ALLE PAROLE SEGUANO I FATTI!

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Si è tenuto ieri il convegno Beni Culturali e tecnologie – riComunicare il patrimonio archeologico teatino, promosso dal Comune di Chieti e dalla Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo, in collaborazione con la Camera di Commercio di Chieti e l’Assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo.

IMG_20160512_114921Una doppia sessione tecnica presso la Camera di Commercio ha avuto una splendida appendice mattutina presso i Musei archeologici cittadini, de La Civitella e Villa Frigeri, dove si sono svolte interessantissime sedute di didattica e divulgazione sul patrimonio archeologico della città a cura degli operatori professionisti dei due musei e degli studenti della città.

A La Civitella, dove ho fornito anche il mio contributo con il laboratorio dal tema “L’ANFITEATRO E I GIOCHI GLADIATORI”, grazie alla proficua attività dell‘Associazione Culturale Mnemosyne brillantemente diretta dalla Dott.ssa Maria Di Iorio, oltre 200 studenti delle scuole teatine hanno condotto laboratori didattici e visite guidate drammatizzate con lo scopo di rendere meglio fruibile la visita al museo. Solo il tempo inclemente non ha permesso che l’attività si completasse presso i siti archeologici.IMG_20160512_120719

L’attività didattica e di divulgazione offerta dagli studiosi professionisti di Chieti è all’avanguardia e sarebbe un vero peccato che, a causa di seri problemi strutturali che affliggono il sistema museale non solo di questa città, si sia costretti a rinunciare a uno dei servizi fondamentali presenti in un museo a causa della situazione contingente che da anni affligge il sistema culturale italiano!

La sessione pomeridiana, nonostante fosse aperta al pubblico, ha visto una folta presenza di tecnici del settore, tutti profondamente preoccupati dallo stato del patrimonio archeologico di Chieti. Vediamo nel dettaglio gli interventi dei relatori.

Il ruolo di moderatore è stato svolto dal Soprintendente, Francesco di Gennaro. Questi ha presentato immediatamente colui che ha ospitato le sessioni tecniche del convegno, il Presidente della CCIAA, Roberto di Vincenzo. Di Vincenzo non ha mancato di ribadire che il “prodotto Chieti, museo archeologico all’eperto” deve essere sostenuto dal MIBACT ed è necessario che la città si affermi come polo culturale dell’area metropolitana.

IMG_20160512_162428Il Sindaco, Umberto Di Primio, ritiene che “ri-comunicare” sia anche aggiornare il sistema del patrimonio archeologico alle nuove funzioni di fruizione, modernizzarlo con le nuove tecnologie, contribuendo a creare un maggior rispetto del patrimonio per una maggiore conservazione e una maggiore conoscenza di esso. Ribadisce che i cittadini debbono frequentare i musei con attiva partecipazione (ma l’amministrazione comunale come si muove per permettere ai turisti di arrivare in città? ndr).

Prende la parola anche Dorina Bianchi, Sottosegretario MIBACT, la quale, dopo i retorici complimenti alle bellezze dell’Italia, spinge affinché il patrimonio culturale diventi il pane per molti, contribuisca allo sviluppo sociale e a quello economico. Da prendere in seria considerazioni  il modello culturale del Nord Europa e quello degli Stati Uniti, dove la sensibilità sviluppata per la valorizzazione degli esigui patrimoni e per la fruizione delle realtà museali, hanno raggiunto livelli di eccezionalità. Non manca, dalla Bianchi, una auto-propaganda al Governo italiano: secondo Luca Patanè della ConfTurismo, è il turismo l’unico sistema economico italiano in continua crescita e nell’ultimo anno ha raggiunto ben il 12% del PIL, frutto dell’impegno del Governo che ha impegnato diversi miliardi del suo Bilancio per perseguire l’obiettivo; con il ministro Franceschini che, con ben 13 progetti culturali nazionali, persegue l’obiettivo con un lavoro concreto e serio!

La parola passa a Silvia Taranta, Ufficio Relazioni con il Pubblico del Segretariato Regionale del MIBACT (ex Direzione Regionale, ndr) che ci ricorda che dal 2013 il Ministero dei Beni Culturali ha anche la delega per il Turismo. Ritiene che il problema del diffuso patrimonio locale dipenda dalla sua scarsa valorizzazione. La funzionaria conferma che è in studio un Piano strategico per il turismo e per la valorizzazione del prezioso patrimonio italiano, “ri-raccontando” i territori e “rifondando” il turismo locale. La didattica nei luoghi di cultura e le nuove tecnologie hanno la possibilità di far conoscere il patrimonio con conseguente sviluppo turistico.

Con l’intervento tecnico di Maria Giulia Picchione, Soprintendente Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, si apre un interessante dialogo tra beni culturali e paesaggio, parte integrante del patrimonio di ogni realtà nazionale, con validi spunti sulla legislazione da quella più antica e quella moderna. La Picchione ha presentato diversi spunti di riflessioni sottolineando l’opera di John Ruskin e il suo pensiero su restauro e conservazione. Conclude che è necessario un censimento di tutto il sistema patrimoniale culturale italiano, dal rudere al paesaggio per fornire validi strumenti di studio a professionisti di tutti settori, archeologia preventiva inclusa!
Valentino Nizzo, della Direzione Generale Musei MIBACT, presenta un minuzioso intervento su Strumenti e strategie per ricomunicare il patrimonio archeologico. Notevoli e virtuose sono le esperienze di Nizzo secondo il quale la riforma dei musei è una sorta di rivoluzione sociologica. Nei musei è importante evitarne la cristallizzazione, evitarne l’etichetta di “luogo per iniziati”. I musei dovrebbero comunicare con il pubblico che deve pretendere di essere partecipe dei processi culturali che vi si sviluppano, elevandosi culturalmente a vicenda! Secondo Nizzo, come la ICOM (l’International Council of Museums, ndr) ha introdotto il termine “diletto” nello scioglimento del nuovo significato della parola “mueso”, è necessario che i musei italiani mutuino questa scelta e non rendano questi luoghi una sorta di “carcere culturale”, come affermava il filosofo/storico/sociologo Michel Foucault! Nizzo illustra, inoltre, che il patrimonio ha necessità di continua visibilità, dalle relatà virtuali, alle nuove tecnologie, senza disdegnare gli eventi familiari (come i matrimoni…) o il semplice consentire video e foto, lasciando libero spazio alla creatività ma anche alla comprensione. Chiude con una importante considerazione: siamo una “comunità di eredità” in cui il volontariato è incardinato nella piena valorizzazione del patrimonio, con il fondamentale controllo e supervisione, però, da parte del professionismo!
Interessante l’intervento di Mario Romanelli , della Travel Appeal, che presenta una “app” che studia ed elabora dati sulla “reputazione digitale” dei luoghi di interesse pubblico.
Commovente, invece, l’intervento di Maria Ruggeri, già Direttore Museo Archeologico Nazionale – Villa Frigeri, che ci offre uno spaccato straordinario di come sia nato il nuovo allestimento museale del Guerriero di Capestrano e come continui a essere un’inesauribile fonte di comunicazione.
Prende la parola, quasi alla conclusione, Francesco Tentarelli, dirigente del Servizio Beni e Attività Culturali della Regione Abruzzo, qui a rappresentare anche Luciano D’Alfonso, Presidente della nostra regione. Secondo Tentarelli è fondamentale maturare una consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio, non solo con i moderni sistemi digitali. Conferma che l’Abruzzo accusa notevoli ritardi, oltre che sul piano turistico, anche per arretratezza percettiva e generazionale. Per raggiungere il turismo di massa, la Regione è in procinto di inaugurare una nuova stagione nella percezione del patrimonio, tenendo a bada il rischio della sua mercificazione.
Prima della chiusura del Soprintendente, Francesco di Gennaro, Stefano Pisci di Confculture, offre alla platea le sue esperienze di merchandising museale. La giornata è stata intensa e proficua e si conclude con Di Gennaro che ci ricorda della incombente riforma ministeriale che punta ad organizzare al meglio le risorse per creare un sistema che contempli l’intero patrimonio culturale, ad esclusione di quello archivistico e di quello museale, ormai afferente al nuovo polo. Si augura che il Gran Tour si perpetui non come, qualche secolo fa, con esplorazioni del pubblico culturalmente più avanzato, ma con un turismo che tragga piacere dal vivere il patrimonio e dall’eredità culturale che ne proviene.
Ai posteri, l’ardua sentenza!
Daniele Mancini

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