IL PANTHEON DEI GRECI, DEE E DEI – quarta parte

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Nell’articolo di oggi presenterò quattro dee, quattro diverse essenze della divina femminilità. Per le altre puntate, clicca qui.

Buona lettura.


11) Hera. La regina degli dei e delle deedell’Olimpo, Hera incarnava gli aspetti del matrimonio, della femminilità, del parto e, persino, delle stelle nel cielo. Considerando il suo lignaggio come primogenita del Titano Kronos, era anche la sorella di Zeus. Nella mitologia si narra che Zeus, nella sua qualità di mutaforme, si sia trasformato in un cuculo per assicurarsi l’affetto di Hera e, in definitiva, sedurla. Sfortunatamente, la loro unione non era esattamente felice, in parte a causa della natura libertina di Zeus con altre divinità e umane mortali.

Un altro episodio della mitologia greca narra anche il modo in cui Hera abbia scatenato tra gli dei contro Zeus: fortunatamente per Zeus, fu salvato da una delle sue guardie appartenente Ecatonchiri (o Centimani). Lo scontro è raffigurato in diverse Gigantomachie.

Il culto di Era era strettamente associato all’isola di Samos e proprio l’Heraion di Samo, risalente al tardo periodo arcaico (circa VIII secolo a.C.), è stato uno dei primi giganteschi templi realizzati in stile ionico il cui enorme santuario è stato dedicato esclusivamente alla dea .

Grazie al titolo di regina degli antichi dei, era raffigurata come una bella donna che indossa una corona e regge uno scettro reale a fior di loto.

12) Dèmetra. Di questa divinità ho parlato in diverse occasioni. Se ne legga qui.

Ricordo unicamente che il ruolo di Dèmetra e di sua figlia Persefone pè ricordata nella cerimonia religiosa dei Misteri Eleusini, le enigmatiche iniziazione annuali tenute in tutti i territori grecofoni antichi che hanno avuto il loro fulcro nel Santuario di Dèmetra, nell’antica città greca di Eleusi. Sono il “più famoso dei riti religiosi segreti dell’antica Grecia” e alla loro base vi era un antico culto agrario, ma anche alcune prove che derivavano dalle pratiche religiose del periodo miceneo.

Afrodite accovacciata o Venere di Lely. Copia romana dell’età imperiale da un originale ellenistico – Foto Daniele Mancini

13) Afrodite. L’antica divinità femminile che rappresenta la bellezza, l’amore sessuale e il piacere, è l’unica, tra le antiche divinità e divinità greche,  annoverata tra nella prima generazione delle entità divine e le successive divinità dell’Olimpo.

Il primo episodio riguarda la sua nascita che, secondo Esiodo, è avvenuta grazie alla dispersione del liquido seminale di Urano. Un altro episodio sulla sua nascita è descritto dallIliade di Omero dove viene menzionata quale frutto dell’unione di Zeus e Dione, una dei Titani.

Platone ha comunque distinto due diverse entità divini nate da questi episodi, descrivendo come la dea avesse aspetti diversi: la prima aveva l’epiteto di Afrodite Ourania (la “Afrodite Celeste”), mentre la seconda era chiamata Afrodite Pandemos (Afrodite ‘comune a tutte le persone ‘). Altri nomi assegnati alla dea erano Afrodite di Citera (o Cerigo) e Afrodite di Cipro, inequivocabilmente legate al luogo di nascita.

La sua a dea dell’amore e del piacere, non sorprende che nella mitologia greca Afrodite abbia avuto molti amanti, sia divinità che umani mortali, e tra questi Ares Adone Anchise ; tra i suoi figli si segnalano HarmoniaPhobosErosErmafrodito e Enea (il mitico antenato troiano dei gemelli Remo e Romolo, fondatori di Roma).

Agli episodi mitologici legati a questa divinità, si accompagnano caratterizzazioni di narrativa mitica provenienti da altre culture. Si ritiene che il culto di Afrodite derivi dalla dea fenicia Astarte, a sua volta legata alla dea orientale semitico-assira Ishtar derivata dallaInanna sumera. Come nel caso di Ishtar, Afrodite, nonostante la sua associazione all’amore e al desiderio, era anche venerata come una dea guerriera, specialmente a Sparta.

14) Athena. Nella mitologia greca, esistono sono alcune narrazioni sulla nascita di Athena che rispecchiano la latente insicurezza dei primi regnanti delle divinità primordiali, Urano e Kronos. Nel caso di Athena, a Zeus avevano profetizzato che sarebbe stato detronizzato da un suo figlio avuto con la ninfa Meti, profezia simile a quella che aveva colpito suo padre Kronos in sui si menzionava che un figlio sarebbe diventato il signore dell’Olimpo, usurpandone la sua posizione.

Zeus, dunque, decise di divorarla o, dopo averla indotta a trasformarsi in una goccia d’acqua, la inglobò bevendola. Secondo un’altra versione, fu trasformata in una cicala o in una mosca e inghiottita da Zeus, il quale affermava che talvolta sentiva la voce di Meti che gli dava suggerimenti. A questo punto venne al dio un fortissimo mal di testa e, grazie all’aiuto di Prometeo, si riuscì a spaccare con un’ascia il cranio immortale di Zeus, e dalla ferita uscì Athena, balzando in avanti nella sua forma completamente matura avvolta in un’armatura.

La sua maturità fisica si accordava con la sua personalità incrollabile, con la divinità che veniva annoverata fra le più sagge, coraggiose e piene di risorse dell’Olimpo. Non sorprende che Athena fosse considerata l’antica dea greca della resistenza e della guerra strategica, incarnando anche gli aspetti di saggezza, forza e ragione.

Acropoli di Atene

Athena era spesso chiamata con i suoi vari epiteti, come Parthenos che significava semplicemente “vergine”, nome con cui veniva adorata sull’Acropoli di Atene, specialmente durante le celebrazioni per lo svolgimento delle Panatenee. Ancora più affascinante è Promachos, che significa ” prima in battaglia”, che allude al suo aspetto di guerra difensiva e strategia. Questo titolo e il suo simbolismo suggerivano un senso più patriottico di condurre la guerra, in contrapposizione a frenetiche battaglie indesiderate e provocatrici.

La dea svolse anche il suo ruolo cruciale nel mito della fondazione della città di Atene e di prenderla sotto la sua custodia. Tuttavia, anche Poseidone la voleva sotto la sua protezione, poiché egli era il protettore dell’Attica. Atena e Poseidone entrarono in conflitto, perché nessuno dei due voleva concedere la giovane città all’altro; neppure Zeus riuscì a metterli d’accordo. Alla fine gli Ateniesi decisero per Athena!

Il nome Athena Potana (o Athana Potniya) è stato menzionato in una delle tavolette in Lineare B rinvenute a Cnosso, suggerendo come l’entità divina abbia potuto iniziare come dea egeo del palazzo, incarnando gli aspetti del protettorato reale.

–CONTINUA–

 

Daniele Mancini

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