ANCORA SCOPERTE DAL NAUFRAGIO DI ANTIKYTHERA

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Il naufragio di Antikythera è quasi esclusivamente  associato all’enigmatico meccanismo di Antikythera, spesso definito come il più antico computer analogico del mondo.

Dal celebra e profondo naufragio proviene molto di più: per il terzo anno consecutivo di scavo sottomarino, condotto dall’istituto greco Ephorate of Underwater Antiquities, i ricercatori sono riusciti a rinvenire una grandiosa serie di nuovi reperti di ogni tipologia. Dai frammenti di statua, agli arti di bronzo, ai frammenti di anfore e altri oggetti strutturali della nave (come tubi di piombo e contrappesi).

Storicamente Antikythera è stata posizionata in una parte importante del percorso commerciale antico ed è stata anche una base per i pirati cilici. Qui uno dei più grandi mezzi navali dell’antica storia marittima è stato rinvenuto da un gruppo di subacquei, a Capo Glyphadia, nel 1900. I report di scavo indicano che il relitto, di grandi dimensioni (lunga 130 metri…), risale a circa al 70-60 a.C. ed è stato affondato dopo aver perso una battaglia contro una violenta tempesta marina.

Gli storici ritengono che sia, probabilmente, una nave commerciale che abbia avuto in carico una interessante quantità di tesori greci prelevati dalla costa dell’Asia Minore e diretti a Roma, forse per l’occasione di una delle celebrazioni dei trionfi di Giulio Cesare. Nel 1900, un gruppo di subacquei di spugne, guidato dal capitano Dimitrios Kondos, ha deciso di sostare sull’isola durante il loro viaggio di ritorno dall’Africa, in attesa che trascorresse una terribile tempesta. Proprio quando hanno cominciato a fare immersioni in cerca di spugne che si sono imbattuti in uno dei più grandi tesori del mondo antico.

Per quanto riguarda le spettacolari scoperte realizzate dal naufragio di Antikythera quest’anno, gli archeologi sono stati piacevolmente sorpresi dagli oggetti di bronzo rinvenuti, tra cui il recupero di una parte delle pieghe in bronzo dell’abbigliamento di una statua, insieme al braccio destro di bronzo e un reperto in bronzo molto ossidato a forma di disco, probabilmente raffigurante un toro. Inoltre una serie di elementi ceramici accompagnavano questo ricco tesoro: ciotole, anfore, un enorme omphalos (ora racchiuso in un contenitore protettivo di calce, piombo e legno), nonché una lastra quasi intatta di marmo rossastro multicolore, probabilmente appartenente a un pregiato tavolo.

Altre elementi più piccoli hanno completato il corredo della nave naufragata, tra cui diversi reperti in legno e numerosi elementi strutturali della nave stessa, che potrebbero dipingere meglio gli eventi che hanno portato a questo disastro navale. Inoltre, gli archeologi hanno anche rinvenuto chiodi di ferro, fogli di metallo utilizzati per il rivestimento della nave, numerosi oggetti non identificati che verranno analizzati in seguito. Infine, i ricercatori stanno cercando di estendere il loro scavo in aree dove hanno individuato altri frammenti di sculture, celati dal tempo al di sotto di formazioni rocciose sottomarine.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info:  Archaiologia Online 

 

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