EGITTO TOLEMAICO INFLUENZATO DAI CAMBIAMENTI CLIMATICI

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Un team dei ricercatori della Yale Univesity ha esaminato gli impatti idroclimatici e sociali nell’Egitto di 2500 anni or sono causati da una sequenza di eruzioni vulcaniche in zone tropicali e nell’emisfero settentrionale. Il gruppo si è concentrato sul periodo della dinastia Tolemaica egiziana (332-30 a.C.), dinastia generata da uno dei generali di Alessandro Magno e famosa per annoverare, tra i sovrani, la Regina Cleopatra e per i notevoli risultati in materia culturale e monumentale, tra cui la Grande Biblioteca e il Faro di Alessandria.

Utilizzando un approccio interdisciplinare che ha combinato le prove della modellazione climatica delle grandi eruzioni del XX secolo, le misurazioni annuali delle altezze estive del Nilo provenienti dal Nilometro islamico, il più antico rilevatore umano di variabilità ambientale, tra il 622 e il 1902, nonché le descrizioni della qualità delle inondazioni del Nilo in antichi papiri e iscrizioni dell’epoca tolemaica, gli autori hanno mostrato come grandi eruzioni vulcaniche abbiano influenzato il flusso del fiume Nilo, riducendone la portata delle inondazione e la relativa produzione agricola.

I risultati, pubblicati nella rivista Nature Communications, mostrano che l’integrazione di prove provenienti da antichi documento con dati paleoclimatici possano aumentare la nostra comprensione di come abbia funzionato il sistema climatico influenzando i relativi cambiamenti che hanno colpito le società umane del periodo.

Joseph Manning, autore principale del’articolo e professore di Storia Classica a Yale, afferma che gli antichi egiziani, per coltivare i propri raccolti, dipendevano quasi esclusivamente dall’inondazione estiva del Nilo portata dal monsone d’est, in Africa orientale. Negli anni influenzati dalle eruzioni vulcaniche, le inondazioni del Nilo sono generalmente diminuite, portando a uno stress sociale che ha scatenato disordini e indotto altri problemi politici ed economici.

Francis Ludlow, co-autore dello studio e storico del clima, aggiunge che il motivo della riduzione delle inondazioni del Nilo è dovuto al fatto che le eruzioni vulcaniche possono aver variato il clima iniettando gas solforosi nella stratosfera. Questi gas reagiscono per formare aerosol atmosferico che rimane nell’atmosfera in concentrazioni decrescenti per uno o due anni, riflettendo e deviando la radiazione solare in ingresso.

Questi aerosol vulcanici possono influenzare l’idroclima globale e la riduzione delle temperature superficiali con conseguente riduzione dell’evaporazione sui corpi idrici e della piovosità. Secondo lo studio, il raffreddamento più elevato dell’emisfero settentrionale avrebbe potuto diminuire il riscaldamento estivo rallentando il processo di “migrazione” nordica dei venti monsonici sull’Africa, fino agli altopiani etiopici, dove il Nilo Blu viene rifornito dalle alluvioni estive.

E’ noto che l’epoca tolemaica sia uno dei periodi più documentati dell’Egitto antico: le date dei grandi eventi politici sono conosciuti con certezza, aggiungendo dettagli che spesso sono meno chiari rispetto ai documenti più antichi, come le rivolte della popolazione. I ricercatori sono stati in grado di mostrare una certa concomitanza tra questi eventi e le date delle grandi eruzioni vulcaniche!

Secondo Manning, l’Egitto e il Nilo sono strumenti molto sensibili per valutare il cambiamento climatico mondiale e l’Egitto fornisce un laboratorio storico unico in cui studiare la vulnerabilità sociale e la risposta ai violenti “shock” vulcanici. La mancanza di inondazioni del Nilo a causa delle eruzioni storiche è stato argomento poco studiato, nonostante siano ben documentati i mancati generosi apporti del fiume egiziano, con gravi conseguenze economiche e sociali, durante le eruzioni nel 939 e nel 1783-1784 in Islanda e nel 1912 in Alaska.

Manning aggiunge che questa ricerca non solo altera la percezione dei cambiamenti climatici su vasta scala, dal breve periodo a cambiamenti più a lungo termine, ma si appresta a rivoluzionare la comprensione delle società umane e come le forze della natura, in passato, abbiano influenzato il cambiamento climatico.

Lo studio riflette, quindi, un notevole progresso nell’integrazione della ricerca tra scienziati e storici e sottolinea la necessità di una maggiore collaborazione nello studio interdisciplinare per meglio documentare e analizzare come gli esseri umani hanno affrontato e reagito ai cambiamenti ambientali del passato.

Gli autori riscontrano come lo studio fornisca un contesto storico per ciò che sta accadendo oggi e cosa potrebbe accadere in futuro, dimostrando che sono necessarie ulteriori e importanti indagini sugli effetti del cambiamento climatico sulle società moderne in tutto il mondo.

Dal 1991, quando è avvenuta la grandiosa eruzione del Monte Pinatubo , nelle Filippine, non c’è stata nessuna grande eruzione che abbia colpito il sistema climatico globale.

Oggi viviamo in un periodo di relativa tranquillità in termini di grandi eruzioni vulcaniche che apportano variazioni al clima: conclude Manning affermando che molti vulcani eruttano ogni anno, ma non colpiscono il sistema climatico sulla medesima scala di alcune eruzioni passate, avvisaglie, però, di grandi eruzioni che potrebbero esacerbare la siccità in luoghi sensibili del mondo, con le relative conseguenze…

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Yale University

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