DIECI GLADIATORI A TEATE! ultima parte

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E’ il 100° articolo di questo blog e lo festeggio raccontandovi la conclusione delle vicende dei “nostri” gladiatori teatini.

La prima parte è visualizzabile qui: Dieci Gladiatori a Teate! prima parte. Buona lettura.


A Roma, tra congiure sventate, eccessi violenti e stravaganze, Nerone guida l’impero non senza patemi. Nel decimo anno del suo principato, pone finalmente una base concreta al suo visionario progetto: in seguito a un grave incendio che ha devastato la capitale, recupera una vasta area distrutta facendo realizzare il faraonico complesso monumentale destinato a sua residenza personale (la Domus Aurea, ndr) e detta nuove e lungimiranti regole edilizie, destinate a frenare gli eccessi della speculazione di coloro che, forse, hanno dato vita al doloroso incendio…

L'Anfiteatro
L’Anfiteatro di Teate, oggi

A Teate, finalmente, dopo cinque anni di duro lavoro, l’Anfiteatro è pronto! Nonostante siano intervenute,  in corso d’opera, mille modifiche del progetto, si è raggiunto un lusinghiero risultato: il monumentale ingresso nord, raccordato con la viabilità urbana, è contornato da una serie di ambienti simmetrici di servizio che fiancheggiano il corridoio centrale; sono enormi anche le gradinate di accesso alla cavea. L’ingresso meridionale, collegato alla viabilità esterna, è simile al suo opposto ma con muri molto più possenti e realizzati contro terra. Il paramento murario è del tutto simile agli altri monumenti pubblici del municipio: opus reticulatum bicromo con ricorso di due file di spessi laterizi; nella sezione edificata contro la collina, grandi gettate di calcestruzzo contribuiscono alla sostruzione del terreno sottostante. Un’enorme cisterna appena al di sotto dell’arena, all’altezza dell’ingresso settentrionale, è collegata con il sistema idrico cittadino per la raccolta delle acque, sempre carenti,  destinate al pubblico uso. Non manca il suggestum (la tribuna imperiale, ndr) , con accesso dall’arena, costituito da un piccolo ambiente rientrante rispetto al filo del podium (il muro che separa l’arena dalla cavea, ndr). La ima e la media cavea sono rivestite da pietra calcarea bianca della montagna madre dei Marrucini, la Grande Majella. La summa cavea è in legno di pino per non appesantire la struttura architettonica del monumento!

Il magistrato locale, il praetor Marco Decio Solonio, stabilisce il programma per le giornate di inaugurazione dell’Anfiteatro di Teate: il grande evento è per il mese di September, il mese della Triade Capitolina, (Giove, Giunone e Minerva), nel giorno XIII, quello solenne dedicato a IOVI EPVLVM: per oltre venti giorni gladiatori provenienti da tutto l’impero si scontreranno sulla sabbia di Teate; inoltre un carico di animali esotici allieteranno le venationes mattutine (caccia agli animali esotici, ndr), mentre alcune giornate saranno dedicate alle pubbliche condanne a morte.

Gaius Martius decide di assegnare classi diverse ai suoi imbattibili gladiatori:  Marcius e Paulus, da retiarii a secutores, Loricus e Reffen, da secutores a mirmilloni; i germanici Steffus, Correus e Iovensis, da mirmilloni a traciLucux e Gigiovix, da dimachaeri a retiarii e, infine, il trace Daniecus si trasforma in secutor!  Gli uomini dopo un primo attimo di spaesamento, urlano di soddisfazione promettendo nuovi trofei e sacche piene di sesterzi per il loro padrone!

Elemento del fregio del monumento funerario di Lusius C. Storax, presso Museo Archeologico Nazionale La Civitella
Elemento del fregio del monumento funerario di Lusius C. Storax, presso Museo Archeologico Nazionale La Civitella

Trascorrono i giorni e presto arriva il XIII di September: la notte della vigilia è agitata per tutti, un coacervo di sentimenti contrastanti, dall’emozione di combattere nella nuova arena della loro città di adozione a quella di  Marcius e Paulus, per essere ormai giunti all’acquisizione dei loro rudisDaniecus ha un terribile incubo: un serpente dorato che divora tre prede inermi! Trascorre il resto della notte presso il suo altare e cerca protezione nello spirito della sua compagna perduta.

Arriva il grande giorno: come al solito, prima degli scontri nelle arene, per acquistare energia, i gladiatori mangiano focacce d’orzo speziate cosparse di miele e bevono infusi di trigonella foenum-graecum dalle proprietà rinforzanti. Ma solo la sabbia dell’arena riesce a placare ogni emozione! Gli scontri di apertura sono una vera e propria esibizione degli uomini di Gaius Martius: in coppia si scontrano in azioni spettacolari che mandano il pubblico in visibilio, soprattutto quello femminile… Nel frattempo arrivano le scuole ospiti che completeranno il programma della giornata e quello dei giorni successivi: una scuola da Alba Fucens, due scuole da Roma, una di Neapolis, ma una anche dalla lontana Siracusa. Ospiti della Britannia e dalla Numidia completano il ricco gruppo di gladiatori che inaugurano l’Anfiteatro di Teate!  Il praetor Marco Decio Solonio ha investito tutti i suoi averi in questa iniziativa per farne un trampolino di lancio politico per arrivare a una magistratura nella capitale, Roma!

Nel pomeriggio e nel giorno successivo, seguono le esibizioni delle scuole ospiti: tra i gladiatori della scuola della britannica Londinium figura un uomo enorme, pelle chiara, biondo, cicatrici ovunque, Donar: le sue armi? un gladio e un enorme scudo rosso con un serpente dorato al centro!

Altre giornate scorrono tranquille con le varie scuole che si alternano tra venationes e esecuzione dei condannati a morte: queste hanno anche una sorta di sceneggiatura. Sono rievocate alcune delle battaglie che Roma ha portato a termine vincitrice o con una grande conquista. Ai gladiatori teatini è assegnata la rievocazione della vittoria a Zama, particolarmente cara ai teatini per la presenza dell’eroico ricordo di Herius e Pleminius tra le fila dell’esercito federato romano. Il ruolo di Scipione è assegnato a Daniecus, i suoi fratelli compongono l’esercito romano. Trenta sfortunati condannati a morte provenienti da Lucera, nella Daunia, sono i Cartaginesi. Anche se ben armati, nulla possono contro i meglio allenati uomini di  Gaius Martius: per il favore del pubblico, conducono lo scontro per quasi un’ora ma alla fine portano a termine la missione, con grande soddisfazione del loro padrone, ormai con una stabile poltrona nel suggestum dell’anfiteatro. Finalmente dopo i primi cinque giorni di esibizione, si fa sul serio: un torneo vedrà lo scontro di tutte le scuole in un doppio violento incontro giornaliero. Ma gli uomini della scuola di Gaius Martius sono preparati e non temono confronti.

Il primo incontro li vede confrontarsi con gli uomini della Numidia: anche se alcuni sono a cavallo, la mattina vede primeggiare MarciusPaulus, Loricus e Reffen. La sconfitta di Iovensis, non preclude di acquisire il primo punto. Nel pomeriggio, Steffus, CorreusLucuxGigiovix e Daniecus  non lasciano passare nemmeno la polvere che si alza dall’arena, sconfiggendo sonoramente i cavalieri numidi. Dopo un giorno di riposo, è la volta dello scontro contro i Siracusani: con loro si combatte nella maniera classica, con gladiatori di classe opposta che si contrappongono. Nessun graffio riportato e dieci vittorie conseguite! Un trionfo… Mentre i Britannici conseguono altrettante vittorie, gli scontri con le temute scuole romane producono l’infortunio di Correus: sarà costretto a due giorni di riposo a causa di un vistoso taglio infertogli sulla spalla destra. Ma mentre i suoi fratelli portano a termine vittoriosi gli scontri contro i romani, lo schiavo medico Diaulo compie un miracolo con i suoi unguenti sconosciuti e lo rimette in piedi, pronto a combattere.

Durante i giorni di riposo, gli uomini di Gaius Martius non lesinano pratiche rilassanti fuori dal comune, affogando i dolori in vino e donne! Le loro feste private non rimpiangano i lussuriosi baccanali del loro padrone, in cui tutto è concesso…

Mancano quattro giorni alla fine del torneo gladiatorio e lo scontro contro la scuola di Neapolis prima e Alba Fucens poi, sono decisivi per raggiungere la finale contro gli uomini di Britannia, imbattuti in ogni incontro, classico o di altra natura. Quelli che più giovano di questo bagno di sangue sono gli spettatori che adorano trascorrere la giornata nell’arena o nei suoi dintorni, ricchi di venditori ambulanti e bancarelle. Alcuni scontri sono stati particolarmente cruenti e i Britannici se ne sono resi protagonisti uccidendo violentemente due numidi e due romani, ma il pubblico e il magistrato hanno gradito!

Pavimento musivo rinvenuto presso la città di Zliten, in Libia, vicino Leptis Magna.
Pavimento musivo rinvenuto presso la città di Zliten, in Libia, vicino Leptis Magna.

Lo scontro contro gli uomini di Neapolis procura il grave infortunio di Loricus che, purtroppo, è costretto ad abbandonare il torneo. La vittoria è agguantata e la finale contro i Britannici impone loro di vendicare anche i fratelli delle altre scuole barbaramente eliminati.

L’ultimo giorno dei festeggiamenti dell’inaugurazione dell’Anfiteatro di Teate è un giorno di pioggia: ma nonostante il tempo inclemente l’arena è piena dei suoi quasi quindicimila spettatori e i combattimenti non tardano a iniziare. Da Roma sono giunti anche tre senatori per ammirare la lotta sulla sabbia inondata dal sudore e dal sangue di uomini che si giocano molto di più del loro orgoglio personale. I Britannici, che non parlano la lingua dell’impero, lanciano mostruosi suoni vocali ma i “nostri” non si lasciano intimorire. La formula della finale prevede che il gladiatore che perde, non potrà più scendere nell’arena, quello che vince, va avanti a oltranza. Si inizia!

I primi a scendere sulla sabbia sono Donar e Marcius: la vittoria di quest’ulitmo gli consegnerà il rudis e il ritorno nella sua terra madre. Marcius è spavaldo perché è forte di oltre ottanta incontri disputati. Ma Donar è potente e violento, è barbaramente aggressivo. La spada di Marcius rimbalza sullo scudo rosso dorato del britannico che, come se fosse una mazza, abbatte la sua spada su Marcius. Questi, trafelato, inciampa e cade a terra e Donar, con un colpo, lo decapita: il pubblico, dapprima sorpreso, esplode in un grido di sfrenata gioia; i fratelli di Marcius non riescono a credere a quanto hanno visto e Paulus, senza attendere il suo turno, si getta contro Donar, il quale lo schiva e lo trafigge squartandolo nella schiena. Anche Paulus muore. Lucux, con le lacrime agli occhi, grida alla calma e raccoglie gli uomini attorno a se. Si scambia uno sguardo con Daniecus, di cui conosce l’esito del suo tragico sogno… Reffen si fa avanti per andare a scontrarsi contro Donar, ma non è sereno e perde rovinosamente l’incontro, conservando la vita. Donar, sempre col sorriso in bocca, non sembra stanco e Gigiovix lo affronta con la sua attrezzatura da retiario. La rete di Gigiovix  non confonde Donar che, con un colpo dell’affilatissima spada, la squarcia in due; con l’altra mano lancia il suo scudo contro il “nostro” che viene investito da inaudita violenza e cade tramortito a terra.

Dipinto di Jean-Léon Gérôme del 1872 (Phoenix Art Gallery). Pollice verso
Dipinto di Jean-Léon Gérôme del 1872 (Phoenix Art Gallery). Pollice verso

Anche lui è sconfitto! Amaramente lo seguono anche Iovensis Steffus, ma è Correus che subisce la peggior sorte: dopo un breve combattimento, Donar gli trancia un braccio e una gamba con un unico colpo di spada: a terra, in un bagno di sangue, Correus, nonostante il segno di resa verso il suggestum che gli avrebbe salvato la vita, riceve un inaudito colpo che attraversa il suo corpo dal basso ventre fino alla base del capo, dividendo letteralmente il corpo in due! E’ la terza preda divorata dal serpente dorato!

Con il pubblico in estasi e le autorità inorridite e impotenti, Lucux Daniecus si gettano verso Donar: inizia uno scontro furioso, dalle spade partono scintille, dalla gola escono profondi suoni animaleschi. Daniecus, impavido, scansa violentemente Lucux che scivola a terra sorpreso. Daniecus riesce a ferire Donar ma questi disarma il “nostro” e  gli infligge un profondo ma non mortale taglio sul petto che lo costringe a terra inerme. Lucux si precipita verso l’ormai stanco e ferito Donar che a mani nude prima lo schiva e poi riesce ancora ad allontanarlo, sollevandolo da terra scagliandolo a oltre dieci piedi. Lucux  lancia una rapida occhiata a Daniecus che con le ultime energie sistema il suo scudo sul suo corpo, come un trampolino: l’intrepido gallo vi si lancia e si catapulta contro Donar, inaspettatamente sorpreso, trafiggendolo in volo al petto. Con inusitata violenza e con Donar inginocchiato a terra ferito, sferra la sua spada contro il collo del britannico, decapitandolo!

Tutto l’Anfiteatro si alza in piedi gridando il nome di Lucux, acclamandolo vincitore ma l’incontro non è finito: è rimasto solo e ci sono ancora nove britannici da sconfiggere! Con l’enorme energia acquisita dalla vittoria su Donar, Lucux sconfigge uno dopo l’altro gli altri avversari britannici, mantenendo salva la vita di ognuno e divenendo il nuovo eroe di Teate Marrucinorum.

L’Anfiteatro di Teate è ormai pronto, accoglierà numerosi giochi e scontri, ma nessuno di questi riuscirà a superare in spettacolarità e violenza quelli della sua inaugurazione!

 

Daniele Mancini

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