AMBRA SICILIANA PRECEDE AMBRA BALTICA IN EUROPA OCCIDENTALE

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L’ambra, la più popolare tra le resine fossili,  e altri materiali insoliti quali, la giada, l’ossidiana e il cristallo di rocca hanno attratto l’interesse di studiosi e non, quali materie prime per la fabbricazione di elementi decorativi dalla tarda Preistoria, conservando un elevato valore finoa alla gioielleria attuale.

L’ambra baltica proveniente dalla Scandinavia è spesso citata come materiale chiave che circola nell’Europa preistorica, ma in un nuovo studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE i ricercatori hanno scoperto che l’ambra proveniente dalla Sicilia è stata commercializzata nel bacino mediterraneo occidentale già dal IV millennio a.C., almeno 2.000 anni prima dell’arrivo dell’ambra baltica nella Penisola Iberica, luogo più antico di attestazione.

Frammenti di ambra corrosa, oggetti dello studio

Secondo l’autrice principale del lavoro, Mercedes Murillo-Barroso, dell’Università di Granada, le nuove prove presentate hanno permesso la revisione completa delle datazioni sulla fornitura e lo scambio di ambra nella preistoria nella Penisola Iberica, registrando prove concrete dell’arrivo dell’ambra siciliana in Iberia almeno dal IV millennio a.C..

È interessante notare che i primi oggetti d’ambra recuperati in Sicilia e identificati come realizzati in ambra locale, nota come simetite, risalgono proprio al IV millennio a.C., ma non ci sono altre prove che indichino un contatto diretto tra la Sicilia e l’Iberia in questo periodo della storia.

Quello, invece, che gli studiosi conoscono per certo Invece, sono i collegamenti tra la Penisola Iberica e il Nord Africa. È plausibile, dunque, che l’ambra siciliana abbia raggiunto l’Iberia attraverso gli scambi con l’Africa del Nord. Questo tipo di ambra appare nei siti iberici meridionali e la sua distribuzione è simile a quella degli oggetti di avorio, suggerendo che entrambi i materiali abbiano raggiunto la penisola iberica seguendo canali identici o simili.

L’altro autore dello studio, Marcos Martinón-Torres, professore presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Cambridge, ritiene che solo dalla tarda età del bronzo è possibile identificare l’ambra baltica in un gran numero di siti iberici ed è probabile che sia arrivata attraverso il Mediterraneo piuttosto che attraverso il commercio diretto con la Scandinavia.

Questo tipo di ambra, rispetto a quella di provenienza nord-africana, sembra sia associata a prodotti come ferro, argento e ceramica grazie, soprattutto, alle vie commerciali del Mediterraneo, suggerendo che l’ambra dal nord potrebbe essersi spostata a sud attraverso l’Europa centrale prima di essere condotta in Occidente dalle navi che solcavano il Mediterraneo, confutando i precedenti studi sul commercio tra la Scandinavia e l’Iberia.

Murillo-Barroso ritiene che in questo studio sono stati in grado di superare le tradizionali sfide nei tentativi di assegnare la cosiddetta “ambra corrosa”, adoperata principalmente per le armi, a una provenienza geologica. Le nuove tecniche analitiche adoperate possono essere, quindi, utilizzate come riferimento per identificare anche l’ambra siciliana  da campioni archeologici altamente deteriorati.

In ogni caso esistono ancora diversi problemi irrisolti da indagare in futuro, ovvero esplorare la presenza di ambra nei contesti nordafricani nello stesso periodo di tempo e approfondire le reti commerciali coinvolte nell’introduzione e nella diffusione dell’ambra del Baltico in Iberia e nella misura in cui i metalli o altre merci iberiche sono state fornite in cambio.

Attendiamo, trepidanti, gli opportuni sviluppi!

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini 

Per ulteriori info: Università di Cambridge

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