ALESSANDRO MAGNO. TRA STORIA E LEGGENDA – prima parte

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Alessandro Magno ritratto come il dio Elio, conservato ai Musei Capitolini
Alessandro Magno ritratto come il dio Elio, conservato ai Musei Capitolini

Alessandro Magno ha lasciato un ruolo indelebile nella storia: un eroe per i Greci e per i Romani, un profeta per gli Arabi, un mito per i popoli occidentali. La sua vita si perde tra storia e leggenda ma se la eco delle sue imprese e del suo singolare destino è giunta sino a noi, lo dobbiamo perché è stato fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo nel corso dei secoli.

Nel XVII secolo, in Francia, Alessandro Magno è una figura ben nota, come testimoniano le numerose raffigurazioni artistiche che lo ritraggono. Alessandro è entrato nella leggenda per le sue grandi virtù di condottiero, la sua fortuna, la sua intelligenza e la grande forza fisica che lo resero l’eroe dell’occidente che conquistò l’Asia. Tutti questi tratti caratteriali ne fanno un essere eccezionale.

Traspare una ragione politica dietro i particolari ritratti di Charles Le Brun. Il giovane Luigi XIV adopera l’immagine del conquistatore greco a proprio vantaggio. I dipinti commissionati a Louis Audran divengono veicoli di propaganda attraverso i quali, il re, è ritratto come il “monarca ideale”! Da Scipione l’Africano a Napoleone, molti conquistatori cercano di identificarsi con Alessandro Magno: ma se la pitture e la letteratura ne perpetuano il mito da oltre duemilatrecento anni, molte sono le informazioni che si conoscono del mondo da cui proviene e che lo ha plasmato.

Alessandro Magno nasce in Macedonia nel 356 a.C. Situata nel nord della Grecia, la capitale dinastica del regno è Aigai, oggi Vergina.

Gli scavi archeologici presso le rovine del palazzo di Filippo II, padre di Alessandro, raccontano l’edificio risale al 350 a.C. e la sua costruzione accompagna l’ascesa al potere di Filippo. Sarà completato nel 336 a.C. quando Filippo vi celebra grandi festeggiamenti per celebrare il proprio dominio come re dei Macedoni e come despota di tutti i popoli greci. Gli scavi portano alla luce numerose innovazioni architettoniche attuate. L’anticamera del palazzo conduce a un cortile quadrato che corrisponderebbe al primo peristilio dell’architettura greca: è il prototipo di tutti i peristili seguenti, divenendo una costruzione abbastanza diffusa. Il piazzale, circondato da 60 colonne per una superficie di oltre 2000 mq, poteva accogliere 3500 persone, un numero molto superiore alla sola élite e nobiltà macedone ed era deputato alle decisioni sulle sorti del regno di Macedonia, della Grecia e, con Alessandro, anche del resto del mondo. Il maestoso complesso è oggi definibile come un palazzo ma l’idea non era quella di una residenza privata, ma un edificio aperto a tutti: la sfera privata del sovrano non trova posto e le mogli di Filippo e i suoi figli vivono a Pella.

Scavi archeologici presso il palazzo reale di Aigoi
Scavi archeologici presso il palazzo reale di Aigoi

Quando Alessandro nacque, si narra che nel momento stesso in cui la madre lo espulse fuori di se, il Tempio di Efeso (una delle Sette meraviglie dell’antichità, ndr) prese fuoco e le alte fiamme che divamparono non furono sedate con facilità. Alessandro nasce e cresce a Pella in un ambiente che gli ha offerto tutte le opportunità di divenire un monarca potente e illuminato. Pella, capitale amministrativa ed economica del regno,  si trova a 60 km da Aigai. La sua architettura ci permette di comprendere come fosse l’ambiente quotidiano dove viveva il giovane principe.

Pella era la più grande città della Macedonia e aveva un sistema di drenaggio e approvvigionamento idrico altamente sviluppato che, con fontane, cisterne e vasche, rivelano un’attenzione costante per le condizioni igieniche degli abitanti. Inoltre, le ampie residenze, la più grande della quali ha una superficie di 3160 mq, con pavimenti musivi, decorazioni policrome alle pareti e splendidi arredi, testimoniano un’altissima qualità della vita.

Le scoperte archeologiche nell’area del mercato ma anche in altre zone della città, testimoniano gli stretti legami commerciali con città del Mar Nero, dell’Asia Minore, dell’Africa settentrionale, della Penisola italica e iberica. In un palazzo su una collina a nord della città che occupava un’area complessiva di sette ettari, oltre alle camere per gli incontri pubblici e quelle per la vita quotidiana, sono state rinvenute una palestra, uno stadio, vari laboratori e negozi. Offerte funebri e altri rinvenimenti conferma, invece, lo sviluppo delle lavorazioni ceramiche, della coroplastica e dei metalli.: i più grandi artisti del tempo giunsero alla corte macedone nel pieno del suo sviluppo!

Rovine di Pella
Rovine di Pella

Se l’ambiente quotidiano del giovane principe era un elemento importante per la formazione della sua personalità, il ruolo di sua madre, la Regina Olimpia è da considerarsi determinante! Sebbene Filippo abbia avuto altri figli con altre mogli, è certo che solo Alessandro sia stato allevato da Olimpia per succedere al padre sul trono di Macedonia. E’ quindi intuibile che parte della personalità di Alessandro Magno e parte delle sue imprese nel mondo, possono essere attribuite al forte ruolo svolto dalla regina madre. Olimpia era il genere di donna che trovò il coraggio di chiedere e ottenere la partecipazione delle donne ai banchetti degli uomini. Nella democrazia ateniese, fino ad allora, riunioni e incontri avvenivano solo tra uomini, ma non nella corte macedone del IV secolo a.C. Olimpia era molto colta e istruita, tanto da conversare con gli uomini senza remore e difficoltà, riuscendo a essere accettata da tutti.

Sul sito archeologico di Aigoi sono state portate alla luce le sale dei banchetti dove si riuniva la corte macedone: ben 1300 mq di mosaici sono sopravvissuti allo scorrere del tempo e contribuiscono ulteriormente a conoscere la società di Alessandro e invitano a leggere i testi antichi sotto una nuova luce.

Nel cuore del regno di Macedonia, nei pressi della capitale, a Mieza, il filosofo Aristotele, nel IV secolo a.C., dirige la sua scuola. I testi antichi riferiscono che Alessandro ricevette un’istruzione insolita per un giovane dell’epoca. A Mieza nasce quello che diverrà il Museo di Alessandria in Egitto, la prima università del mondo, un istituto per le Muse nato per preservare, mantenere viva la memoria, creare la scienza, riunendo l’élite degli intellettuali dell’epoca.

Il tipo di educazione che riceve il principe a corte non riguarda solo il figlio del re, ma anche quelli della nobiltà, a formare una sorta di clan estremamente ristretto. Fin da bambini ricevono un tipo di educazione che li accompagna fino all’adolescenza, sugli stessi banchi della scuola di Aristotele a Mieza. In seguito, sui campi di battaglia, questi hetairoi (i futuri generali di Alessandro), gli saranno vicini in un modo non più teorico o costruito artificialmente, ma attraverso il frutto di un’educazione partita dalla tenera età, creando le condizioni per la formazione di rapporti indistruttibili che permisero ad Alessandro di galvanizzare le truppe e i suoi generali hetairoi che lo seguirono fino alla morte.

I testi antichi descrivono l’intensa attività fisica che il principe svolgeva all’aperto che unita alla sua ostinazione, descrivono un uomo fisicamente e mentalmente dinamico in grado di affrontare complesse situazioni anche al di fuori dell’ambiente familiare. Alessandro non riceve una formazione solamente intellettuale: la formazione della mente segue di pari passo quella del fisico, traducendosi con forza e resistenza inusuali. Molti generali di Alessandro, da Tolomeo a Nearco, seguono la sua stessa formazione intensiva.

I reperti archeologici restituiscono le prove materiali di questi concetti: a est di Pella sono stati rinvenuti i resti di Amphipolis, una città sul fiume Strimone. Fra le strutture rinvenute spiccano i resti di un’antica palestra, un’importante complesso architettonico per la pratica della lotta e della corsa, uno spazio per l’igiene corporale con bagno rivestiti di marmo alimentati da una rete di acqua corrente, prova della grande civiltà dei popolo macedone. Il sito archeologico rivela che Amphipolis era una città portuale situata alla confluenza tra il Mar Egeo e i territori settentrionali.

Amphipolis era circondata da una maestosa cinta muraria lunga ben 7 km! Sulla parete nord, alta circa 7 mt, sono ancora visibili le grondaie che permettevano il drenaggio dell’acqua piovana ed evitare l’allagamento della città. Amphipolis Aveva la possibilità di accedere alle ricche miniere d’oro e d’argento presenti nei dintorni, ma anche una zecca per il conio monetale. Il polo commerciale di Amphipolis era dotato di grandi officine per la produzione di vasellame, di armi, di statue di terracotta, di vari oggetti di pregio.

All’età di 18 anni Alessandro era un cavaliere eccezionale e un guerriero con il corpo temprato. Guida la cavalleria macedone sul campo della battaglia di Cheronea del 338 a.C. in cui il padre Filippo II afferma la sua egemonia sul mondo greco. Filippo progetta, con il sostegno della sua polis, di dichiarare guerra al suo nemico atavico, l’Impero persiano! Ma nel 336 a.C. Filippo II è brutalmente ucciso e il suo figlio ventenne Alessandro diviene re di Macedonia e comanda in capo della Lega di Corinto. Alessandro raccoglie l’eredità del padre e vittoria dopo vittoria da vita alla sua inarrestabile ascesa. Nel 334 a.C. attraversa l’Ellesponto con 35.000 uomini e inizia la conquista dell’impero persiano.

Battaglia di Isso tra Alessandro Magno e Dario III di Persia. Mosaico pavimentale il cui prototipo Plinio il Vecchio ascrive al pittore Philoxenos di Eretria. Rinvenuto a Pompei nella Csa del Fauno, conservato nel Museo Nazionale archeologico di Napoli
Battaglia di Isso tra Alessandro Magno e Dario III di Persia. Mosaico pavimentale il cui prototipo Plinio il Vecchio ascrive al pittore Philoxenos di Eretria. Rinvenuto a Pompei nella Csa del Fauno, conservato nel Museo Nazionale archeologico di Napoli

Il suo scopo iniziale è controllare la costa mediterranea ma dopo la sua vittoria sul fiume Granico, libera le città greche lungo la costa anatolica e prosegue. Nel 333 a.C. a Issos, Alessandro sconfigge per la prima volta l’esercito comandato direttamente dall’imperatore Dario III e, dopo un lungo assedio, conquista la città portuale di Tiro che rade al suolo e ne vende gli abitanti come schiavi. Dopo Tiro è sceso in Egitto, fino al delta del Nilo: qui ha scelto di gettare le fondamenta della sua città, Alessandria, facendo conoscere al mondo che non era solo un flagello. E’ la sua offerta agli dei per aver preso Tiro: Alessandria è un gioiello che testimonierà al mondo che non era solo un signore della guerra ma anche l’architetto di un futuro continente. Alessandro stesso disegnò i progetti di Alessandria: un enorme faro visibile fino a Creta (un’altra delle Sette meraviglie dell’antichità, ndr), una maestosa biblioteca che contenesse tutto il sapere dell’uomo, trasmettono la civiltà greca a tutto il mondo.

— Continua —

 

Daniele Mancini

Per un approfondimento bibliografico:

Diodoro Siculo, Bibliotheca historica

Flavio Arriano, Anabasi di Alessandro

Plutarco, Vite Parallele: Alessandro

Quinto Curzio Rufo, Storie di Alessandro Magno.

Georges Radet, Alexandre le grand, trad. Manlio Mazziotti, Torino, 1942

G. L. Hammond, Alessandro il Grande. L’uomo che si è spinto ai confini del mondo, Milano, 2004

B. Bosworth, Alessandro Magno. L’uomo e il suo impero, Milano, 2004

Johann Gustav Droysen, Alessandro il Grande, Milano, 1999

Chiara Frugoni, La fortuna di Alessandro Magno dall’Antichità al Medioevo, Firenze, 1978

Hans-Joachim Gehrke, Alessandro Magno, Bologna, 2002

Giulio Giannelli, “Alessandro Magno” in AA.VV., Enciclopedia Biografica Universale, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, 2006, pp. 305 – 323

Domenico Musti, Storia Greca: linee di sviluppo dall’età micenea all’età romana, Bari, 2008

Antonino Pagliaro, Alessandro Magno, Roma, 1960

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