CULTI MISTERICI NEL MONDO ROMANO

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Nel mondo romano del II secolo d.C. vi fu un proliferare di culti misterici introdotti, principalmente, dai legionari delle province. Iniziò a cambiare l’ottica della religiosità in cui l’adepto, dopo il rito della purificazione, poteva accedere al culto della divinità. Cambiò anche il rapporto di fronte alla divinità, tipico dei riti che facevano capo a correnti religiose che ormai attraversavano l’impero, fino all’affievolirsi del paganesimo. Alcune divinità classiche presto si sovrapposero alle nuove divinità misteriche, in una simbiosi accattivante per i seguaci del culto.

Iside. Nasce come dea egizia, sposa di Osiride, in trio con il figlio Horus. Iside fu presto assimilata dal mondo greco e quando Cleopatra decise di ridare tono all’antica religione egiziana, lei stessa si identificò con Iside, dea madre, associata alla vacca sacra, quindi raffigurata con le corna.

Nel mondo romano questo culto assunse caratteristiche misteriche tramite una sincretizzazione con Dèmetra/Cerere. Nel libro XI delle Metamorfosi di Apuleio si narra dei riti purificatori tenuti in onore di Iside, con una ritualità simile a quella di Dèmetra, ossia tramite l’attraversamento dei 7 stadi di iniziazione, una tipologia di culto introdotto con lo Zoroastrimo e il numero uguale a quello dei pianeti. Gli adepti di Iside, comunque, avevano ampi scambi culturali con quelli delle altre religioni misteriche.

Iseo a Pompei

Numerosi sono gli Isei rinvenuti ma di pochi esistono concrete pubblicazioni, retaggio proveniente dalle idee di fine ‘800. A Pompei ne è presente uno tra i più famosi. Il sacello somiglia ad un’edicola, una sorta di altare monumentalizzato con alto podio, con ampia scalinata anteriore e cella quadrata a cui si accede frontalmente; l’ingresso laterale era riservati ai sacerdoti che dovevano occuparsi del culto misterico. Il tempietto è inserito in un cortile porticato che evidenzia una forte differenziazione con i riti delle iniziazioni e il cui grado più alto è raggiunto solo dal sacerdote, a cui era permesso accedere anche alle prove iniziatiche.

Tutto il bacino mediterraneo partecipa al culto isiaco. A Delos (nell’arcipelago delle Cicladi) è situato un tempio canonico, in antis, distilo, a cella unica, con diverse statue, in stile architettonico dorico, con un chiaro tramite cultuale tra il mondo orientale e quello occidentale.

L’Iseo di Cirene

A Cirene (in Libia), nei pressi del Santuario di Apollo (uno dei 4 santuari oracolari presenti nel mondo greco), si affiancava un tempio distilo, in antis, dedicato ad Iside, con un’anticamera per l’epifania della dea, mentre il retro era destinato ai sacerdoti. Il tempietto ed il relativo santuario, mostrano come la Iside greca affianchi il culto della Iside egiziana. L’esedra semicircolare segna anche il confine alla visione del fedele. In questo Iseo, ai piedi dell’Acropoli, nella vicinanza del crepidoma del Santuario di Apollo all’interno delle mura della città, era esiguo il numero dei fedeli che potevano essere accolti!

L’Iseo, con il suo sacello per il culto della dea, era posto all’interno di un temenos:  proprio la piazza era lo spartiacque per i non iniziati. Le lucerne rinvenute all’interno del temenos mostrano l’utilizzo del tempio fino al V secolo d.C.

Il culto di Iside doveva essere di tipo misto, iniziabile da entrambi i sessi, rispetto a quello delle sole donne di Dèmetra. Il tempio, circondato dalle mura sacre, si suppone che fosse dedicato già in periodo molto antico. La processione dal tempietto al santuario e il ritorno con tutti i fedeli, si svolgeva con un iter simile a quello di Dèmetra. A Iside, spesso, era affiancato il culto di Serapide, uno Zeus raffigurato con peculiarità egiziane: sono stati infatti rinvenuti divers busti di Serapide all’interno dell’Iseion.

L’Iseo a Teate Marrucinorum

Originariamente Iside era rappresentata con le corna, poi si è trasformata in una dea velata, assimilandola agli iniziati durante la loro processione devozionale. Le rappresentazioni romane sono mostrate con poche differenze rispetto alle sacerdotesse del culto: in un acrolito viennese (una statua mista di marmo bianco, per il viso, e marmo scuro, per il panneggio), Iside è rappresentata del tutto romanizzata. Le sacerdotesse o la Iside stessa, mostrano una particolarità della veste a vita alta: un nodo iliaco sul seno del mantello.

Non è sicuramente importante come le illustri città citate, ma anche Teate Marrucinorum aveva un tempio dedicato ai culti orientali. Durante i lavori di realizzazione del Palazzo Buracchio è stato rinvenuto un ambiente absidato con diverse strutture murarie e statue di Iside, Serapide, Cerbero. Gli studiosi hanno inteso riferire questa struttura a un Iseo!

Rilievo del periodo romano (II sec. d.C.) che mostra Mithra che uccide il toro sacro – Museo del Louvre

Mithra. Il suo mito lo mostra in una sorte di Triade con il Sole e Saturno, in una visione trinitaria molto particolare. Il culto di Mithra nasce nel mondo persiano come divinità totale, Deo Soli Invicto. In età romana si cerca di contrapporlo al Cristianesimo perché la data di nascita del dio veniva celebrata annualmente il 25 Dicembre!

Numerosi sono i mitrei nel mondo antico ma anche questi editi solo in una minima parte. A Roma, presso S. Prisca, il mitreo è simulato in un ipogeo, con panchine laterali ed una nicchia per la rappresentazione del dio. Solitamente  Mitrei erano edificati presso luoghi più frequentati (ad esempio, presso le Terme di Caracalla, il Circo Massimo, sotto S. Clemente). Idealmente il tempio aveva sempre banchine laterali, triclini e rappresentazioni di Mithra.

Ad Ostia, sono stati rinvenuti ben 12 mitrei. Famoso è quello delle Sette Sfere, ma anche quello degli Animali, quello delle Sette Porte (sette sono i gradi di iniziazione), quello di Felicissimo. A S. Maria Capua Vetere è presente un mitreo con importanti decorazioni pittoriche. A Sutri, Civitas e Duino, tutti i mitrei hanno banchine laterali e nicchie.

Si riscontra, inoltre,  come i Mitrei si trovassero principalmente lungo il limes, in Nord Africa, in Slovenia, a Martigny, tutti con simili caratteristiche e senza finestre. Troviamo mitrei anche in Britannia, a Carrawburgh e a Carnuntum, simile a quello di Cirene, conservando importanti testimonianze del culto solare.

In una ricostruzione ideale del Mitreo si riscontrano peculiarità imprescindibili: un nicchia con una raffigurazione della Tauroctonia (uccisione del toro), con Mithra affiancato dal dio Cautes (il giorno) e Cautopates (la notte, raffigurato con torcia), ma anche altre scene di caccia al toro a cui assistono diversi amici (spesso sotto forma di luna o sole) oppure un cane, uno scorpione, un serpente (a raffigurare il passaggio delle costellazioni), tutti a bere il sangue del toro.

Nelle province, i rilievi scultorei attestano ulteriori particolari, come raffigurazioni delle 7 porte o dei 7 pianeti tra luna e sole, delle 7 stelle, altre del cane, del serpente, dello scorpione che morde i genitali del toro. Alcune rappresentazioni attestano anche la nascita di Mithra o il trasporto del toro.

Come indicato, i 7 gradi di iniziazione erano legati al numero dei pianeti:

  1. il primo, a Mercurio, in cui l’iniziatico moriva simbolicamente;
  2. il secondo, a Venere, in cui l’adepto rinasce;
  3. il terzo, a Marte, in cui l’adepto diviene soldato;
  4. il quarto, a Giove, uno dei gradi più alti raggiungibili dagli adepti;
  5. il quinto, a Perse/Luna, la notte, un grado parasacerdotale;
  6. il sesto, al Sole, rappresenta il levar del sole e il viaggio quotidiano del dio attorno alla terra;
  7. il settimo, a Pater/Saturno, il più alto grado iniziatico, rappresenta la luce personificata del paradiso.

 

Daniele Mancini

 

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