AFFASCINANTE RITROVAMENTO DAL PRIMO TEMPIO, GERUSALEMME

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I manufatti provenienti dagli scavi archeologici del periodo del Primo Tempio di Gerusalemme sono estremamente rari: i ricercatori, però, riferiscono di aver rinvenuto un altro peso in pietra che potrebbe essere stato usato nel Tempio di Salomone.

I pesi di pietra, chiamati beka, venivano usati sulle bilance per accertare il valore delle donazioni dei fedeli. Questa nuova beka è stata trovata durante i setacciava il terreno archeologico prelevato dalle fondamenta dell’Arco di Robinson al Muro Occidentale. Questo è l’ultimo resto del muro che aveva circondato il cortile del Secondo Tempio .

L’archeologo Eli Shukron, che ha già diretto scavi per conto della Israel Antiquities Authority, ha rinvenuto la prima beka, alcuni anni fa, nello stesso punto. Entrambi i manufatti riportano un’iscrizione in caratteri ebraici antichi, tra cui la parola beka, confermando l’uso a cui sono stati destinati. Il primo pesetto è stato scolpito nella pietra correttamente, da destra a sinistra; questo “nuovo” manufatto è scritto all’indietro.

Secondo Shukron, i bekas del periodo del Primo Tempio sono rari; tuttavia, questo peso è ancora più raro per via dell’iscrizione contraria. Se ne potrebbe dedurre che l’artigiano abbia inciso l’iscrizione sul peso forte di una pregressa specializzazione in incisione di sigilli che, solitamente, sono sempre stati inscritti “a specchio”, affinché la timbratura fosse leggibile per lo scopo finale.

La teoria di Shukron, dunque, è che il manufatto sia frutto di un errore umano: l’artigiano era abituato a fabbricare sigilli e era abituato a scrivere in caratteri speculari, così ha fatto anche sul peso: visti i non brevi tempi necessari a scolpire le piccole lettere nella pietra, ci si chiede come nessuno si sia accorto dell’errore o se dovesse essere ugualmente corretto.

La popolazione ebraica vissuta durante l’era del Primo Tempio, che presumibilmente è stato realizzato circa 3000 anni or sono dietro la spinta benefica di Re Salomone (David e Salomone  regnarono tra il 1050 a.C. e il 930 a.C.),  non possedeva monete o altro denaro contante.

I metodi di pagamento comune o quelli per la “tassa del tempio”, avvenivano attraverso scaglie d’argento prezioso o baratti remunerativi per i custodi del tempio. Le monete avrebbero realizzato la loro prima comparsa in Israele solo durante l’invasione persiana, tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C.

Sebbene le donne facessero pellegrinaggi al Tempio di Gerusalemme , erano esenti da questa “tassa”. Per calcolare il peso di questi pezzi d’argento, degli appositi esattori li avrebbero messi su un lato della bilancia, e dall’altra parte avrebbero posto il beka.

Il Tempio ha sempre usato queste donazioni per il suo mantenimento, per comprare animali per i sacrifici, per la suppellettile dei tempio. La parola beka deriva dal verbo che significa “dividere”, rappresentando una frazione maggiore di una misura più grande, come il celebre shekel biblico.

Come indicato nella Bibbia stessa, i pesetti di beka furono adoperati per valutare le donazioni dal valore di mezzo shekel che gli ebrei dopo i 20 anni dovevano offrire per il mantenimento del tempio: “Daranno questo: chiunque sarà compreso nel censimento darà un mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, che è di venti ghere: un mezzo siclo sarà l’offerta da fare all’Eterno.” (Esodo, 30:13).

Aggiunge la Bibbia: “[…] un beka a testa, vale a dire un mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, per ogni uomo compreso nel censimento, dall’età di venti anni in su: cioè, per seicento tremila cinquecento cinquanta uomini. “ (Esodo 38:26).

Il siclo biblico pesava circa 11,33 grammi. Il mezzo siclo, quindi il beka, pesava la metà del siclo o poco più di 5,5 grammi.

La ragione per cui i reperti e i resti del periodo del Primo Tempio, specialmente a Gerusalemme, sono estremamente rari sono molteplici. Infatti, la pratica del riuso è stata particolarmente estrema e, con probabilità, anche le pietre del tempio stesso, sono state oggetto di questa metodologia di costruzione. Secondo Shukron, sembra che gli artigiani che abbiano realizzato i pesi di pietra durante il periodo del Primo Tempio, siano gli stessi che avrebber intagliato e inscritto i sigilli.

Tra le altre importanti scoperte del progetto dell’Emek Tzurim National Park, un sigillo rinvenuto potrebbe essere attribuito al re Ezechia, che ha regnato tra 715 a.C.-687 a.C., trovato nel 2015 negli scavi del Monte del Tempio.

Un altro sigillo, sempre proveniente dal Tempio, è stato trovata lo scorso gennaio dal team presieduto dall’archeologo di Gerusalemme Eilat Mazar, della Hebrew University: questi ritiene che sia incisa con le lettere Yeshayahu NBY, che significa Isaia il Profeta. Il sigillo è danneggiato quindi parte della scritta sembra mancare ma non tutti concordano che fosse appartenuta a Isaia, anche perché questi non avrebbe avuto bisogno di un sigillo per proclamarsi “Profeta”.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

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