IL MISTERO DEI PUNTI VIOLA SULLE PERGAMENE DELL’ARCHIVIO SEGRETO VATICANO

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Strani punti viola appaiono su un rotolo del XIII secolo, oggetto dello studio degli scienziati da oltre 40 anni. Sembra che una lenta guerra microbica si sia svolta sulla superficie del rotolo e abbia lasciato queste peculiari macchie.

Le analisi microbiologiche realizzate nel 1976 hanno lasciato molte perplessità già da allora, quando già si presumeva che le macchie viola non potevano provenire da altre pergamene. Anche i recenti test del 2016, che hanno usato il sequenziamento del DNA e il fingerprinting genetico (il profilo derivato dalla applicazione di determinati marcatori molecolari ad un genoma), non sono riusciti a identificare la causa dei punti viola.

Il documento, realizzato in pelle di capra, è lungo oltre 5 metri è stato denominato A.A. Arm. I-XVIII 3328 ed è stato redatto nell’anno 1244 d.C. Narra la storia di un giovane soldato chiamato Laurentius Loricatus che ha accidentalmente ucciso qualcuno. Il rotolo descrive la pena a cui è stato sottoposto: l’esilio in una grotta vicino a Subiaco dove è rimasto per 34 anni, auto flagellandosi e “indossando strumenti di penitenza”.

Il rotolo è stato spostato nell’archivio segreto del Vaticano nel XVIII secolo, ma non prima che i particolari punti viola cominciassero ad apparire su di esso. Hanno continuamente peggiorato e minacciato seriamente la leggibilità del documento, danneggiando il collagene della pergamena posto sulla pelle di capra.

Oggi i ricercatori pensano di aver risolto il mistero dei punti viola, mappando i microbi che vivono sulla pergamena. I risultati sono pubblicati in sulla rivista Nature – Scientific Reports. Nelle macchie viola i batteri Gammaproteobacteria, di solito trovati in mare, risultano presenti sul documento. Al di fuori dei puntini viola, questi batteri sono quasi del tutto assenti.

Gli scienziati suppongono che una contaminazione batterica viziosa sia stata condotta sul rotolo attraverso Gammaproteobacteria, che sostituisce un altro tipo di batterio simile chiamato Halobacteria. Questi batteri producono molecole pigmentate di rodopina e in questo processo di successione, si sono lasciati dietro proprio una macchia porpora di rodopina.

Gli studiosi, guidati da Luciana Migliore dell’Università Tor Vergata di Roma, sono certi che le nuove informazioni sui processi di colonizzazione e deterioramento compiute dai batteri, compreso il tipo di danno alle fibre di collagene e la composizione chimica dei punti viola, aprono nuove prospettive per la restaurazione e la conservazione di antiche pergamene danneggiate. Secondo la scienziata Migliore, una migliore comprensione del possibile ruolo dell’Halobacteria potrebbe essere utile perché sembra che possa sopravvivere per tempi enormi, ma è come una bomba a orologeria che potrebbe esplodere nelle antiche pergamene che sembrerebbero integre o non danneggiate.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Nature – Scientific Reports

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