , le porte segrete per le camere di Era e l’automa gigante in bronzo Talos, in precedenza donato a Minosse.

Il coronamento definitivo alla sua attività gli è stato attribuito con la creazione della prima donna, Pandora, realizzata in  argilla. E’ riuscito anche a sposare anche Afrodite, come ricompensa per aver liberato Era, ma la sua vita domestica non era esattamente felice perchè Afrodite aveva relazioni al di fuori del suo matrimonio.

Si ha una prima menzione di Efesto da un’iscrizione in Lineare B su tavoletta di bronzo rinvenuta a Cnosso.

17) Apollo. E’ riconosciuto come uno dei più importanti dei dell’Olimpo, attraversando anche il pantheon dei romani. Apollo è l’archetipo dell’essere barbuto e giovane (il kouros) ed era considerato come l’entità divina della luce , cella musica, delle profezie, della poesia, della medicina e del tiro con l’arco.

Figlio di Zeus e Latona (la figlia dei titani Titan Koios Phoebe), nella mitologia Apollo ha rivestito una serie di ruoli apparentemente contraddittori, che vanno da quello dell’assassino, uccidendo il serpente Python, il gigante Tityos e i Ciclopi minori, al partecipare ad agoni musicali, sconfiggendo il satiro Marsia, fino al ruolo di portatore di peste, con l’epidemia che si scatenò sui Greci dopo la Guerra di Troia.

In questa oscillazione tra benevolenza e dispregio, gli aspetti di Apollo sono anche piuttosto complessi, con alcuni che incarnano la natura della luce e del sole, quando Apollo fu sostituito al titano Helios in epoca ellenistica, altri sono associati a luoghi di culto, di guarigione e medicina, di profezia,  di musica.

Apollo era considerato il dio greco oracolare e patrono di Delfi, anche se il suo nome, come al contrario di molte altre divinità, non compare in iscrizioni di Lineare B.

Le origini di Apollo, nel pantheon greco, sono impantanate nel mistero, con l’etimologia della parola Apollon che, probabilmente, riporta ad un periodo pre-arcaico.

 

Daniele Mancini

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