GLI STRUMENTI LITICI DI ÖTZI

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Alcuni giorni prima della sua morte violenta perpetratasi sulle Alpi italiane circa 5.300 anni fa, Ötzi, l’uomo dei ghiacci o Uomo del Similaun, aveva affilato i suoi strumenti, probabilmente con la mano destra; secondo una nuova analisi realizzata sui segni di taglio trovati sulle sue mani, un team di studiosi è giunto a queste precise conclusioni.

Non è possibile precisare se l’uomo venuto dal ghiaccio stesse affilando i suoi strumenti perché si stava preparando a uno scontro. E’ chiaro, invece, in base alle nuove analisi, che prima di questa operazione, non avesse affilato recentemente il suo pugnale o le altre armi.

Ursula Wierer, archeologa-ricercatrice della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana ritiene che volesse affilare i suoi strumenti perché sicuramente aveva in mente un’attività che li richiedesse ben pronti!

Sono poche le “mummie” ben studiate come Ötzi. L’uomo, di circa 45 anni, subì una ferita alla testa e una freccia gli perforò l’arteria della sua spalla quando, lasciandolo morire il 3370 e il 3100 a.C., durante l’Età del Rame.

Gli escursionisti hanno scoperto il suo corpo congelato e conservato nel 1991 e, da allora, gli scienziati hanno studiato intensamente i resti umani e i manufatti di Ötzi. Le varie analisi hanno rivelato che Ötzi ha avuto una lunga serie di problemi di salute, tra cui un attacco di cuore in procinto di avvenire, un’artrite, diversi denti difettosi, un’intolleranza al lattosio e un principio di Malattia di Lyme, una patologia di origine batterica.

L’analisi completa del set di strumenti in sua dotazione era ancora da completare; tra i vari manufatti, vi erano un pugnale, una daga, un ritoccatore, un attrezzo utilizzato per manutenere e fare il filo alle armi di pietra, due punte di freccia e una terza ancora incastonata nella spalla e una sorta di trivellatore.

La ricerca di oggetti così antichi e delicati è sempre impegnativa e i ricercatori hanno avuto solo pochi giorni per esaminare ciascuno degli strumenti utilizzando microscopi ad alta risoluzione e scansioni di tomografia computerizzata (TAC); quindi, un’enormità di dati da analizzare.

Come parte della loro esaustiva indagine, Wierer e i suoi colleghi hanno esaminato il tipo di chert, una roccia dura e scura composta anche da silice, che ha costituito molti degli strumenti di Ötzi. Hanno scoperto che la selce potrebbe provenire da almeno tre località: in Trentino, a circa 40 chilometri dal luogo di rinvenimento del corpo di Ötzi; nel Trentino sud-occidentale, a circa 75 km di distanza; nell’Altopiano di Trento, a meno di 70 km.

Data la relativa vicinanza tra questi luoghi e la probabile dimora di Ötzi nella Val Venosta, situata nella moderna provincia dell’Alto Adige, è possibile che Ötzi e i suoi contemporanei abbiano commerciato con gruppi umani di diverse regioni.

Inoltre, un’analisi dei segni di taglio sugli strumenti, nonché la forma degli strumenti stessi, indicherebbero che gli oggetti di Ötzi incorporino caratteristiche di due culture: le punte di freccia erano tipiche della tradizione settentrionale italiana, mentre il raschiatore sembra essere un utensile proveniente dalle dimore delle genti della Svizzera meridionale, della cosiddetta Cultura di Horgen. Circa il rame presente sull’ascia di Ötzi, sembra provenire dalle zone dell’odierna Toscana, testimoniando che il commercio, in quel periodo, fosse già abbastanza ampio per certe materie prime e alcuni prodotti di maggior uso.

Secondo i ricercatori, quasi tutti gli strumenti di Ötzi sono stati rielaborati o affilati nel corso degli anni: due dei manufatti rinvenuti, il raschietto di forma ovale, probabilmente usato per tagliare piante o pelli di animali da lavoro, e il trivellatore, probabilmente usato per perforare i materiali come il legno, sarebbero stati modificati poco prima della sua morte, probabilmente dallo stesso Ötzi. Le nuove modifiche mostrano una patina opaca e nessun segni di usura.

Secondo Albert Zink, responsabile ricercatore dell’Institute for Mummy Studies all’Eurac Research in Italia, non coinvolto nello studio, è probabile che Ötzi fosse destrimano, come dimostrato da un’analisi delle tracce di usura sugli strumenti in chert. Ötzi, però, ha riportato un taglio alla mano destra e risulta alquanto improbabile che abbia sistemato i suoi strumenti nei giorni immediatamente prima della sua morte. Zink conferma che il corpo di Ötzi è più sviluppato sul lato destro.

L’Uomo del Similaun è una continua risorsa. Attendiamo nuovi e interessanti sviluppi!

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Lo studio è stato pubblicato su PLOS One 

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