IL DODEKAETHLOS: ERCOLE E LE SUE FATICHE – quarta parte

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Quarto appuntamento con le fatiche del mitologico eroe greco, Ercole. Si leggano qui le prime otto.

Buona lettura.


Particolare di hydria lucana del c.d. pittore di Amykonos, 420-400 a.C., da Ruvo di Puglia. Giovane Ercole seduto, Ippolita gli porge la mitologica cinta.

La IX fatica, le Amazzoni. Su richiesta di Admeta, figlia del re di Micene, Euristeo, il “nostro” eroe parte per combattere le Amazzoni e impossessarsi della cintura di Ippolita, regina delle Amazzoni: la cintura è stata donata dal padre divino Ares a Ippolita, per simboleggiare il potere che essa aveva sul suo popolo. Ercole si imbarcò su una nave con alcuni compagni di avventure e giunse, dopo alcune disavventure, al porto di Temiscira, città del Ponto, nella terra delle Amazzoni. Qui è accolto benevolmente e Ippolita stessa ha acconsentito a cedergli la propria cintura: ma Era, travestita da Amazzone, ha suscitato una disputa tra gli uomini di Ercole e le donne guerriere. Scoppia una battaglia ed Ercole, convinto di essere stato tradito da Ippolita, la uccide.

Una seconda tradizione mitologica, invece, narra che lo scontro sia scoppiato fin dallo sbarco: Melanippa (una delle amiche, o sorella di Ippolita e suo generale) è fatta prigioniera e usata da Ercole per ricattare Ippolita e ottenere la cintura.

La X fatica, le Mandrie di GerioneGerione è stato un gigante a tre teste e triplice busto fino alle anche, ha abitato l’isola di Eriteia, situata nell’estremo Occidente. Secondo alcuni autori, Eriteia sarebbe situata nella penisola Iberica, presso l’attuale Cadice. Gerione è stato possidente di un gran numero di mandrie, custodite dal suo pastore Eurizione, affiancato dal mostruoso cane Ortro, padre del Leone di Nemea.

La prima difficoltà per Ercole, in questa impresa, è rappresentata dalla lontananza: il mezzo più adatto per questo lungo viaggio è rappresento dalla coppa con la quale il Sole s’imbarca tutti i giorni per passare dall’Oceano ai suoi palazzi nell’Oriente del mondo. Mentre Ercole sta attraversando il deserto della Libia viene a tal punto infastidito dal calore del Sole da arrivare a minacciarlo con le sue frecce: il Sole, spaventato, acconsente a prestare la sua coppa per attraversare l’Oceano. Allo stesso modo, una volta imbarcato sull’Oceano, Ercole è costretto a minacciare con le proprie frecce anche questo dio che, per metterlo alla prova, lo scuoteva con le sue onde: lo stesso Oceano ha finito per avere paura di Ercole e gli ha concesso di attraversarlo in tutta tranquillità.

Particolare di olpe lucana del c.d. pittore di Napoli, 380-370 a.C.. Ercole, con la leontè avvolta al braccio sinistro e il destro disteso a levare la clava, accorre contro Gerione. Il mostro ha un solo corpo e tre teste barbute.

Giunto a Eriteia, l’eroe si è scontrato dapprima con il cane Ortro e lo ha ucciso con un colpo di clava; allo stesso modo ha affrontato  e ucciso il pastore Eurizione. Nel frattempo è giunto anche Gerione che, sulle sponde del fiume Antemo, ha attaccato Ercole, il quale, intanto, si è già allontanato

 

con la mandria dei buoi. Ercole ha abbattuto anche Gerione con le sue frecce e si è imbarcato nuovamente sulla coppa del Sole con le mandrie per il ritorno in Grecia,

Durante il viaggio di ritorno Ercole si è imbattuto in numerose avventure contro briganti (tra i quali Caco, nel Lazio), che hanno cercato di sottrargli la mandria, e contro varie popolazioni bellicose. A Micene ha consegnato a Euristeo quanto resta delle mandrie che il re ha offerto come sacrifici a Era.

— CONTINUA —

 

Daniele Mancini

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